Tempo di corrivazione

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Il tempo di corrivazione valutato in un determinato punto di una rete di drenaggio (naturale o artificiale) è il tempo che occorre alla generica goccia di pioggia caduta nel punto idraulicamente più lontano a raggiungere la sezione di chiusura del bacino in esame.[1]

Il tempo di corrivazione varia in funzione delle caratteristiche topografiche e geologiche del bacino e degli usi del suolo attuati sullo stesso.

Esso rappresenta una misura utile per la previsione delle portate del corso d'acqua che drena un bacino risultanti da ipotetici eventi piovosi a loro volta caratterizzati da tempi di ritorno statisticamente determinabili. È infatti molto importante per varie ragioni (anche di tipo economico) che gli ingegneri e i geologi siano in grado di prevedere le risposte date da un dato bacino idrografico alle piogge di varia intensità che possono interessarlo nel corso del tempo. La progettazione di infrastrutture idrauliche quali ponti, bacini di espansione o invasi non può infatti prescindere da questo tipo di studi, come pure la prevenzione dei rischi legati agli eventi alluvionali.

A parità di intensità di pioggia le portate massime che si registreranno in corrispondenza della sezione di chiusura saranno quelle derivate da eventi piovosi che interessino tutta l'area considerata e che abbiano inoltre una durata maggiore o eguale al tempo di corrivazione. Questo perché in tal caso tutta l'area del bacino idrografico fornirà contemporaneamente il suo contributo all'alimentazione del corso d'acqua.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ C.T. Haan, B.J. Barfield, J.C. Hayes, 1994, Design Hydrology and Sedimentology for Small Catchments, Academic Press

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]