Taylorcraft Auster

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Taylorcraft Auster
Taylorcraft Auster V
Taylorcraft Auster V
Descrizione
Tipo aereo da osservazione
aereo da collegamento
Equipaggio 3
Costruttore Regno Unito Taylorcraft
Data entrata in servizio 1942
Utilizzatore principale Regno Unito Royal Air Force
Esemplari 1 630
Sviluppato dal Taylorcraft Plus C
Altre varianti Beagle A.61 Terrier
Dimensioni e pesi
Lunghezza 6,83 m (22 ft 5 in)
Apertura alare 10,97 m (36 ft 0 in)
Altezza 2,44 m (8 ft 0 in)
Superficie alare 15,51 (167 ft²)
Peso a vuoto 499 kg (1 100 lb)
Peso max al decollo 839 kg (1 850 lb)
Propulsione
Motore un Lycoming O-290-3
Potenza 130 hp (97 kW)
Prestazioni
Velocità max 209 km/h (130 mph)
Autonomia 402 km (250 mi)
Note dati relativi alla versione Auster V

i dati sono estratti da:
British Warplanes of World War II[1]
The Hamlyn Concise Guide to British Aircraft of World War II[2]

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Il Taylorcraft Auster era un aereo da osservazione e da collegamento prodotto dall'azienda britannica Taylorcraft Aeroplanes (England) Limited, succursale europea della Taylorcraft Aviation Corporation fondata nel 1936 negli Stati Uniti per la produzione di aerei civili. Da qui vennero prodotte le versioni militari dell'Auster assegnate alle forze aeree alleate, principalmente la Royal Air Force, durante la seconda guerra mondiale.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

L'Auster deriva dallo sviluppo di un progetto civile dell'azienda statunitense Taylorcraft, il Model B. Il Model B destinato all'esportazione in Gran Bretagna dovette essere ridisegnato per soddisfare le più rigorose normative riguardanti l'aviazione civile britannica ed è stato ridenominato Taylorcraft Plus C. Con l'inizio della seconda guerra mondiale, l'azienda modificò ulteriormente il progetto iniziale per trasformarlo in un aereo da osservazione, in terminologia militare Air Observation Post (AOP), per essere utilizzato dalle unità di artiglieria, le Royal Artillery, della British Army.

La versione Plus C venne rimotorizzata con il 4 cilindri in linea Blackburn Cirrus Minor I a cui venne assegnata la nuova denominazione Taylorcraft Plus D.

La maggior parte dei modelli civili Plus C e D sono stati destinati al servizio nella Royal Air Force, i Plus C rimotorizzati con il Cirrus Minor I e ridesignati Plus C2. Il primo Auster I fu l'undicesimo esemplare del Taylorcraft Plus C che venne consegnato all'Air Ministry per le valutazioni nel 1939. Le prove effettuate sul modello furono ritenute idonee per l'utilizzo proposto che determinò, nel 1941, dell'emissione di un ordine di fornitura di 100 esemplari.

L' Auster II fu una versione rimotorizzata con lo statunitense Lycoming O-290 da 130 hp (97 kW). A causa della carenza di disponibilità dei propulsori statunitensi la versione venne costruita in soli due esemplari e non avviata alla produzione in serie ma determinò la creazione di una nuova versione, l' Auster III, la quale differiva dall'Auster I solo per la motorizzazione adottata, il britannico de Havilland Gipsy Major da 130 hp (97 kW). Il successivo sviluppo portò all'Auster IV caratterizzato da una cabina di pilotaggio dalle dimensioni leggermente superiori che consentiva l'adozione di un terzo posto a sedere e che adottava la motorizione Lycoming 0-290. La versione di maggiore produzione fu l'ultima, l' Auster V, che differiva dal precedente Auster IV per l'adozione di apparecchiature per il volo strumentale, modifiche ai flap e blindatura removibile, fissa solo per il posto di pilotaggio.

Nel periodo postbellico l'Auster Mark V venne utilizzato come base per lo sviluppo del nuovo Auster J1 Autocrat progettato per il mercato civile. L'azienda britannica modificò il proprio nome in Auster Aircraft Limited e cominciò a realizzare velivoli di propria progettazione rescindendo il contratto di produzione su licenza con la Taylorcraft.

