Targhe automobilistiche italiane

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Targa della provincia di Bolzano, in vigore dal 1999.

Le targhe automobilistiche in Italia hanno una storia risalente alla fine del XIX secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1897-1901[modifica | modifica wikitesto]

Le prime targhe veicolari italiane furono previste con il regio decreto 16 dicembre 1897 n. 540 che introduceva l'obbligo di dotare i velocipedi di una targa comunale.

Per analogia verso tale disposizione, nel 1898 il Comune di Milano promulgò il Regolamento per la circolazione delle vetture automobili, il cui articolo 17 imponeva la fissa apposizione di una targa, riportante il nome del proprietario e il numero di licenza comunale, sulla fiancata sinistra degli automobili, come venivano chiamate in quel tempo le autovetture.

1901-1905[modifica | modifica wikitesto]

Con il Regio Decreto del 28 agosto 1901 n°416 viene promulgato il primo "Regolamento per la circolazione delle vetture automobili sulle strade ordinarie", il cui articolo 91 dispone l'obbligatorietà di dotare tutte le vetture circolanti di apposita targa fissa, su concessione della locale Prefettura. La targa, da realizzarsi a cura e spese del proprietario, doveva essere in metallo e riportare, per esteso e in caratteri ben visibili, il nome della provincia ed il numero di licenza rilasciata dalla Prefettura. Di questo periodo esistono tuttora due targhe, una (GENOVA 83) conservata al Museo dell'Automobile di Torino e un'altra (PADOVA 2) conservata al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano[1].

Rappresentazione schematica:
  PADOVA 2  
targa della provincia di Padova
  GENOVA 83  
targa della provincia di Genova

1905-1927[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca ovviamente non si immaginava che le automobili avrebbero avuto un tale boom, e per questo ben presto si eliminò il nome completo della città per far posto a targhe composte da un numero, di solito in rosso, che indicava la provincia di provenienza, e accanto ad esso il numero di immatricolazione. Le targhe venivano realizzate in base al numero assegnato dalla prefettura, ma il compito della realizzazione della targa spettava al proprietario del veicolo (c'era anche la possibilità di farla predisporre dal Touring Club Italiano), e per questo motivo erano spesso molto diverse tra di loro.

Targa automobilistica della provincia di Milano
  38 256  
Targa automobilistica della provincia di Roma
  55 101  


Le province nelle targhe tra il 1905 e il 1927[2]

Come si può notare, le targhe sono tutte in ordine alfabetico fino al numero 69, corrispondente alla situazione delle province esistenti fino alla Grande Guerra. Le successive sei furono aggiunte in blocco nel 1923 dopo che il neoinsediato governo fascista riordinò amministrativamente i nuovi territori annessi e aggiunse due capoluoghi marinari. L'ultimo numero, il 76, fu integrato nell'elenco nel 1924 dopo l'ultima conquista, quella di Fiume. Nelle nuove province del confine nordorientale queste nuove targhe andarono a sostituire quelle vecchie che erano state mantenute sul modello delle targhe automobilistiche austriache anche dopo l'annessione di diritto internazionale.[7]

1927-1994[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sigle automobilistiche italiane.

Nel 1927 Mussolini con una serie di leggi riforma la legislazione provinciale, e tra le cose, cambia anche l'impostazione delle targhe: esse ora si configuravano con una sigla di due lettere rappresentanti la provincia[8]: la prima corrispondeva alla prima lettera del capoluogo, la seconda una delle lettere seguenti, (ad eccezione di Roma che conteneva il nome completo) e a seguire un numero progressivo da 1 a 999 999 (si passerà poi all'introduzione di lettere, superato il milione).

Dopo l'approvazione del nuovo Codice della Strada (1928) le targhe non furono subito sostituite. A tutti coloro in possesso di una automobile fu inviato un Foglio di via provvisorio che li autorizzava a circolare con le vecchie targhe fino all'effettiva sostituzione della vecchia numerazione.

