Tat'jana Nikolaevna Romanova

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Zar di Russia
Romanov

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La Granduchessa Tat'jana Nikolaevna Romanova in russo Великая Княжна Татьяна Николаевна Романова (Peterhof, 10 giugno 1897Ekaterinburg, 17 luglio 1918) era la seconda figlia dello zar Nicola II di Russia e della zarina Aleksandra Fëdorovna.

Con le sue sorelle: la granduchessa Ol'ga, Marija, Anastasija e con l'erede al trono, lo zarevič Aleksej, ha rappresentato l'ultima generazione della discendenza dei Romanov: fu arrestata, deportata e uccisa con la sua famiglia dopo la rivoluzione russa del 1918.

Nascita[modifica | modifica sorgente]

Il 10 giugno 1897 Tat'jana nacque durante la permanenza primaverile della famiglia imperiale a Peterhof, sul mar Baltico. Lo zar riportò l'evento nel suo diario:

« Il secondo, luminoso, felice giorno per la nostra famiglia: alle 10:40 della mattina il Signore ci ha benedetto con una figlia - Tatiana. La povera Alix [la zarina Aleksandra Fëdorovna] ha sofferto tutta la notte senza chiudere occhio, e alle 8:00 è scesa nella camera di mamma. Grazie a Dio è stato tutto veloce e tranquillo [...] Tatiana pesa 83/4 libbre ed è alta 54 centimetri. La nostra più grande [Ol'ga, che aveva un anno e mezzo ] è davvero buffa con lei. Letto e scritto telegrammi. »

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

La granduchessa Tat'jana Nikolaevna in compagnia del padre, lo zar Nicola II

Tat'jana crebbe secondo l'educazione vittoriana che la madre stessa aveva ricevuto. Condivideva la camera con la sorella maggiore Ol'ga, nel palazzo di Alessandro di Carskoe Selo che la coppia imperiale aveva scelto quale propria residenza e arredato con gusto prettamente borghese. Le camere delle granduchesse, in linea con l'arredamento del resto della casa, erano sobrie e i muri erano tappezzati di fotografie e oggetti personali. I letti, brandine pieghevoli, erano stati ordinati dalla madre per posta presso una casa d'arredamenti inglese.

Tat'jana faceva parte della "coppia grande", con la sorella Ol'ga: condividevano la stanza da letto, passatempi e oggetti. Quando anche la "coppia piccola" (le sorelle minori Marija e Anastasija) crebbe, la coesione tra sorelle si fece più intensa, dovuta soprattutto al forte isolamento cui erano sottoposte in quanto figlie dello zar. Tuttavia, ricevettero un'educazione anomala -secondo gli standard aristocratici- che comprendeva, oltre a svariate ora di studio quotidiano, anche la condivisione degli abiti, degli oggetti personali, e la pressoché mancanza di alterigia nei confronti del personale di servizio; inoltre ricevevano una mancia di due rubli a settimana, che utilizzavano per piccoli regali ad amici (del personale di palazzo) o per piccole spese personali. Nonostante ciò, il fatto che i genitori si occupassero personalmente e dedicassero svariate ore della giornata ai figli, rese costoro, e particolarmente Tat'jana, molto legati allo zar e alla zarina.

Quando si scoprì che il fratello minore Aleksej era affetto di emofilia, Tat'jana mantenne, con le sue sorelle, il segreto (circoscritto alla sfera degli intimi), e divenne tra le più premurose infermiere del fratello durante le crisi. Per la sua spiccata propensione al misticismo e dalla forte fede che ne derivava, Tat'jana, come la madre, credette fermamente allo starec Rasputin ed era sicura che fosse l’unico che riuscisse ad alleviare la malattia del fratello.

Adolescenza[modifica | modifica sorgente]

Soprannominata "Tanya", "Tatya", "Tatianochka", o "Tanushka", fu un'adolescente alta, snella, dai capelli scuri e ramati, occhi grigi e con lineamenti quasi esotici, dal carattere riservatissimo. Dotata del forte carattere della madre, come lei era molto religiosa e amava le faccende domestiche. Amava i bambini e svolgere accanto alle persone di servizio ogni tipo di attività, dall'organizzare vendite di beneficenza alla gestione della casa, dall'assistenza ad Aleksej al cucito, tanto che le sorelle le diedero scherzosamente il soprannome di governante. Tuttavia, nelle pause dai compiti o dalle faccende che la madre puntualmente le affidava, mentre la sorella Ol'ga prediligeva libri e romanzi, lei amava sfogliare qualche rivista di moda. Anja Virubova, amica della zarina residente a Carskoe Selo e visitata spesso dalla famiglia, scrisse di lei:

« ...era una perfetta incarnazione della madre. Alta e slanciata rispetto alle sorelle, aveva dei leggeri e raffinati tratti e le gentili e riservate maniere dei nonni inglesi. Ingenua e comprensiva, circondava le sue più piccole sorelle ed il fratello di uno spirito così protettivo che loro, scherzando, la soprannominarono "la governante" »

