Tempio di Haeinsa

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UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Tempio di Haeinsa, dove sono conservate le tavolette Tripitaka Koreana
(EN) Haeinsa Temple Janggyeong Panjeon, the Depositories for the Tripitaka Koreana Woodblocks
Korea-Haeinsa-07.jpg
Tipo Culturali
Criterio (iv) (vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1995
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Haeinsa (in coreano: 해인사 in hangul, 海印寺 in hanja, letteralmente "tempio della riflessione su un mare calmo") è uno dei più antichi templi buddhisti della Corea del Sud. Esso è famoso per ospitare le cosiddette Tripitaka Koreana, cioè l'intera collezione di 81.258 tavolette in legno con le Scritture Buddhiste, presenti qui fin dal 1398.[1]

Haeinsa è uno dei tre templi-gioielli del Buddhismo, insieme a quelli di Tongdosa e Songgwangsa: di questi il primo rappresenta il dharma, il secondo il Buddha e il terzo il sangha. Haeinsa si trova sul monte Gayasan, nella provincia del South Gyeongsang, ed è tuttora un attivo centro di insegnamenti Zen.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il tempio venne costruito nell'802. Secondo la leggenda, due monaci di ritorno dalla Cina, di nome Suneung e Ijeong, riuscirono a guarire la moglie del re Aejang dalla sua malattia; in segno di ringraziamento, il sovrano ordinò la costruzione del tempio in onore di Buddha [2]. Secondo invece il racconto di Choe Chi-Won (del 900), Suneung e il suo discepolo Ijeong convertirono la regina madre al Buddhismo e ottennero da lei i finanziamenti per la costruzione del tempio.

Il complesso di cui Haeinsa fa parte venne rinnovato più volte: nel X secolo, nel 1488, nel 1622 e nel 1648. Nel 1817 venne distrutto da un incendio e la sala principale venne ricostruita già l'anno seguente. [3] Durante un nuovo restauro nel 1964 vennero scoperte una veste cerimoniale del re Gwanghaegun e un'iscrizione su di una trave in rilievo.

Nel 1995 il tempio di Haeinsa venne inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il tempio contiene notevoli tesori dell'arte, compresi dipinti buddhisti, pagode in pietra, lanterne e una realistica statua lignea rappresentante un monaco.

La sala principale, Daejeokkwangjeon (la "Sala del grande silenzio e della luce") è insolita poiché è dedicata a Vairocana, mentre la maggior parte dei templi coreani sono dedicati a Seokgamoni.

Il complesso più importante, comunque, è quello detto Janggyeong Panjeon, in cui sono conservate le tavolette in legno Tripitaka Koreana, uno dei più grandi depositi in legno del mondo. Le sale del complesso non furono danneggiate durante l'invasione giapponese del XVI secolo e non vennero toccate dal devastante incendio del 1818 che bruciò la maggior parte del tempio. Complessivamente, le tavolette hanno attraversato i secoli resistendo a sette incendi e scampando ad un bombardamento durante la guerra di Corea, quando un pilota d'aereo disobbedì deliberatamente agli ordini perché ricordava che il tempio ospitava un tesoro inestimabile.

Janggyeong Panjeon è la parte più antica del tempio. Benché non si sappia con esattezza quando venne costruito, con ogni probabilità venne espanso e rinnovato nel 1457 dal re Sejo. Il complesso è costituito di quattro sale disposte a rettangolo; la sala settentrionale è chiamata Beopbojeon ("sala del dharma"), mentre la sala meridionale è chiamata Sudarajang ("sala del Sutras"): queste due sale principali sono lunghe 60,44 metri, larghe 8,73 e alte 7,8 metri. Entrambe hanno 15 stanze. Le due sale orientale e occidentale sono più piccole e sono utilizzate come librerie.

Per assicurare la conservazione delle tavolette sono state utilizzate dai costruttori numerosi ingegnosi espedienti. Innanzitutto il magazzino è costruito nel punto più alto del complesso del tempio, a 655 metri sul livello del mare; poi il Janggyeong Panjeon si affaccia verso sudovest per evitare di essere investito dai venti umidi provenienti da sudest, sfruttando al contempo i vicini picchi montuosi per ripararsi dai gelidi venti settentrionali. Nelle due sale principali vennero aperte delle finestre di diverse dimensioni, per facilitare la ventilazione sfruttando i principi dell'idrodinamica; le finestre vennero installate in ogni sala per massimizzare la ventilazione e moderare la temperatura.

Il tempio di Haeinsa

I pavimenti d'argilla vennero cosparsi di carbone, ossido di calcio, sale, calce e sabbia, per assorbire l'umidità durante i periodi di pioggia e trattenerla durante i mesi invernali. Anche il tetto è fatto di argilla, con travi e appendici in legno che servono ad impedire repentini cambi di temperatura. Inoltre nessuna parte del tempio si trova in ombra. Pare che gli insetti e gli uccelli evitino completamente di entrare in queste sale, ma la ragione per cui questo accada è sconosciuta.

Tutti questi accorgimenti sono largamente considerati la ragione principale per cui le tavolette sono sopravvissute fino a noi in un superbo stato di conservazione. Nel 1970 venne costruito un magazzino che utilizzava moderne tecniche di conservazione, ma quando su alcune tavolette utilizzate come prova venne trovata della muffa l'idea fu abbandonata; le Tripitaka Koreana sono tuttora conservate nel tempio di Haeinsa.

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