Tempio bahai

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Il tempio bahai, indicato anche con il nome arabo di Mashriqu'l-Adhkár (in arabo: مشرق اﻻذكار), o casa di Adorazione, come è comunemente chiamato dai Bahai, è l'edificio dedicato, secondo le indicazioni di Bahá'u'lláh, il fondatore della religione bahai, alla elevazione delle lodi a Dio, alla meditazione e alla preghiera, sia in forma comunitaria che individuale[1].

Sono stati costruiti finora in tutto il mondo otto templi bahai, compreso quello demolito di Ashgabat, nel Turkmenistan.

È prevista la costruzione, a breve termine, di un nono tempio nel territorio di Santiago, in Cile, di cui sono già state poste le fondamenta e costruita la struttura portante[2] .

Dislocazione nel mondo dei templi bahai[3]

Funzione[modifica | modifica sorgente]

I templi bahai non sono destinati all'uso esclusivo dei bahai ma sono aperti a tutti, indipendentemente dal credo professato e senza distinzione di sesso, etnia o nazionalità: questo principio è ampiamente enfatizzato nelle scritture sacre bahai[4].

I templi, nei quali sono vietati sermoni o prediche di qualsiasi natura o fede, sono riservati alla preghiera, alla meditazione e alla lettura di testi sacri anche di altre fedi[5].

Le attività devozionali non seguono una particolare liturgia né sono dirette da operatori preposti allo scopo in quanto nella religione bahai non esistono né clero né liturgie[6].

Al di là dei templi, i Bahai si incontrano per le attività devozionali o per altre attività comunitarie presso abitazioni private o presso locali affittati per l'occasione[5].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Simbolo del "Più Grande Nome".

I dettagli istituzionali dei templi furono elaborati da Bahá'u'lláh e dal suo successore `Abdu'l-Bahá[5].

Il tempio bahai è, oltre che centro spirituale della comunità bahai nella città dove è stato costruito, anche centro sociale aperto a tutti, come espressione dello spirito umanitario della comunità stessa.

Sotto l'aspetto architettonico e funzionale i templi devono rispondere ad alcune norme particolari.

La loro struttura, dall'aspetto circolare, deve avere nove lati con nove ingressi[7] ed eventualmente una cupola[8], 9 è il valore numerico del lemma Bahá’ secondo la numerazione abjad.

All'apice interno della cupola viene sempre riprodotto il simbolo del Più Grande Nome.

Nei templi, la cui costruzione deve essere molto curata sotto tutti gli aspetti, sono vietati immagini ed effigi di qualsiasi natura, pulpiti e altari[9]

Nei templi non sono ammessi gli strumenti musicali mentre sono permessi i canti corali, ciò perché l'anima deve essere attratta ed elevata, in questi speciali luoghi, soprattutto dalla melodia e dal significato più profondo delle parole piuttosto che dalla musica, musica che però è considerata come un'arte che può elevare e innalzare l'anima e lo spirito umano in altre occasioni[9].

Le panche o sedie sono orientate in direzione del mausoleo di Bahá'u'lláh, che si trova ad Acri in Israele, la Qiblih[9].

Non esiste uno stereotipo architettonico unico per tutti i templi in quanto ognuno di essi, attraverso la scelta dei materiali, del disegno, della posizione riflette le caratteristiche ambientali e culturali del comunità a cui si riferisce[9].

La costruzione dei templi bahai e il loro mantenimento sono finanziati con i contributi volontari dei soli Bahai e la loro gestione è affidata all'Assemblea Spirituale Nazionale del luogo; non sono ammesse contribuzioni da parte di non aderenti alla Fede bahai[9].

Il mausoleo del Báb e gli altri edifici del Centro Mondiale Bahai, anche se sono oggetto di pellegrinaggio, non sono dei templi.

Templi[modifica | modifica sorgente]

I templi bahai costruiti in tutto il mondo ammontano a otto, sette dei quali sono tuttora esistenti mentre quello di Aşgabat in Turkmenistan è stato demolito.

È prevista la costruzione di un tempio in Cile, nel territorio di Santiago, il nono della serie mondiale, il cui progetto è stato affidato all'architetto canadese Siamak Hariri di Toronto.

