Tecniche di sopravvivenza

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Tecniche di sopravvivenza sono chiamate le procedure che una persona può utilizzare in una situazione di pericolo (per esempio una calamità naturale) per salvare sé stesso o gli altri.

Queste procedure hanno lo scopo di soddisfare le necessità di base per la vita umana: l'acqua, gli alimenti, un ricovero, il tutto mantenendo la calma e la capacità di ragionare in modo lucido.

Soddisfatti i bisogni primari queste tecniche sono utili per segnalare la propria posizione e chiedere aiuto oltre a evitare spiacevoli interazioni con gli animali e le piante selvatiche e curare eventuali lesioni fisiche che possano essersi verificate.

Le tecniche di sopravvivenza prendono spesso lo spunto dalle conoscenze tradizionali che gli esseri umani hanno utilizzato fin dall'antichità.

L'addestramento militare, il trekking, l'equitazione, la pesca, la caccia e molte altre attività all'aria aperta richiedono competenze di base di sopravvivenza per gestire una situazione di emergenza.

Primo soccorso[modifica | modifica sorgente]

Alcune nozioni di primo soccorso possono aiutare una persona a sopravvivere e a far fronte a infortuni e malattie che altrimenti potrebbero ucciderlo o inabilitarlo.

Le lesioni più comuni e pericolose includono:

  • Morsicature
  • Fratture ossee
  • Ustioni
  • Mal di testa
  • Attacchi di cuore
  • Emorragie
  • Ipotermia (troppo freddo) e ipertermia (troppo caldo)
  • Infezioni attraverso il cibo, il contatto con animali, o bevendo acqua non potabile
  • Avvelenamento derivante dal consumo o dal contatto con piante velenose o funghi velenosi
  • Distorsioni in particolare della caviglia
  • Ferite, che possono causare infezione

Il superstite può avere la necessità di avere e utilizzare il contenuto di una cassetta di pronto soccorso o, se in possesso delle conoscenze necessarie, di ricavare rimedi dalle piante medicinali trovate in natura, inoltre conoscenze di base sono necessarie per immobilizzare gli arti feriti o anche per trasportare compagni inabili.

Rifugio[modifica | modifica sorgente]

Un utile rifugio può variare da un "riparo totalmente naturale", come ad esempio un grotta o un albero caduto a terra, ad una forma intermedia di "rifugio artificiale" costituito da una capanna di detriti, una fossa scavata al riparo di un albero, oppure una grotta scavata nella neve, a "strutture completamente artificiali" come ad esempio un telone, una tenda o una capanna fatta di tronchi di legno.

Fuoco[modifica | modifica sorgente]

Il riuscire ad accendere un fuoco è riconosciuto in tutta la letteratura survivalistica come un mezzo per aumentare in modo significativo la capacità di sopravvivere fisicamente e mentalmente.

Accendere un fuoco senza accendino o fiammiferi, ad esempio utilizzando una selce naturale o un acciarino con un'esca secca, è un argomento frequente nei libri sulla sopravvivenza e nei corsi di sopravvivenza.

Il produrre il fuoco in condizioni avverse è stato reso molto più facile con l'introduzione di strumenti come gli accendini solari o i fiammiferi anti umidità.

Il fuoco si presenta come lo strumento principale per soddisfare molte esigenze di sopravvivenza.

Il calore fornito da un fuoco riscalda il corpo asciuga i vestiti bagnati, disinfetta l'acqua e cuoce il cibo.

Da non trascurare è il sostegno psicologico e il senso di sicurezza e protezione che dà.

In natura, il fuoco può fornire la sensazione di casa, un punto focale, oltre ad essere una fonte di energia essenziale.

Il fuoco può dissuadere gli animali selvatici dall'interferire con un sopravvissuto, tuttavia è bene saper che anche gli animali selvatici possono essere talvolta attratti verso la luce e il calore di un fuoco.

Acqua[modifica | modifica sorgente]

Un essere umano può sopravvivere una media di 3-5 giorni senza l'assunzione di acqua.

La perdita di acqua attraverso il sudore e il conseguente bisogno di acqua aumenta con l'esercizio fisico.

Una persona perde da un minimo di due ad un massimo di quattro litri di acqua al giorno, in condizioni normali e ancora più con un tempo caldo, asciutto, o freddo.

Da quattro a sei litri di acqua o altri liquidi sono generalmente richiesti ogni giorno nel deserto per evitare la disidratazione e per preservare il buon funzionamento del corpo.

Il manuale di sopravvivenza della US Army non consiglia di bere acqua solo quando si ha sete, in quanto questo porta a sotto idratazione ma anzi a bere acqua a intervalli regolari.

Una mancanza di acqua causa disidratazione, che può provocare letargia, cefalea, vertigini, confusione e infine la morte.

Anche una lieve disidratazione riduce la resistenza fisica e compromette la concentrazione la qual cosa è pericolosa in una situazione di sopravvivenza in cui pensare chiaramente è essenziale.

Urine giallo scuro o marrone sono i principali indicatori diagnostici della disidratazione.

Per evitare la disidratazione la massima priorità è generalmente assegnata all'individuazione di un approvvigionamento di acqua potabile e alla necessità di rendere l'acqua più sicura possibile.

L'acqua può essere resa potabile attraverso filtri, attraverso la bollitura o l'uso di sostanze chimiche, quali il biossido di cloro.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Radici, frutta, funghi commestibili noci e frutta secca, legumi, fagioli, cereali o persino piante con foglie commestibili, muschi, cactus, alghe, possono essere risorse alimentari in caso di necessità e raccolte e preparate (per lo più attraverso la bollitura).

Con l'eccezione delle foglie, questi alimenti sono relativamente ricchi di calorie, fornendo qualche energia al corpo.

Le piante sono alcune delle fonti di cibo più facili da trovare nella giungla nella foresta o nel deserto perché sono immobili e possono quindi essere raccolte senza esercitare troppa fatica.

Competenze e apparecchiature (come i ami, lacci e reti) sono invece necessari per procurarsi cibo di origine animale.

Taluni autori tra cui i libri editi dai Boy Scouts of America tendono a scoraggiare la ricerca di cibo attraverso la cattura di animali selvatici sulla base del fatto che le conoscenze e le competenze necessarie possono difficilmente essere possedute da coloro che si trovano in una situazione di sopravvivenza, rendendo i rischi (compreso l'uso di energia) superiori ai benefici.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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