Alcuni modelli ad uso militare forniti nel periodo postbellico furono gli Auster AOP6, l'addestratore Auster T7, e l'Auster AOP9.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Gli Auster Mark IV e V vennero consegnati ai reparti Royal Air Force (RAF) Air Observation Post (AOP) Squadrons. Quattro di questi (No. 651, 654, 655 e No. 657) operarono dal 1943 in Nordafrica ed Italia, per essere aggregati dal 1944 al No.663 Polish squadron. Altri sette Squadroni (No. 652, 653, 658, 659, 660, 661 e No. 662) li utilizzarono dal D-Day in Francia e successivamente nei Paesi Bassi. I No. 664 Squadron RCAF, No. 665 Squadron RCAF, e No. 666 Squadron RCAF furono equipaggiati con gli Auster Mk. IV e V, istruiti in Inghilterra presso la base RAF Andover tra la fine del 1944 e l'inizio del 1945. Diversi AOP squadrons vennero rifondati all'interno della Royal Auxiliary Air Force nel 1949 e ed alcuni di questi operarono come reparti AOP.V almeno fino al 1950.

I compiti di osservazione aerea, anti insurrezione ed evacuazione in caso di calamità svolti dagli Auster e da simili velivoli leggeri sono stati generalmente presi in carico da elicotteri leggeri dalla metà degli anni sessanta.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Un Auster III
Taylorcraft Plus C
versione originale civile motorizzata con un motore boxer a 4 cilindri Lycoming 0-145-A2, prodotto in 23 esemplari.
Taylorcraft Plus C2
Plus C rimotorizzato con un Cirrus Minor I da 90 hp destinata alla Royal Air Force, 20 conversioni.
Taylorcraft Plus D
versione di nuova costruzione del Plus C dotata del Cirrus Minor I, prodotta in 9 esemplari.
Taylorcraft Auster I
versione militare del Plus C, 1 conversione e 100 esemplari di nuova produzione.
Taylorcraft Auster II
Auster I dotato di motorizzazione Lycoming 0-290, prodotto in 2 esemplari.
Taylorcraft Auster III
Auster I motorizzato con un de Havilland Gipsy Major, prodotto in 470 esemplari.
Taylorcraft Auster IV
versione triposto dotata di motorizzazione Lycoming 0-290-3/1 H.O., prodotta in 225 esemplari.
Taylorcraft Auster V
versione Auster IV dotata di apparecchiatura per il volo strumentale (pompa a vuoto), modifiche ai flap e blindatura removibile, fissa solo per il posto di pilotaggio, prodotta in 790 esemplari.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Militari[modifica | modifica sorgente]

L'Auster III della Royal Australian Air Force esposto al RAAF Museum, Point Cook, Victoria, fotografato nel marzo 1988.
Australia Australia
bandiera Birmania
Canada Canada
Cecoslovacchia Cecoslovacchia
Giordania Giordania (Transgiordania)
Regno di Grecia Regno di Grecia
Hong Kong Hong Kong
bandiera Indie Orientali Olandesi
Indonesia Indonesia
Israele Israele
Norvegia Norvegia
Paesi Bassi Paesi Bassi
Pakistan Pakistan
Polonia Polonia
Regno Unito Regno Unito
Sudafrica Sudafrica

Governativi[modifica | modifica sorgente]

Paesi Bassi Paesi Bassi

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ March 2000
  2. ^ Mondey 2006

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Taylorcraft Auster in The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing, 1985.
  • (EN) Ambrose Hitchman, Mike Preston, The History of the Auster Aeroplane, 3rd Edition, Bingley, UK, International Auster Pilot Club [1989], 2006. ISBN 0-9543889-1-7.
  • (EN) Lt-Col. D.L. Fromow, Canada's Flying Gunners: A History of the Air Observation Post of the Royal Regiment of Canadian Artillery, Ottawa, A.O.P. Pilot's Association, 2002. ISBN 0-9730055-0-5.
  • (EN) Aubrey Joseph Jackson, British Civil Aircraft since 1919, Volume 1, London, Putnam, 1974. ISBN 0-370-10006-9.
  • (EN) Barry Ketley, Auster - A Brief History of the Auster Aircraft in British Military Service, Ottringham, Flight Recorder Publications, 2005. ISBN 0-9545605-6-6.
  • (EN) Daniel J. March, British Warplanes of World War II: Combat Aircraft of the RAF and Fleet Air Arm, 1939-1945, Rochester, Kent, UK, Grange Books plc, 2000. ISBN 1-84013-391-0.
  • (EN) David Mondey, The Hamlyn Concise Guide to Axis Aircraft of World War II, London, Bounty Books, 2006. ISBN 0-7537-1460-4.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]