Tassazione ottimale

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La teoria della tassazione ottimale studia i sistemi di tassazione che minimizzano le distorsioni e le inefficienze economiche.

L'introduzione di una tassa provoca sempre una reazione che si manifesta con una modifica del comportamento economico degli individui. Ad esempio, una tassa su un bene provoca una diminuzione della domanda e uno spostamento verso altri beni sostitutivi. Il ricavo del governo non compensa totalmente la perdita del surplus del consumatore. Si parla, quindi, di una perdita secca.

Il matematico ed economista inglese Ramsey ha proposto di tassare di più i beni che hanno una debole elasticità della domanda rispetto al prezzo poiché le modificazioni saranno deboli e di conseguenza saranno minori anche gli effetti negativi. Considerato che molti beni di primaria necessità hanno livelli di domanda poco elastici, mentre vale il contrario per i beni di lusso, la proposta di Ramsey non soddisfa il principio di equità.

L'economista scozzese Mirrlees ha sviluppato la teoria moderna della tassazione ottimale tenendo conto dei due criteri di equità e di efficienza economica. Si tratta di massimizzare l’utilità sociale sotto certi vincoli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F.P. Ramsey, A Contribution to the Theory of Taxation, in The Economic Journal, n. 145, March 1927, pp. 47-61.
  • J.A. Mirrlees An Exploration in the Theory of Optimum Income Taxation, in Review of Economic Studies, n. 38, 1971, pp. 175-208.
  • E. Saez, Using Elasticities to Derive Optimal Income Tax Rates, in Review of Economic Studies, Volume 68, 2001, pp. 205-229.
  • N.G Mankiw, M. Weinzierl, D. Yagan, Optimal Taxation in Theory and Practice, in The Journal of Economic Perspectives, Volume 23, n. 4, Fall 2009, pp. 147-174.

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