Tecnica di Seldinger

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Un set per eseguire la tecnica di Seldinger
Classificazione e risorse esterne
ICD-9 A4300
Sinonimi
incannulamento

La tecnica di Seldinger è una procedura medica per ottenere un accesso sicuro a vasi sanguigni ed altri organi cavi. La tecnica prende il nome dal Dr. Sven Ivar Seldinger (1921-1998), un radiologo svedese di Mora, che per primo introdusse la procedura nel 1953.[1]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il vaso che si desidera incannulare, o la cavità, viene perforato con un ago appuntito cavo chiamato «trocar»; è possibile l'assistenza di un medico ecografista che, se necessario, indica il migliore orientamento per raggiungere il bersaglio. Un «filo guida» con punta arrotondata viene fatto avanzare attraverso il lume del trocar fino a raggiungere la destinazione; solo a questo punto il trocar viene ritirato. Dopo aver dilatato il foro cutaneo con un dilatatore apposito, che segue il filo guida, può essere passata lungo il filo guida una cannula smussata, fin nella cavità o nel vaso, o in alternativa si possono passare dei tubi di drenaggio lungo il filo guida (come nel caso di drenaggio toracico o di nefrostomia). Dopo che la cannula è penetrata nel vaso interessato, il filo di guida viene ritirato.[1]

Una guaina può essere utilizzata per introdurre cateteri o altri dispositivi per eseguire procedure endoluminali (all'interno dell'organo cavo), come ad esempio l'angioplastica.
La fluoroscopia può essere utilizzata per confermare la corretta posizione del catetere e manovrarlo nella posizione desiderata. L'iniezione di mezzo di contrasto può facilitare la visualizzazione degli organi.
Si possono inoltre eseguire alcune procedure interventistiche, come la termoablazione, l'angioplastica, l'embolizzazione o la biopsia.
Una volta completata la procedura desiderata, la guaina viene ritirata. In determinate situazioni, si può ricorrere ad un dispositivo di tenuta per chiudere il foro della procedura.

Campi di applicazione[modifica | modifica sorgente]

La tecnica di Seldinger viene utilizzata per l'angiografia, per l'inserimento di drenaggi toracici e cateteri venosi centrali, per l'inserimento di tubi da gastrostomia endoscopica percutanea ricorrendo alla cosiddetta tecnica di spinta, per l'inserimento della guida di un pacemaker artificiale o di un defibrillatore cardiaco impiantabile, e numerose altre procedure mediche interventistiche.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Prima della descrizione della tecnica di Seldinger, trocar taglienti venivano utilizzati per creare un tramite attraverso il quale potevano essere fatti avanzare i vari dispositivi. Ciò determinò un elevato tasso di complicanze[2] Tuttavia con l'introduzione della tecnica di Seldinger, l'angiografia è diventata una procedura relativamente priva di rischio, ed il campo della radiologia interventistica è letteralmente sbocciato.

È proprio basandosi sul lavoro di Seldinger che Charles Dotter e Andreas Gruentzig svilupparono l'angioplastica.

Complicazioni[modifica | modifica sorgente]

La puntura iniziale avviene con uno strumento affilato. Questo modo di procedere può portare ad emorragie o perforazione dell'organo interessato. L'infezione è sempre una complicanza possibile e temibile. Ne consegue che una rigorosa asepsi deve sempre essere praticata durante la procedura di Seldinger.

La perdita della guida nella cavità del vaso o nel sangue è una complicanza significativa e generalmente prevenibile[3] Tuttavia in letteratura sono descritti casi in cui un dilatatore è stato posto su un filo guida ed il filo è stato inavvertitamente spinto all'interno del corpo.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Seldinger SI, Catheter replacement of the needle in percutaneous arteriography; a new technique in Acta radiologica, vol. 39, nº 5, 1953, pp. 368–76, DOI:10.3109/00016925309136722, PMID 13057644.
  2. ^ Higgs ZC, MacAfee DA, BD Braithwaite, Maxwell-Armstrong CA, La tecnica Seldinger: 50 anni in Lancet, vol. 366, nº 9494, 2005, DOI:10.1016/S0140-6736 (05) 66878-X, PMID 16226619.
  3. ^ Schummer W, Schummer C, Gaser E, Bartunek R, Loss of the guide wire: mishap or blunder? in British journal of anaesthesia, vol. 88, nº 1, 2002, pp. 144–6, DOI:10.1093/bja/88.1.144, PMID 11881872.
  4. ^ Baltalalarli A, Adiguzel E et al Subclavian vein cannulation in a different position. Norol bilim derg 2000;17:29.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]