Teorema di Ascoli-Arzelà
Il Teorema di Ascoli-Arzelà è un teorema di analisi matematica, di fondamentale importanza in analisi funzionale.
Il teorema fornisce una condizione sufficiente affinché una successione di funzioni continue limitate ammetta una sottosuccessione convergente, nella norma del massimo. Si tratta della norma che rende
, lo spazio delle funzioni continue sull'intervallo
, uno spazio completo, ovvero uno spazio di Banach. Il risultato del teorema non è banale dato che, come si può dimostrare, la compattezza equivale alla chiusura e limitatezza solo in spazi finito dimensionali (si veda il teorema di Heine-Borel).[1]
Indice |
Il teorema [modifica]
Una successione di funzioni continue
definite su un intervallo
è detta uniformemente limitata se esiste un numero
tale che:
per ogni funzione
della successione e per ogni
. Una tale successione si dice equicontinua se per ogni
esiste
tale che:
per ogni funzione
della successione. In modo equivalente, una successione è equicontinua se e solo se tutti i suoi elementi hanno il medesimo modulo di continuità.
Il teorema di Ascoli-Arzelà considera una successione
di funzioni continue a valori reali uniformemente limitate definite su
chiuso e limitato. Se la successione è equicontinua e uniformemente limitata allora esiste una sottosuccessione
convergente uniformemente.
Generalizzazione [modifica]
Una versione più generale del teorema considera gli spazi metrici. Come definizione preliminare, un insieme è detto relativamente compatto se la sua chiusura è compatta. Siano
spazi metrici,
compatto ed
un sottoinsieme di
. Se
è equicontinuo e l'insieme
è relativamente compatto per ogni
in
, allora
è relativamente compatto.
Dimostrazione [modifica]
Si consideri un ordinamento dei numeri razionali dell'intervallo
ed una successione
. Allora essa è limitata sul primo razionale
, ma poiché
è un compatto (dove
è la costante di uniforme limitatezza), essa ammetterà una sottosuccessione convergente su
, che indichiamo con
. La sottosuccessione
è limitata sul secondo razionale
e ammette dunque una sotto-sottosuccesseione convergente su
, indicata con
. Questa a sua volta sarà limitata su
, e così via. Procedento in questo modo si costruisce una successione di sottosuccessioni
tali che
converge per ogni
, con
minore o uguale a
. A questo punto è possibile costruire una sottosuccessione estraendo la diagonale delle
, cioè prendendo la successione
che converge su ogni razionale contenuto in
.
Si vuole dimostrare che la successione
è di Cauchy su
, poiché la completezza dello spazio consente di concludere ciò. Si fissi dunque
e si ricavi dall'equicontinuità il
corrispondente. Ricoprendo quindi
con
intervallini
, tutti di ampiezza minore di
, ogni
dell'intervallo
appartiene a un
. Quindi si ha:
Il termine centrale a secondo membro è minore di
per
sufficientemente grandi, poiché
converge su tutti i razionali. Il primo e il terzo termine a secondo membro sono invece minori di
, per
sufficientemente grandi, in virtù dell'equicontinuità delle
. Se ora si considera il massimo valore su
si ottiene che la norma infinita della differenza tra
e
è minore di
per
sufficientemente grandi. Dunque
è di Cauchy e pertanto converge ad una funzione continua.
Note [modifica]
- ^ Una successione limitata che non ammette sottosuccessioni convergenti nella norma del massimo, per esempio, è la successione
definita da:
e
. Tali funzioni sono tutte limitate (il massimo vale appunto uno), ma distano le une dalle altre sempre due in quanto dove una funzione è diversa da zero tutte le altre sono nulle.
Bibliografia [modifica]
- Arzelà, Cesare (1895). Sulle funzioni di linee. Mem. Accad. Sci. Ist. Bologna Cl. Sci. Fis. Mat. 5 (5): 55–74..
- Arzelà, Cesare (1882–1883). Un'osservazione intorno alle serie di funzioni. Rend. Dell' Accad. R. Delle Sci. Dell'Istituto di Bologna: 142–159..
- Ascoli, G. (1883–1884). Le curve limiti di una varietà data di curve. Atti della R. Accad. Dei Lincei Memorie della Cl. Sci. Fis. Mat. Nat. 18 (3): 521–586..
- Fréchet, Maurice (1906). Sur quelques points du calcul fonctionnel. Rend. Circ. Mat. Palermo 22: 1–74. DOI:10.1007/BF03018603..
- Rudin, Walter (1976). Principles of mathematical analysis (McGraw-Hill).
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e
. Tali funzioni sono tutte limitate (il massimo vale appunto uno), ma distano le une dalle altre sempre due in quanto dove una funzione è diversa da zero tutte le altre sono nulle.