Tecnico sanitario di laboratorio biomedico

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Il laureato in "Tecniche di laboratorio biomedico" è denominato Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico (TLB o TSLB o analista di laboratorio o semplicemente Biomedico), svolge attività di laboratorio di analisi e di ricerca relative ad analisi biomediche e biotecnologiche, ed in particolare di biochimica, di microbiologia, parassitologia e virologia, di farmaco-tossicologia, di immunologia, di patologia clinica, di ematologia, di citologia e di istopatologia.[1]
È addetto all'utilizzo, manutenzione e controllo di qualità delle varie strumentazioni di laboratorio.

Il Tecnico in pratica è l'esecutore materiale dell'analisi di un campione biologico (sangue, pezzo chirurgico, urine, espettorato, versamenti etc.), o dell'esperimento in una ricerca scientifica, ed è inoltre (per legge) responsabile esclusivo della relativa Validazione Tecnica dell'analisi.

Sbocchi professionali[modifica | modifica sorgente]

Il dottore in tecniche di laboratorio biomedico svolge attività di laboratorio in strutture pubbliche o private o in attività di libero professionista e può trovare il proprio impiego oltre che nell'ambito diagnostico, anche nelle industrie farmaceutiche, chimiche ed alimentari, e nell'ambito della ricerca medica, collaborando con le altre figure sanitarie quali medici e biologi in regime di indipendenza.

Corso di laurea e obiettivi formativi[modifica | modifica sorgente]

Il percorso di formazione inizia con un test di ammissione a numero programmato per il corso di laurea in Tecniche di laboratorio biomedico. L'iter formativo (in Italia) prevede tre anni di formazione teorico-pratica per un totale di 180 CFU, attraverso lezioni universitarie e tirocini presso i vari laboratori ospedalieri ed universitari, con frequenza obbligatoria minima del 75%. Alla fine del corso di laurea è prevista una prova finale scritta valida come esame abilitante alla professione di Tecnico di laboratorio biomedico basato sulle principali materie del corso di laurea: Biochimica, Microbiologia, Patologia clinica, Anatomia patologica, Immunoematologia ed infine la stesura e la discussione di una Tesi di Laurea. Successivamente alla laurea triennale è possibile iscriversi (previo test di ammissione) in alcuni corsi di laurea specialistica per l'area tecnica SNT/3 delle professioni sanitarie. Oltre i corsi di laurea specialistici esistono anche diversi master atti ad aumentare le competenze e le conoscenze in alcuni settori specialistici delle tecniche diagnostiche di laboratorio. La formazione deve necessariamente continuare nel corso della carriera con i corsi del programma Educazione Continua in Medicina (ECM), gli stage ed i congressi, sotto un'ottica di costante formazione ed aggiornamento.

Albo professionale e Controversie[modifica | modifica sorgente]

Sebbene la figura dell'analista di laboratorio sia fondamentale per il funzionamento di un laboratorio, spesso a causa della versatilità e del placement che i laureati di questo CDL dimostrano si sono venute a creare delle incomprensioni che hanno portato a diversi ricorsi legali tra le differenti figure operanti nella medicina di laboratorio. Tuttavia la prospettiva della nascita dei vari Albi Professionali (procedimento ancora in corso) per le quattro aree delle Professioni Sanitarie, indicate con le sigle snt/1-2-3-4, è da considerarsi un segnale molto positivo per l'affermazione della categoria, talvolta sottovalutata a causa della mancanza di tale registro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ D.M. Ministero della Sanità 26 settembre 1994, n. 745 e successive modificazioni ed integrazioni

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]