Tempio di Uppsala

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Un'incisione che rappresenta il Tempio a Uppsala secondo la descrizione di Adamo da Brema, inclusi la catena dorata attorno al tempio, il pozzo e l'albero, dall' Historia de Gentibus Septentrionalibus (1555) di Olao Magno.

Il tempio di Uppsala è un tempio pagano che sorgeva a Gamla Uppsala ("Uppsala Vecchia", circa 4 km a nord dell'odierna città di Uppsala, in Svezia).

Fonti[modifica | modifica sorgente]

La presenza in quel luogo di un grande tempio pagano è citata in varie saghe nordiche e testi, come le "Gesta Danorum" di Saxo Grammaticus, o le cronache di Adamo da Brema nel suo "Gesta Hammaburgensis Ecclesiae Pontificum". Anche Snorri Sturluson ne parla nel suo "Edda". Anche nel telefilm Vikings se ne parla, nell'ottava puntata.

In realtà l'ubicazione e la natura di questo tempio sono questioni ancora dibattute. Alcuni ritengono si trattasse di una struttura connessa alle sale del re svedese, sulla quale sarebbe stata costruita la odierna chiesa. I ritrovamenti di resti di edifici in legno, al di sotto di questa, sembrerebbero apportare indizi a favore di questa interpretazione.

Si ritiene che nel tempio si svolgesse il culto fino all'anno 1078, e che dopo anni di scontri fra cristiani e pagani esso sia stato distrutto nel 1087 dal re Ingold I.

Aspetto e rituali[modifica | modifica sorgente]

Secondo il resoconto di Adamo di Brema, il tempio era adornato d'oro e ospitava le statue degli dei: Thor, con Wodan ("Odino") alla sua destra e "Fricco" ("Freyr") alla sua sinistra.

Ogni nove anni, durante il mese di febbraio, vi si svolgevano sacrifici umani e i corpi delle vittime venivano appesi ai rami del bosco sacro presso il tempio. Si trattava di un rito, della durata di nove giorni, che coinvolgeva l'intera popolazione svedese, e i cristiani presenti all'epoca sul territorio dovevano pagare un tributo per non dover prendere parte alle cerimonie.

Nel tempio venivano anche incoronati i monarchi svedesi, il cui ruolo di prestigio non li metteva al sicuro dalla possibilità di diventare a loro volta vittime sacrificali. Si ha infatti notizia di re deposti e sacrificati dal popolo in periodi di grave difficoltà.

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