Comune a Tat'jana, come anche alle sue sorelle e al fratello, era la totale noncuranza per la sua posizione: cresciuti a contatto con domestici, dame di compagnia, precettori e ufficiali, il nucleo famigliare dello zar aveva trasformato costoro da mero personale di servizio in veri e propri compagni di gioco e di svago. Anja Virubova:

« L'Imperatrice temeva per le sue figlie la vicinanza delle sofisticate ragazze dell'aristocrazia, le cui menti, anche in merito all'educazione, erano nutrite degli sciocchi e spesso viziosi pettegolezzi di una società decadente. L'imperatrice scoraggiò sempre il contatto con cugini e parenti vicini, la maggior parte dei quali erano spaventosamente precoci nelle prospettive di vita. »

In questo modo, le granduchesse vissero sempre in un alone di protezione che, se permetteva loro di crescere secondo i dettami sociali del casto ideale vittoriano, mantenne in loro, anche nell'adolescenza inoltrata, una forte ed infantile ingenuità nei confronti dei rapporti umani e sentimentali. L'isolamento rispetto alla depravata gioventù aristocratica russa si inscriveva nel totale distacco operato dalla coppia imperiale rispetto all'alta società ereditaria e latifondista russa, alimentando il discredito del nucleo famigliare imperiale presso il resto della nobiltà. Le figlie dello zar erano il frutto di questa educazione isolata sia dal resto della corte, che dall'effettiva realtà sociale e classista russa. Una dama di compagnia della zarina, Sophie Buxhoeveden, scrisse:

« Il loro rango significava pochissimo per loro, e trovavano fastidioso quando erano trattati cerimoniosamente. Una volta ebbi come presidente di un comitato la Granduchessa Tatiana, e rivolgendomi a lei, cominciai naturalmente: "Possa piacere a Vostra Altezza imperiale..." mi guardò attonita, e quando mi risedetti al suo fianco fui ricompensata da un calcio sotto il tavolo e da un sussurro: "Sei pazza a parlarmi in quel modo?" [...] Dovetti insistere con l'Imperatrice di persuaderla che in certe occasioni ufficiali era necessario. »

Nonostante ciò, le testimonianze concordano che, tra le sorelle, fu lei che più fu consapevole del suo ruolo di Granduchessa. Anja Vyrubova, amica della zarina, scrive:

« Di tutte le Granduchesse Tatiana era la più popolare, e penso anche la più amata dai genitori. [...] Amava la società e desiderava pateticamente degli amici. Ma per queste prestigiose ma sfortunate ragazze degli amici erano molto difficili da trovare. »

Ancora adolescente, le fu assegnato simbolicamente un reggimento di Ussari della Guardia, il Vosnesenskij, ed ebbe il grado di colonnello onorario.

Durante la prima guerra mondiale entrò nella Croce Rossa e lavorò come infermiera negli ospedali militari.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La fine dei Romanov.

Durante la prigionia a Tobol'sk, Tat'jana aiutò i genitori a gestire la casa e la famiglia, mostrando grande coraggio e forza d'animo anche se nel suo diario e in una lettera confidò di non sentirsi abbastanza forte, e di aver assoluto bisogno della vicinanza della sua famiglia. Nell’aprile del 1918 i bolscevichi trasferirono i Romanov a Ekaterinburg; per il fatto di essere bersaglio degli apprezzamenti e delle persecuzioni dei carcerieri, la giovane subì un forte trauma e il tutore inglese Gibbes ricordò di averla vista perder peso.

Da quanto si desume dal diario intimo di Aleksandra Fëdorovna, Tat'jana trascorse l'ultimo pomeriggio di vita in compagnia della madre, leggendo passi dalla Bibbia. Aveva 21 anni quando quella stessa notte sarebbe stata uccisa, assieme a tutta la sua famiglia, nel seminterrato della palazzina Ipatev di Ekaterinburg, sotto il fuoco della Čeka di Jakov Jurovskij. I membri del plotone d'esecuzione raccontano che le sorelle morirono abbracciate l'una all'altra, rannichiate in un angolo.

La sua morte atroce per mano dei rivoluzionari bolscevichi, e il contegno e la sopportazione dimostrati durante la persecuzione hanno fatto sì che la Chiesa ortodossa russa nel 2000 proclamasse martiri Tat'jana e la sua famiglia.

Decine di persone si sono dichiarate essere i sopravvissuti della famiglia Romanov. Secondo l'autore Michael Occleshaw, nel suo libro "The Romanov Conspiracies: The Romanovs and the House of Windsor" (1995), Tat'jana fu risparmiata e trasportata in Inghilterra, sposò un ufficiale britannico e visse sotto il nome di Larissa Tudor.

Genetica[modifica | modifica sorgente]

Essendo una discendente per linea materna della regina Vittoria del Regno Unito, Tat'jana Romanova aveva aplogruppo mitocondriale H.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina

Al cinema[modifica | modifica sorgente]

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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