Tecnico sanitario di neurofisiopatologia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il tecnico sanitario di neurofisiopatologia è un tecnico sanitario che si occupa della esecuzione di vari esami per lo studio del sistema nervoso mediante metodiche di elettroencefalografia (EEG), di elettromiografia (EMG), di potenziali evocati, di poligrafia del sonno e del sistema neurovegetativo per lo studio delle funzioni cardiorespiratorie e di ultrasonologia Doppler.

Viene formato in apposite scuole universitarie, di cui le prime furono istituite nel 1972 presso le università di Bologna e di Roma.

Attualmente svolgono la loro attività negli ospedali e nelle cliniche universitarie circa 1.500 operatori, di cui la maggioranza afferisce alla Associazione italiana tecnici di neurofisiopatologia (AITN).

Fra le varie funzioni assegnate per legge[1], c'è anche la esecuzione degli esami EEG per l'accertamento della morte con standard neurologico. L'assenza di attività elettrica corticale cerebrale, evidenziata dal tracciato EEG eseguito secondo precisi e rigorosi standard, coincide infatti con la morte cerebrale, componente essenziale della cosiddetta morte encefalica, caratterizzata anche dalla irreversibile cessazione delle funzioni del tronco encefalico.

Fa parte di una delle 22 Professioni sanitarie regolamentate dal Ministero della Sanità con appositi e specifici Decreti dal 1994 al 1998. Tali professioni che nel passato venivano preparate nelle scuole regionali od universitarie, dal 2001 sono formate in specifici corsi di laurea triennale istituite presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, a numero chiuso per circa 25 000 posti, calcolati per coprire il fabbisogno relativo al turnover di oltre 550 operatori delle citate 22 professioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto del Ministro della Sanità n. 183, del 15 marzo 1995

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]