Tempio di Aşgabat[modifica | modifica sorgente]

Tempio di Aşgabat

Il primo tempio bahai è stato costruito nella città di Aşgabat, allora sotto il governo della Russia e ora capitale del Turkmenistan.

La sua progettazione, a cura di Ostad Ali-Akbar Banna, iniziò nel 1902 e la sua costruzione, sotto la direzione di Vakílu'd-Dawlih un Apostolo di Bahá'u'lláh, fu completata nel 1908[9][10].

Nel 1928, durante il periodo sovietico, il tempio fu espropriato dalle autorità e poi affittato ai Bahai, e ciò fino al 1938 quando fu definitivamente secolarizzato e trasformato in una galleria d'arte[9].

Nel 1948 un terremoto lo danneggò gravemente rendendolo insicuro e inagibile. La mancanza di manutenzione e la sua esposizione alle intemperie ne minò definitivamente la struttura portandolo, nel 1963 alla demolizione e alla trasformazione del suo sito in un parco pubblico[9].

Tempio di Wilmette[modifica | modifica sorgente]

Tempio di Wilmette

La costruzione del tempio di Wilmette iniziò nel 1921 e fu completata nel 1953, con un grande ritardo sui tempi stabiliti a causa della Grande depressione prima e della II guerra mondiale dopo.

Questo, che è il più antico tempio bahai esistente ed è il Tempio Madre del Nord America, si trova a Wilmette, un villaggio situato a circa cinque chilometri a nord di Chicago, nella Contea di Cook nel nord-est dell'Illinois (USA), sulle rive del Lago Michigan, 42°04′27.88″N 87°41′05.89″W / 42.074411°N 87.684969°W42.074411; -87.684969.

Il tempio fu disegnato dall'architetto Louis Bourgeois e realizzato in calcestruzzo e quarzo bianchi.

L'edificio, che è parte importante del panorama dell'area e ne è anche un punto di riferimento architettonico per la sua tipicità, ha ricevuto diversi riconoscimenti e nel 1978 è stato iscritto nel National Register of Historic Places degli Stati Uniti d'America[11].

Il 30 aprile 2007 il tempio è stato nominato dall'Illinois Bureau of Tourism come una delle sette meraviglie dell'Illinois[12].

Tempio di Kampala[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bahai in Uganda.
Tempio di Kampala

Il tempio di Kampala si trova sulla Kikaya Hill nelle immediate vicinanze di Kampala, in Uganda.

L'edificio è stato progettato da Charles Mason Remey, la sua prima pietra è stata posta nel gennaio del 1958 ed è stato inaugurato il 13 gennaio 1961.

Il tempio è alto oltre 39 metri e ha un diametro, alla base, superiore ai 50 metri, mentre quello della cupola e di 13 metri; le fondamenta sono profonde 3 metri a causa dell'instabilità del terreno dovuta ai frequenti terremoti.

Le piastrelle che ricoprono la cupola sono di colore verde e provengono dall'Italia, quelle del piano sottostante provengono dal Belgio.

Le pareti esterne sono in pietra squadrata ugandese, le vetrate colorate provengono dalla Germania e il legno usato per le porte è ugandese.

Il tempio è circondato da un ampio giardino che comprende una casa per gli ospiti e un centro amministrativo[13].

Tempio di Sydney[modifica | modifica sorgente]

Tempio di Sydney

Il tempio di Sydney, Australia, fu inaugurato il 17 settembre 1961 dopo quattro anni di lavori per la sua costruzione.

Il progetto redatto inizialmente da Mason Remey fu approvato nel 1957 e fu successivamente affidato all'architetto John Brogan perché lo sviluppasse ulteriormente.

L'edificio, alto 38 metri con un diametro alla base di 20 metri, si erge con la sua cupola sul panorama di Sydney di cui è un punto di riferimento architettonico ed è visibile dalle spiagge settentrionali della città[14].

I giardini che lo circondano sono piantumati con essenze locali e con tre specie di eucaliptus oltre che con una grande varietà di fiori.

Il complesso è inserito in un'area boscosa nelle vicinanze dell'Oceano Pacifico.

Nel 2005-2006 il tempio è stato minacciato dagli incendi che avevano imperversato sulla boscaglia circostante senza, tuttavia, rimanerne colpito.

Tempio di Francoforte[modifica | modifica sorgente]

Tempio di Francoforte

Il tempio di Francoforte si trova ai piedi dei monti Taunus nel territorio di Langenhain, un quartiere di Hofheim am Taunus nel circondario di Francoforte in Assia, Germania.

