Teodemaro

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Teodemaro
Re dei Suebi o Svevi di Spagna
In carica 561 - 570
Predecessore Ariamiro
Successore Miro



Morte 570
Figli Miro

Teodemaro dei Suebi chiamato anche Teodomiro come in spagnolo, in galiziano ed in portoghese (... – 570) fu re dei Suebi di Gallaecia[1], dal 561 alla sua morte (570).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Salì al trono, alla morte di Ariamiro, nel 561[2].

All'inizio del suo regno, comunque, tutto il popolo svevo si convertì al cattolicesimo, assieme a lui, probabilmente per la predicazione di San Martino di Braga, vescovo di Braga, dal 561. Il suo predecessore, Ariamiro, con l'appoggio di Pelagio I papa dal 556 al 561, aveva convocato, il 1º maggio del 561, il primo concilio di Braga, che, dopo la morte di Ariamiro Teodemaro portò alla conclusione, nel 563.

Il primo concilio di Braga, con l'approvazione di Giovanni III, papa dal 561 al 574 decise che:

  • le stelle non determinano la sorte degli esseri umani;
  • il diavolo non ha, di per sé, alcun potere di produrre cataclismi;
  • è vietato il digiuno nel giorno di Natale;
  • il suicidio, salvo due eccezioni, è qualificato come un crimine;
  • tutto ciò che esiste al mondo, incluso il corpo umano, è buono, in quanto proveniente da Dio (questo soprattutto fu menzionato per combattere manicheismo dei seguaci di Mani e Priscilliano e gnosticismo);
  • fu infine stilato un elenco dei principali diavoli (da Abigor... a... Satanachia).

Durante il suo regno divise il territorio in due province ecclesiastiche, Lugo e Braga, sancito dall'assemblea di Lugo del 569.

Nel 569, il suo regno fu attaccato da Leovigildo, re[3] ariano dei Visigoti, che si era accordato coi Bizantini, per avere libertà d'azione contro gli Svevi. Leovigildo, con grande rapidità, si impadronì di Palencia, Zamora e León, ma non di Astorga che gli oppose una tenace resistenza. L'anno dopo (570), rotta l'alleanza coi Bizantini, Leovigildo, lasciato il regno di Svevia, si rivolse contro le province bizantine.

Teodemaro morì in quello stesso anno, nel 570,e gli successe Miro.

Discendenza [4][modifica | modifica sorgente]

Teodemaro dalla moglie di cui non si conoscono né il nome né gli ascendenti, ebbe un figlio:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Gallaecia corrispondeva all'incirca alle regioni (comunità autonoma) spagnole di Galizia, delle Asturie, di Cantabria, di Castiglia e León ed il nord del Portogallo.
  2. ^ In alcune liste di re Suebi, re Ariamiro non compare e Teodemaro è fatto salire sul trono, nel 559.
  3. ^ Leovigildo era il co-reggente del re dei visigoti, Liuva I, che era succeduto al terzo fratello Atanagildo, nel 568.
  4. ^ (EN) Dinastie dei Suebi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, "La Spagna sotto i Visigoti", in "Storia del mondo medievale", vol. I, 1999, pp. 743-779

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore
Carriarico
Sovrani Svevi
559570
Successore
Miro