Tele Libera Firenze
| Tele Libera Firenze | |
|---|---|
| Data di lancio | primavera 1977 |
| Editore | Mauro Ballini |
| Sito | dato non disponibile |
| Diffusione | |
| Terrestre | |
| Analogico | PAL, in Italia Canali non disponibile |
Tele Libera Firenze. Fu una tv locale fiorentina in attività dal febbraio 1976 alla fine degli anni '80-inizio anni '90 del XX secolo.
Tele Libera Firenze nacque per iniziativa di Mauro Ballini nel periodo in cui in Italia si stava verificando il boom delle emittenti televisive locali, in seguito alla celebre sentenza della Corte Costituzionale che aveva messo fine al monopolio della RAI, almeno per le trasmissioni in ambito locale.
La programmazione di Tele Libera Firenze fu, almeno nei primi tempi, di elevata qualità e il successo ottenuto parve dischiudere all'emittente vasti panorami. In quegli anni gli studi di Via Pierfortunato Calvi a Firenze videro il passaggio di personaggi famosi anche a livello nazionale e in essi mossero i primi passi i giornalisti Cesara Buonamici e Massimo Sandrelli ed il comico Giorgio Ariani. Da non dimenticare anche la grande organizzazione pubblicitaria, che vide la realizzazione di innovativi spot di sicuro successo commerciale, tanto che molti telespettatori di Tele Libera Firenze li hanno ancora in memoria (Mobilificio Lenzi, Boutique Leva, Mobilificio Gioffreda, Ottica Carnicelli, Marino Groovy, Camper Cappelli&Carletti, Mobilmarket, etc...).
La programmazione di Tele Libera Firenze anticipò in ambito fiorentino e toscano molti programmi di successo nazionale degli anni seguenti.
Tra i "successi" di Tele Libera Firenze ricordiamo:
- "La Vispa Teresa"; un programma condotto da Giorgio Ariani basato su (morigerati; raramente si arrivava al topless) spogliarelli caserecci di ragazze e casalinghe della zona, precursore di Colpo Grosso.
- "Fuorigioco", programma sportivo sulla Fiorentina condotto da Massimo Sandrelli; anticipatore del "Processo del Lunedì".
- "Caccia al rumore", un quiz condotto da Cesara Buonamici e un'altra annunciatrice (Valeria). Le due annunciatrici di Tele Libera Firenze divennero dei volti popolarissimi nella Toscana dell'epoca, delle vere e proprie star; la Buonamici inoltre condusse anche un "antenato" dei moderni talk show ("Quattro chiacchere con Cesara") e un quiz in cui i telespettatori dovevano indovinare il numero dei fagioli contenuti in un vaso, poi ripreso in "Pronto Raffaella?" dalla RAI qualche anno dopo.
- "Bambini a letto"; un programma di spogliarelli allora considerato il massimo della trasgressione in tv.
- "L'Ora del Topo"; una rassegna di film dell'orrore.
- "Il priore e la perpetua", un'antenata delle sit-com con protagonisti un parroco fiorentino, interpretato dall'attore Ghigo Masino (al secolo Arrigo Masi), e la sua perpetua, interpretata da Tina Vinci. La trasmissione conobbe un grande successo di pubblico ma fu interrotta quando si scoprì che Masi, durante la guerra, era stato un membro della famigerata "Squadra della labbrata" e fu perciò cacciato dagli schermi.
- Tele Libera Firenze garantiva anche numerose edizioni del proprio telegiornale, compresa una per non udenti e fu la prima tv in Italia a sperimentare il servizio di televideo.
- Molti di coloro che erano bambini o ragazzi alla fine degli anni settanta ricordano ancora oggi che Tele Libera Firenze fu la prima tv, almeno in Toscana, a dedicare una larga parte del suo palinsesto ai cartoni animati giapponesi: sulle sue frequenze apparvero presto le immagini di Jeeg robot d'acciaio, Lupin III, Candy Candy e numerosi altri. Sempre negli stessi anni, Tele Libera Firenze trasmise alcune serie di telefilm celebri come "La casa nella prateria", "La famiglia Addams", "Star Trek" ed altre.
La trasmissione di programmi con spogliarelli e di film erotici, entrambi arditi per quegli anni, fece sì che Tele Libera Firenze diventasse popolare tra i telespettatori toscani come "il canale delle donne gnude", creando una simpatica dicotomia con la rivale Canale 48, altrettanto prestigiosa televisione locale fiorentina, definita "il canale dei preti" perché diretta da un frate (Padre Ugolino Vagnozzi) che spesso partecipava in prima persona alle trasmissioni anche se, ad onor del vero, pure su questa emittente alle ore tarde della programmazione non mancavano gli spogliarelli e i filmetti spinti.
Tele Libera Firenze fu anche la prima televisione a cercare una sinergia con la carta stampata, preannunciando una tendenza che avrebbe avuto successo negli anni a venire: in quegli anni il patron Mauro Ballini affiancò alla tv un giornale di annunci economici, "La Pulce" (tuttora esistente) e un quotidiano, "La Città", che intaccò il predominio de "La Nazione" in città e in provincia per il buon servizio di cronaca locale ed il prezzo di assalto (100 lire).
Il successo di Tele Libera Firenze iniziò ad affievolirsi verso il 1981, sia per la maggior concorrenza dei network nazionali del nord che per la sempre maggiore attenzione del suo patron verso altre realtà, che lo portarono prima a collaborare con il gruppo Mondadori, che allora stava creando Retequattro e poi a divenire un direttore delle reti Fininvest, particolarmente apprezzato da Silvio Berlusconi. Agli inizi del 1982 Tele Libera Firenze entrava nel network di Retequattro e piano piano spariva dagli schermi toscani, assorbita dal grande network milanese.
Passarono alcuni anni e il logo di Tele Libera Firenze (l'occhio stilizzato) riapparve sugli schermi toscani verso il 1988: la nuova Tele Libera Firenze cercò di basare la sua rinascita su una programmazione spinta e boccaccesca: si ricordano, tra l'altro, i segnali orari con donne nude e il telegiornale letto da ragazze in abbigliamento discinto. Unica trasmissione di successo fu "Il telegiornale dei becchi", condotto dal comico Gaetano Gennai e da una valletta seminuda chiamata Cornelia, che si basava sulle segnalazioni dei telespettatori riguardo a mariti e mogli traditi/e, che venivano segnati su una cartina della provincia di Firenze.
La rinascita "sexy" di Tele Libera Firenze fu un effimero fuoco di paglia; l'emittente concluse le proprie trasmissioni all'inizio degli anni novanta.