Teodem

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I Teodem sono una corrente interna al Partito Democratico, di stampo democristiano, cristiano-sociale e socioconservatore.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nati a ridosso delle Elezioni politiche italiane del 2006, dei Teodem fanno parte alcuni parlamentari cattolici del Partito Democratico, in precedenza membri di Democrazia è Libertà - La Margherita, che si sono caratterizzati per un forte attivismo nel campo dei temi etici, a partire dal referendum sulla procreazione medicalmente assistita, l'opposizione ai DICO e le dure critiche alle norme anti-omofobia incluse nel Trattato di Amsterdam. Del gruppo fanno attualmente parte un deputato (Luigi Bobba), tre senatori (Benedetto Adragna, Luigi Lusi[1] e Antonino Papania[senza fonte]) e un europarlamentare (Patrizia Toia).[2] Del gruppo, inizialmente facevano parte anche Donato Mosella e Emanuela Baio Dossi, che scelgono poi di seguire Francesco Rutelli in Alleanza per l'Italia, e Marco Calgaro, Enzo Carra, Renzo Lusetti, Dorina Bianchi e Paola Binetti che aderiscono all'Unione di Centro.

Nel settembre 2008 alcuni teodem, guidati da Luigi Bobba e Paola Binetti, hanno dato vita all'associazione Persone e Reti, con la "benedizione" di Francesco Rutelli.[3][4]

L'abbandono della Binetti[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo subisce il duro colpo dell'abbandono di Paola Binetti, storica guida, che il 1º febbraio 2010, aveva già spiegato con un'intervista a La Stampa di "non credere più al progetto del Pd" e aveva auspicato la nascita di un nuovo Centro tra l'Udc e l'Api.[5][6][7] La Binetti lascia ufficialmente il Pd il 14 febbraio 2010, annunciando il suo contestuale passaggio all'Unione di Centro, e spiegando che con Pier Ferdinando Casini spera di[8]

« rifare la Dc di De Gasperi, un partito-pensatoio del 15-20% che riesca finalmente a rappresentare le istanze e i valori in cui credo, insieme a Rutelli e pezzi cattolici del Pdl e del Pd come Marini, Fioroni, Franceschini, Castagnetti, Bachelet, Bobba. »

Questa scelta ha causato numerose reazioni nel mondo degli opinionisti, con Sergio Soave, editorialista dell'Avvenire, che ha parlato di "strana sufficienza di un partito ormai secolarizzato"[9]; Giorgio Merlo, deputato popolare, ha auspicato la riorganizzazione di un'area popolare all'interno del PD[10]; posizione simile quella di Paolo Giaretta, popolare anche lui, che si è detto convinto del fatto che "il Pd sia la casa dei cattolici sociali.[11]

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine teodem è un neologismo coniato da Luigi Bobba, senatore ed ex presidente delle ACLI, spesso usato dai mass media, in ambito politico, per indicare le correnti cattoliche schierate politicamente con il centro-sinistra (e il Partito Democratico, in particolare) e caratterizzate dall'aderenza alle posizioni etiche e dottrinali propugnate dalla Chiesa cattolica.[12] Nel linguaggio politico comune il termine ha finito per significare integralista cattolico schierato nel centro-sinistra. Ciò non significa che i teodem assumano posizioni conservatrici in tutti i campi: per esempio, aderiscono all'impostazione cristiano-sociale in campo economico.[senza fonte]

Nata come provocazione linguistica (è evidente infatti il richiamo sonoro al termine teocon), Bobba in realtà intende il termine come un sinonimo di cattolico democratico, volendo indicare coloro che fanno discendere il proprio agire politico da valori ispirati da una scelta di fede, con tutte le necessarie mediazioni. In questo senso, si vuole reagire alle posizioni - secondo Bobba trasversalmente presente negli schieramenti politici - di chi ritiene i diritti individuali alla stregua di diritti assoluti, ritenendo che l'affermazione dei diritti debba essere corretta dalla responsabilità sociale dell'individuo.[13]

Il dibattito intorno alla diaspora[modifica | modifica sorgente]

Il 15 gennaio 2010 Mario Lavia, giornalista di Europa, scrive che «la “diaspora” dei Teodem assomiglia di più ai tristi tramonti dei gruppetti politici che non ad un esito alto e consapevole: e pensare a quanto hanno contato in questi anni, i teodem, dal punto di vista della discussione politica e culturale, nella vita prima della Margherita e poi del Pd»[14], imputando lo sgretolamento della corrente all'uscita di Francesco Rutelli dal Pd.

