Teleruttore
Secondo la Norma CEI 17-3, un contattore o teleruttore è un dispositivo meccanico di manovra, generalmente previsto per un numero elevato di operazioni, avente una sola posizione di riposo, ad azionamento non manuale, capace di stabilire, sopportare ed interrompere correnti in condizioni di sovraccarico. La posizione di riposo corrisponde ordinariamente alla posizione di apertura dei contatti principali. Si distingue dal relè per il fatto che quest'ultimo è impiegato per il comando di potenze relativamente piccole o segnali in ambito elettronico, mentre il teleruttore è impiegato nel comando potenze, anche molto elevate.
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[modifica] Etimologia
La parola stessa, "tele-ruttore", sta ad indicare il comando a distanza (tele) in questo caso di un sistema di interruzione (ruttore) di una linea, mentre un contattore generalmente si utilizza non necessariamente per carichi distanti. Nella pratica impiantistica un "contattore" viene inserito all'interno di un Quadro elettrico e si utilizza per il comando locale, attraverso un pulsante che ecciti o disecciti la bobina descritta in seguito, per linee in partenza dal Quadro elettrico stesso. Un "teleruttore" invece si utilizza generalmente per carichi distanti (come il motore che aziona una pompa sul fondo di un pozzo) ed è installato nei pressi della macchina che deve comandare.
[modifica] Descrizione
Il teleruttore è caratterizzato dalla presenza di una bobina che, nel momento in cui viene attraversata da una corrente, si eccita, attirando a sè un dispositivo mobile interno all'apparecchio (stesso principio usato per gli strumenti di misura elettrica a "ferro mobile"), facendo sì che i contatti ausiliari (posti nella parte alta del teleruttore) si aprano o si chiudano a seconda del tipo a cui appartengono. I contatti ausiliari, solitamente sono:
- NC (Normally Close:normalmente chiuso) si aprono quando la bobina si "eccita" (cioè viene passata da corrente).
- NO (Normally Open:normalmente aperto) si chiudono quando la bobina si "eccita" (cioè viene passata da corrente).
L'avverbio "normalmente" sta a indicare la posizione dei contatti quando la bobina è diseccitata, quindi "a riposo". Al teleruttore possono essere collegati altri dispositivi, come il relè termico, che ha lo scopo di proteggere il circuito di potenza da sovraccorrenti, inoltre dispone almeno di un contatto NC che "scatta" per proteggere il circuito di comando qualora venga posto a monte di quest'ultimo. Un altro dispositivo può essere il temporizzatore: in questo caso la bobina non si eccita appena viene attraversata da una corrente, ma dopo un certo tempo tarato sul temporizzatore (teleruttore temporizzato alla chiusura), oppure non si diseccita appena viene a mancare la corrente (teleruttore temporizzato all'apertura). Il comando della corrente che attravversa la bobina può avvenire tramite un sistema meccanico, quali dei pulsanti (anch'essi normalmente chiusi o aperti a seconda della funzione: normalmente chiusi solitamente corrispondono ai tasti di alt, stop, emergenza; gli altri normalmente aperti sono di azionamento); oppure tramite un sistema elettronico quale il PLC.
Inoltre il teleruttore può essere munito di altri contatti, tramite l'applicazione di contatti ausiliari, i quali si aggiungono a quelli già esistenti, questo grazie a un meccanismo a incastro e a un rinvio della bobina (che permette anche un azionamento esterno). Esistono anche particolari timer per teleruttori: se questo viene eccitato, quando viene a meno la corrente alla bobina, parte il timer (che solitamente che si incastra nella parte superiore del teleruttore), mantenendola eccitata fino a quando finisce il tempo per cui è stato tarato, quindi scatta un meccanismo che chiude i contatti normalmente aperti e viceversa: i contatti si trovano sull timer, quindi il timer è praticamente un pezzo a parte del teleruttore, collegato solo per mezzo di un "gancio" posto nella parte inferiore del timer che si va ad agganciare alla bobina del teleruttore, in modo che quando questa si eccita, muova anche il gancio del timer.
Grazie ai contatti ausiliari é possibile munire il teleruttore di Autoritenuta, cioè il mantenimento della bobina in stato "eccitato" tramite un contatto NA, che si chiude al passaggio di corrente nella bobina, e continua a fornire corrente ad essa, creando un circuito perpetuo. Per disattivare tale bobina, sarà necessario premunire a monte del circuito un pulsante NC, perciò alla sua pressione il circuito si apre per un brevissimo lasso di tempo (tempo di pressione del tasto)interrompendo il ciclo perpetuo.
[modifica] Degrado e usura
Esso è uno dei dispositivi elettromeccanici più soggetti a guasto e usura nel tempo, la causa è data dalla continua commutazione di alte correnti, nonostante l'uso dell'argento come componente dei contatti, può avvenire l'incollaggio degli stessi a causa di un piccolo "arco voltaico", cioè la fusione del metallo in una piccola zona del contatto con conseguente impossibilità ad aprirsi. Per garantire la durabilità dei contatti nel tempo, viene spesso utilizzato l'argento, perché, pur ossidandosi, riesce a garantire una grande conducibilità elettrica.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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