Il progetto di questo, che è il tempio bahai madre per l'Europa, è stato eseguito da Teuto Rocholl.

L'edificio, costruito in acciaio, alluminio e vetro, è stato completato nel 1964.

La cupola presenta 540 finestrelle a forma di diamante dalle quali passa la luce solare che illumina l'interno con un gioco di luci che varia con lo spostarsi del sole

L'acustica interna è influenzata positivamente dalla cupola e dalla risonanza dei davanzali delle finestrelle.

Questo sistema acustico viene sfruttato dai cori che si dispongono lungo la circonferenza interna del pianoterra attorno all'auditorio posto al centro.

Tempio di Panama City[modifica | modifica sorgente]

Tempio di Panama City

Il tempio di Panama City è stato disegnato da Peter Tillotson e completato nel 1972.

Tillotson, che si è ispirato alle costruzione dei nativi, ha usato la pietra locale sistemandola secondo il disegno tipico degli edifici indigeni.

Attualmente è il tempio madre per l'America Latina, in attesa che venga costruito quello di Santiago del Cile.

La cupola è coperta da migliaia di piccole tegole ovali e l'ingresso del tempio è stato costruito secondo un disegno geometrico triangolare le cui linee si intersecano fra di loro.

Tempio di Tiapapata[modifica | modifica sorgente]

Tempio di Tiapapata

Il tempio di Tiapapata, che si trova a circa otto chilometri da Apia, Samoa, fu completato nel 1984 e svolge le funzione di tempio bahai madre per le Isole del Pacifico

Il progetto del tempio è di Hossein Amanat, l'architetto iraniano-canadese Bahai che ha disegnato fra l'altro la Casa Universale di Giustizia, il Centro per lo studio dei testi sacri bahai, il Centro Internazionale di Insegnamento e tre edifici dell'Arco Bahai a Haifa.

Il tempio fu inaugurato da Malietoa Tanumafili II, (1913-2007), re di Samoa.

Malietoa Tanumafili II è stato il primo monarca regnante ad avere abbracciato la fede bahai.

Il tempio, alto 30 metri, è aperto, come tutti i templi bahai, al pubblico di tutte le religioni per meditare, pregare o incontrarsi per attività devozionali.

Tempio del Loto[modifica | modifica sorgente]

Il Tempio del Loto è il tempio madre del subcontinente indiano, costruito nel villaggio di Bahapur nel territorio di Delhi, India

L'edificio, dalla originale struttura è stato progettato da Fariborz Sahba, l'architetto Iraniano-Canadese che, fra l'altro, ha disegnato le terrazze bahai circostanti il Mausoleo del Báb.

Il tempio, completato nel 1986, ha l'aspetto del bocciolo di un fiore di loto formato da 27 petali marmorei che si schiudono, poggianti su nove aperture[15].

Dalle nove porte si entra nella sala centrale che ha un'area sufficiente a ospitare oltre 2.500 persone.

Il tempio, alto oltre 40 metri brilla per il marmo bianco da cui è ricoperto e sembra galleggiare sui nove laghetti che lo circondano, con un effetto scenografico di grande suggestione.

Dalla sua inaugurazione il tempio è stato visitato da decine di milioni di persone che lo hanno reso una delle opere architettoniche moderne più visitate al mondo, superando la Torre Eiffel e il Taj Mahal[16].

Tempio di Santiago[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 l'Assemblea spirituale nazionale cilena e la Casa Universale di Giustizia hanno lanciato una gara internazionale per la progettazione del tempio madre del Sud America da costruirsi nei dintorni di Santiago

Il progetto vincitore è risultato quello redatto da Siamak Hariri di Toronto, Canada[17].

Il progetto prevede una struttura architettonica leggerissima dove l'elemento fondamentale è la luce sia riflessa sia permeante la struttura stessa.

Le pareti saranno formate da una sorta di vele traslucide che si avvolgono riunendosi verso l'apice, creando così un'immagine che si avvicina al bocciolo di una rosa bianca chiuso o a una nuvola.

Le vele saranno costituite da pannelli di alabastro e vetro, che pur delimitando l'area manterranno nei visitatori la sensazione di spazio aperto.

