Tebe antica (Grecia)
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Tebe (in greco antico Θῆβαι) è una polis beotica, situata a nord del Monte Citerone, che divide la Beozia dall'Attica, ai limiti meridionali della pianura della Beozia. Svolse un ruolo importante nella mitologia greca, luogo delle storie di Cadmo, Edipo, Dioniso e altri personaggi mitici.
Fu la più grande città della Beozia e fu a capo della Lega beotica. Fu una grande rivale di Atene, e si schierò con l'Impero Persiano durante la Seconda guerra persiana. Con la vittoria nella battaglia di Leuttra nel 371 a.C., Tebe, sotto il comando di Epaminonda, divenne la città egemone greca, riuscendo a sconfiggere Sparta e la Lega Peloponnesiaca, ma l'età d'oro della polis beotica non durò più di un decennio. Il Battaglione sacro di Tebe, un'unità militare d'elite, è noto per essere caduto nella battaglia di Cheronea nel 338 a.C. contro Filippo II e Alessandro Magno.
Nel periodo miceneo attirò l'attenzione degli invasori Dori. La sua posizione centrale della città nella piana beotica fece diventare Tebe la polis dominante della Beozia, e sin dall'età arcaica i suoi abitanti cercarono di stabilire la supremazia completa sulle altre città che circondavano o erano nei pressi di Tebe.
Indice |
Storia [modifica]
Dalle origini al periodo classico [modifica]
Alla fine del VI secolo a.C., i Tebani ebbero il primo contatto con gli Ateniesi, che aiutarono il piccolo villaggio di Platea a mantenere la sua indipendenza contro Tebe, mentre sempre gli Ateniesi nel 506 a.C. respinsero un'incursione nell'Attica. L'avversione e la rivalità con Atene spiega l'atteggiamento antipatriottico che Tebe adottò durante la Prima Guerra Persiana (480-479 a.C.). Anche se un contingente di 400 uomini fu inviato alle Termopili, l'aristocrazia tebana, subito dopo, unì le forze con Serse I di Persia e con grande forza e zelo combatté al fianco dei persiani nella battaglia di Platea nel 479 a.C. I greci vittoriosi in seguito punirono Tebe privandola dell'egemonia sulla Lega Beotica. Gli Spartani volevano addirittura espellere Tebe dall'anfizionia delfica ma questa proposta non fu attuata per intercessione di Atene.
Sparta nel 457 a.C., nel cercare una polis che ostacolasse Atene nella sua avanzata nella Grecia centrale, cambiò la sua politica e Tebe divenne nuovamente la potenza dominante in Beozia. Gli Ateniesi occuparono la rocca Cadmea tra il 457 e il 447 a.C.. Anche quando Atene tentò invano di occupare l'intera Beozia nel 431 a.C., incontrando una fiera resistenza tebana. Nella Guerra del Peloponneso i Tebani, poiché Atene frustrava ogni loro tentativo di espansione in Beozia, furono fermi alleati di Sparta, che a sua volta li aiutò ad assediare Platea, città alleata di Atene, e permise loro di distruggere la città dopo la sua cattura nel 427 a.C.. Nel 424 a.C., i Tebani inflissero una severa sconfitta su una forza d'invasione Ateniese nella battaglia di Delio, e per la prima volta mostrò la sua forza militare, dovuta alla tattica della falange obliqua, che l'avrebbe elevata a potenza predominante in Grecia. Dopo la caduta di Atene e la fine della guerra del Peloponneso, i Tebani, avendo saputo che gli Spartani non avevano intenzione di proteggere le città loro alleate, ruppe l'alleanza. Tebe avevano sollecitato Sparta alla completa distruzione di Atene, nel 403 a.C. aveva segretamente sostenuto il restauro della democrazia nella città dell'Attica al fine di trovare in essa una buona alleata contro Sparta. Pochi anni dopo,
Mentre nel 404 a.C. forse influenzati in parte dall'oro inviato dai Persiani, formarono una lega contro Sparta. Partecipò al fianco di Atene, Argo e Corinto alla Guerra di Corinto e vinse le battaglie di Aliarto (395 a.C.) e di Coronea (394 a.C.), ancora una volta dimostrando la superiorità militare su Sparta. Il risultato della guerra fu particolarmente disastroso per Tebe: il potere tebano sulla Beozia fu ridotto nel 387 a.C. e nel 382 a.C.. Tre anni dopo, fu promulgata una costituzione democratica istituita al posto della tradizionale oligarchia. Nelle guerre seguenti con Sparta, l'esercito tebano, addestrato e guidato da Epaminonda e Pelopida, si dimostrò il migliore della Grecia. Tebe stabilì il suo potere su tutta la Beozia, e nel 371 a.C. riportò una notevole vittoria sugli Spartani a Leuttra e i vincitori furono salutati in tutta la Grecia come liberatori. Alla testa di una grande coalizione e della Lega Beotica, Tebe paralizzò l'economia spartana, liberando molti iloti, la base dell'economia di Sparta. Nel 362 a.C. i Tebani sconfissero nuovamente gli Spartani nella Battaglia di Mantinea, dove però Epaminonda morì. Poiché anche Pelopida era morto due anni prima, Tebe rimase senza i due personaggi artefici del successo militare e in poco tempo il dominio tebano si sgretolò, anche sotto la pressione del Regno di Macedonia.
Distruzione di Tebe [modifica]
Tuttavia, l'egemonia tebana fu di breve durata, poiché gli stati conquistati rifiutarono di sottomettersi in modo permanente al suo controllo. Rinnovata la rivalità con Atene, che si era unita con Tebe nel 395 a.C. in un'alleanza contro Sparta, che nel 387 a.C. aveva impedito la formazione di un impero tebano. Con la morte di Epaminonda nella battaglia di Mantinea la città sprofondò di nuovo in una posizione secondaria. Nella guerra contro la Focide tra il 356 e il 346 a.C. non riusciva nemmeno a mantenere il suo predominio sulla Grecia centrale e chiese l'aiuto di Filippo II di Macedonia, che sconfisse i Focesi ma nello stesso tempo si intromise negli affari del mondo greco. Nel 338 a.C. un sentimento anti-macedone fu infuso dall'oratore Demostene, che convinse Tebe ad allearsi con Atene in un ultimo tentativo di respingere Filippo dalla Grecia. L'esercito tebano fu sterminato nella battaglia di Cheronea (338 a.C.). Così Filippo privò Tebe del suo dominio sulla Beozia.
Nel 335 a.C. i Tebani e gli Ateniesi si ribellarono ancora una volta contro i Macedoni, ma il successore di Filippo, Alessandro III di Macedonia detto "Magno" reagì immediatamente, ma, mentre le altre città si arresero, Tebe decise di resistere energicamente. Tuttavia questa resistenza fu inutile: la città fu rasa al suolo, ad eccezione, secondo la tradizione, della casa del poeta Pindaro e dei templi dell'acropoli e il suo territorio fu diviso tra le altre città della Beozia. Inoltre, gli stessi tebani furono venduti come schiavi. Alessandro risparmiò solo i sacerdoti, i generali favorevoli al dominio macedone e i discendenti di Pindaro. La distruzione di Tebe intimorì Atene che si sottomise ad Alessandro.
Periodo ellenistico [modifica]
Cassandro I permise ai tebani di ricostruire la loro città nel 316 a.C.. Tebe fu assediata e presa da Demetrio Poliorcete nel 293 a.C.. La città riprese la sua autonomia nel 287 a.C. e divenne alleata di Lisimaco e della Lega Etolica.
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