La risposta, da parte di Paola Binetti, Enzo Carra, Luigi Bobba, Donato Mosella e Marco Calgaro con una lettera pubblicata sempre su Europa il 28 gennaio, ha teso a specificare che i teodem «non sono mai stati una corrente del Pd», piuttosto un'aggregazione di cattolici impegnati in politica che riflettono sul senso del loro impegno e sulle questioni davanti alle quali spesso il cattolico si trova, e che la scelta di nuove strade da parte di esponenti teodem non modifica in alcun caso l'approccio politico verso questioni che la coscienza del cattolico considera non negoziabili («no a mediazioni in cui ci sia il rischio di un relativismo più o meno strisciante»)[15].

A sua volta, in risposta ai cinque summenzionati esponenti, la già eurodeputata DC (poi PDS) Paola Gaiotti De Biase, essa stessa cattolica, ha criticato quest'ultima lettera, sublimando la posizione dei suoi estensori come nemica della laicità: «L’apertura al dialogo, che è evocata nell’articolo, è una buona proposta. Ma ad una condizione: che nessuno pretenda di parlare in nome di Dio»[16].

Ha fatto eco anche l'articolo del dirigente radicale Francesco Pullia, che in riferimento alla sollevata questione di convivenza cattolica sollevata dai Teodem ha detto: «quella che viene chiamata questione cattolica è, in realtà, questione clericale e come tale va chiamata e intesa.»[17]

Già tempo prima, però, l'ulivista Franco Monaco aveva espresso la propria contrarietà sulla permanenza dei Teodem nel Pd.[18][19]

Il 15 febbraio, Emanuela Baio Dossi sceglie di abbandonare il Pd e spiega così le ragioni del suo abbandono: «Noto con crescente preoccupazione che la dirigenza del partito si preoccupa essenzialmente di recuperare consensi a sinistra, e lascia senza voce quelle forze moderate e riformiste che potrebbero invece rappresentare in futuro una nuova maggioranza: esempi eloquenti di questo stato di cose sono la mancata elaborazione di politiche chiare sul lavoro, sulla famiglia e sul federalismo che non fanno che mostrare lo stato di confusione in cui versa il partito. Da moderata scelgo i moderati»[20].

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ E i Teodem scelgono la prudenza: testo migliore, ma daremo battaglia
  2. ^ http://www.teodem.it/teodem/?content=docuteodem
  3. ^ “Persone e Reti”: I teodem Binetti e Bobba battezzano ‘PeR’. URL consultato il 3-2-2010.
  4. ^ Rutelli: l' era dei teodem si è conclusa Ai cattolici serve un nuovo progetto
  5. ^ Pd, la Binetti pronta all'addio «Ha fallito, non è più il mio partito» - Corriere della Sera
  6. ^ Pd: Binetti, partito si è consegnato a cultura radicale - Adnkronos Politica
  7. ^ Il lungo addio della Binetti "Il Pd ha fallito" - LASTAMPA.it
  8. ^ http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/02_febbraio/14/udc_binetti_ha_scelto_vado_con_l_udc_voglio_rifare_la_dc,22978890.html
  9. ^ Rassegna Stampa
  10. ^ Che fare dopo la Binetti - Europa
  11. ^ Nel Pd non siamo ospiti - Europa
  12. ^ La Bibbia dei teo-dem - LASTAMPA.it
  13. ^ Teodem in Vocabolario – Treccani
  14. ^ Mario Lavia, Teodem, le ragioni della diaspora in Europa, 15 gennaio 2010. URL consultato il 3-2-2010.
  15. ^ Paola Binetti, Enzo Carra, Luigi Bobba, Donato Mosella e Marco Calgaro, I Teodem non sono finiti in Europa, 28 gennaio 2010. URL consultato il 3-2-2010.
  16. ^ Paola Gaiotti De Biase, L'errore dei Teodem in Europa, 30 gennaio 2010. URL consultato il 3-2-2010.
  17. ^ La questione non è cattolica ma clericale - Europa
  18. ^ Il Pd non può essere la casa dei teodem - Europa
  19. ^ Rassegna Stampa
  20. ^ La senatrice Emanuela Baio Dossi aderisce all'Alleanza per l'Italia

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]