La struttura interna, in lattice e acciaio, culminerà nella cupola la cui leggerezza e trasparenza richiamerà l'idea di una nuvola flottante.

Al momento l'inizio della costruzione è stato rinviato in attesa di reperire il luogo più idoneo.

Tempio di Haifa[modifica | modifica sorgente]

Obelisco indicante il sito del futuro tempio

La Casa Universale di Giustizia ha scelto il sito dove dovrà essere costruito il futuro tempio bahai d'Israele nell'ambito del Centro Mondiale Bahai, sul Monte Carmelo a Haifa.

Si tratta di un posto simbolico dal grande valore spirituale per i Bahai, è, infatti, il luogo in cui Bahá'u'lláh recitò la Lawḥ-i-Karmil (in persiano ﻟﻮﺡ ﻛﺮﻣﻞ), o "Tavola del Carmelo".

L'intera area è particolarmente importante e sacra per i Bahai perché in essa si trovano tutti gli edifici dell'Arco bahai e alcuni di massima e suprema valenza religiosa come il mausoleo del Báb e quello di Bahá'u'lláh.

Il progetto predisposto da Charles Mason Remey fu approvato da Shoghi Effendi.[18]

Nell'agosto del 1971 la Casa Universale di Giustizia ha eretto un obelisco nel posto scelto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Peter Smith, Mashriqu'l-Adhkhár in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, p. 235.
  2. ^ House of Worship newsreel highlights recent developments - Bahá'í World News Service
  3. ^ In verde i paesi in cui esiste un tempio bahai, con un punto blu indicante la città; in rosso quelli in cui è esistito, ma non più attualmente; in verde chiaro i paesi dove ne è stata programmata, nel 1963, la costruzione.
  4. ^ M. Momen, The Bahá'í Community. A Short Introduction to the Bahá'í Faith. Oxford, One World Publications, 1997. ISBN 1851682090. http://www.bahai-library.com/books/introduction/intro5.html#hw.
  5. ^ a b c M. Momen, Ibiden.
  6. ^ Bahá'u'lláh, Kitáb-i-Aqdas, v. 115
  7. ^ `Abdu'l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, Hardcover, Wilmette, Illinois, USA, Bahá'í Publishing Trust [1912], 1982, p. 71, ISBN 0877431728.
  8. ^ Shoghi Effendi to an individual believer, Lights of Divine Guidance (volume 1), pg 311
  9. ^ a b c d e f g h V. Rafati, Sahba, F., Bahai temples in Encyclopædia Iranica, 1989.
  10. ^ Baha'i House of Worship - Ashkabad, Central Asia, The National Spiritual Assembly of the Baha'is of the United States, 2007.
  11. ^ Visitor's Center brochure, Ottobre 2007
  12. ^ Wonders of Illinois
  13. ^ UGPulse Uganada
  14. ^ National Spiritual Assembly of the Bahá'ís of Australia, Bahá'í House of Worship: Construction, 2006.
  15. ^ Architecture of the Bahá'í House of Worship
  16. ^ Baha'i Community of Canada
  17. ^ Toronto architect Siamak Hariri ascends to architectural greatness
  18. ^ Denis MacEoin, William Collins, Architecture in The Babi and Baha'i Religions: An Annotated Bibliography, Greenwood Press's ongoing series of Bibliographies and Indexes in Religious Studies, pp. entry #165.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Julie Badiee, An Earthly Paradise, Bahá'í Houses of Worship around the World. Oxford, UK, George Ronald, 1992. ISBN 085398316X.
  • Julie Badiee, Mashriqu’l-Adhkár ex Bahá’í Encyclopedia Project. Evanston, IL, National Spiritual Assembly of the Bahá’ís of the United States, 2009.
  • Alessandro Bausani, Saggi sulla fede Bahá'í, Roma, Casa Editrice Bahá'í, 1991, ISBN 8872140064.
  • John E. Esslemont, Baha'u'Llah́ e la nuova era. Roma, G. Bardi, 1954.
  • Peter Smith, A Concise Encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, UK, Oneworld Publications, 2000. ISBN 1851681841.
  • Bruce W. Whitmore, The Dawning Place, The Building of a Temple, the Forging of the North American Bahá'í Community. Wilmette, Illinois, Bahá'í Publishing Trust,1984. ISBN 0877431922.

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