Teorema fondamentale dell'aritmetica
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Teorema fondamentale dell'aritmetica afferma che
- Ogni numero naturale diverso da 1 o è un numero primo o si può esprimere come prodotto di numeri primi. Tale rappresentazione è unica se si prescinde dall'ordine in cui compaiono i fattori.
L'enunciato è facilmente verificabile per numeri naturali "piccoli": è facile scoprire che 70 è pari a 2×5×7 mentre 100 equivale a 2×2×5×5 ovvero 22×52, ed è altrettanto facile verificare che per questi numeri non possono esistere altre scomposizioni in fattori primi.
È per unicità che il numero 1 non viene considerato primo, in quanto se lo fosse si avrebbero due o più fattorizzazioni diverse per uno stesso numero. Per esempio 10 potrebbe essere scritto come 5*2 e anche come 5*2*1 o ancora 5*2*1*1*...*1. In questo modo la proprietà di unicità non sarebbe rispettata.
Indice |
[modifica] Dimostrazione del teorema
L'enunciato del teorema asserisce l'esistenza di una fattorizzazione in numeri primi per ogni numero naturale, e successivamente la sua unicità. Dimostriamo separatamente le due affermazioni.
[modifica] Dimostrazione dell'esistenza
Dalla definizione di numero primo si deduce che ogni numero maggiore o uguale a 2 o è un numero primo oppure ha un divisore che è un numero primo. Questo fatto si può dimostrare per induzione:
- è vero per n=2
- se è vero per tutti i numeri da 2 a n allora per n+1 ci sono due possibilità: o è primo oppure è divisibile per un numero a compreso tra 2 e n, in quest'ultimo caso per l'ipotesi induttiva o a è primo o a ha un divisore primo p, in quest'ultimo caso (per la proprietà transitiva della divisibilità) p è anche un divisore di n+1. In ogni caso dunque o n+1 è primo o è divisibile per un primo.
Sulla base di questo la dimostrazione dell'esistenza della fattorizzazione per ogni numero procede ancora per induzione: n=2 è primo e dunque è già banalmente fattorizzato. Supponiamo vera l'esistenza di una fattorizzazione per tutti i naturali compresi tra 2 e n. Considerando n+1, abbiamo due casi:
- n+1 è primo (e quindi è già fattorizzato);
- n+1 è divisibile per un primo p; in questo caso il numero m=(n+1)/p è minore di n+1, e quindi verifica l'ipotesi induttiva, ovvero esiste una fattorizzazione di m. Ma allora
, e quindi n+1 è fattorizzabile.
Quindi, applicando il principio di induzione, l'esistenza di una fattorizzazione è vera per ogni numero naturale n.
[modifica] Dimostrazione dell'unicità
Dimostriamo che se un numero ammette una fattorizzazione in numeri primi questa è unica.
Per assurdo: Si supponga che esistano dei numeri scomponibili in fattori primi in più di un modo, e si chiami m il più piccolo (che esiste per il principio del buon ordinamento). Innanzitutto si dimostra che, date due fattorizzazioni di m, i numeri primi che si presentano nella prima fattorizzazione sono tutti distinti da quelli della seconda fattorizzazione. Siano infatti due diverse fattorizzazioni:
dove i pi e i qj sono primi. (Nota: all'interno di una singola fattorizzazione ci possono essere fattori ripetuti, naturalmente: ad esempio, 100 = 2*2*5*5). Se ci fosse un fattore identico ph = qk, potremmo dividere m per tale fattore e ottenere un numero m', minore di m, che avrebbe anch'esso due fattorizzazioni distinte.
A questo punto sappiamo che p1 è diverso da q1; senza perdita di generalità possiamo supporre che p1 < q1. Poniamo allora
Evidentemente, n < m, dato che la
si può scrivere come
.
Dimostriamo ora che n ammette almeno due fattorizzazioni distinte.
Iniziamo considerando che il primo fattore di n, q1 − p1, può o no essere primo; nel caso non lo fosse, supponiamo di fattorizzarlo. La fattorizzazione di n così ottenuta non ammette p1 tra i suoi fattori. Infatti, per la prima parte della dimostrazione, sappiamo che p1 è diverso da
; ma non può nemmeno comparire nella eventuale fattorizzazione di q1 − p1. Se infatti accadesse ciò significherebbe che
e quindi q1 sarebbe divisibile per p1, il che non è possibile in quanto q1 è un numero primo.
Prendendo ora l'ultima uguaglianza della
e sostituendo per m il valore della
, otteniamo
In qualunque modo sia fattorizzabile il secondo fattore nella
, avremo ottenuto una fattorizzazione di n che contiene p1, e che pertanto è diversa da quella nella
, contrariamente all'ipotesi che m fosse il numero più piccolo che ammettesse più di una fattorizzazione.
L'unicità è pertanto dimostrata.
[modifica] Bibliografia
- H. Davenport, Aritmetica superiore, Zanichelli, Bologna, 1994, ISBN 8808091546 - Capitolo I
- Tom M. Apostol (1976): Introduction to Analytic Number Theory, Springer-Verlag, New York. ISBN 0-387-90163-9, (Chapter 1)
Portale Matematica: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di matematica
![\left[ 1 \right] \quad m = p_1 p_2 p_3 \dots p_s](http://upload.wikimedia.org/math/e/2/e/e2e2bcef980b4bdeaeb6d67a14bbcc4a.png)
![\left[ 2 \right] \quad m = q_1 q_2 q_3 \dots q_t](http://upload.wikimedia.org/math/b/d/b/bdb2e63a3232bd2c455e4779997eb5ea.png)
![\left[ 3 \right] \quad n = (q_1-p_1)q_2 q_3\dots q_t](http://upload.wikimedia.org/math/e/d/4/ed408046cbbc30321b3a47b8533270e4.png)

![\left[ 5 \right] \quad n= p_1p_2p_3\dots p_s-p_1q_2q_3\dots q_t \rightarrow n = p_1(p_2p_3\dots p_s- q_2q_3\dots q_t)](http://upload.wikimedia.org/math/8/f/5/8f545ce14223a8f24b69758682e7bcd7.png)