Modifiche[modifica | modifica wikitesto]

Questa è la lista delle principali fasi di modifica alle targhe durante questo lungo periodo:

  • Dal 1927 al 1932 sono in metallo, con sfondo nero e caratteri bianchi su una sola linea; il numero era sulla sinistra e la sigla della provincia sulla destra; dal 1928 sulle targhe posteriori appare anche il fascio littorio, mentre quelle anteriori erano a discrezione del proprietario e quindi variavano molto le une dalle altre. Le targhe della provincia di Roma, al posto della sigla provinciale riportavano fino al 1994 la scritta "Roma" per esteso.
  • Dal 1932 al 1976 sono sempre in metallo (o plastica dal 1963), con sfondo nero e caratteri bianchi su due linee; la sigla di individuazione della provincia è posta sulla prima riga assieme ai primi due numeri, mentre quelli successivi si trovano nella seconda riga; dal 1934 le targhe anteriori vengono prodotte dal CONI e riproducono i colori di quelle posteriori, ma sono molto più piccole e riportano la sigla provinciale dopo il numero. Le targhe emesse prima del 1932 vengono ristampate nel nuovo formato mantenendo la numerazione originale.
    • Dal 1943 al 1945 le targhe assegnate furono pochissime, vista anche la difficile situazione italiana; inoltre una legge specifica impediva l'acquisto di automobili da parte di privati.
    • Dal 1945 al 1948, con la caduta del fascismo, il fascio viene rimpiazzato dal simbolo dell'Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra (una corona di spine con tre baionette all'interno).
      La targa in uso dal 1951 al 1976.
    • Dal 1948 al 1951 nelle targhe sia anteriori che posteriori compare il simbolo della Repubblica Italiana, e cioè una stella a 5 punte all'interno di una ghirlanda e con al centro le lettere "RI". Un caso particolare fu quello della Provincia di Aosta che, divenuta regione autonoma, al posto dello stemma della Repubblica usò lo stemma della Regione; in concomitanza con questo cambiamento le targhe aostane di vecchio tipo vennero ritirate e la numerazione ricominciò da 1. Nel Territorio Libero di Trieste (conteso tra Italia e Jugoslavia) vengono usate delle targhe specifiche di formato italiano, ma con colori invertiti e con lo stemma di Trieste al posto di quello della Repubblica
    • Dal 1951 al 1976 cambiano i caratteri utilizzati (diventano più lineari) e le dimensioni delle targhe posteriori vengono ridotte a 275 mm × 200 mm. Non sono previste targhe posteriori su un'unica riga. Per la ridotta Provincia di Trieste, tornata all'Italia, come nel caso aostano, le targhe del territorio libero vengono ritirate e la nuova numerazione ricomincia da 1. Dal 1963 le targhe diventano di plastica, mantenendo le vecchie dimensioni. La prima targa di plastica italiana, RE 66715, viene apposta su una spiaggina Fiat 500 Ghia Jolly.
Rappresentazione schematica:
  MIU6
  9582  
targa della provincia di Milano
Targa del periodo 1976-1985
  • Dal 1976 al 1985 (l'effettiva data di introduzione varia, a seconda della provincia, tra il dicembre 1975 e il gennaio 1977) viene modificata la targa posteriore dei veicoli: si conserva lo sfondo nero, la sigla della provincia assume colore arancione e i caratteri alfanumerici sono in bianco, mentre la targa anteriore rimane completamente invariata. Le targhe posteriori sono composte da due parti, la prima con la sigla della provincia di appartenenza e la seconda con il numero progressivo e la ripetizione in piccolo della provincia prima del numero. La parte con la provincia viene fornita in due versioni, la prima con la sigla centrata e la seconda con la sigla spostata verso sinistra. La ragione è dovuta al fatto che in questo modo si può comporre la targa in modo da adattarsi alla forma del vano o dello spazio ad essa destinato. Sulle macchine progettate per le targhe precedenti, cioè di forma "quadrata", la sigla della provincia si pone sopra la parte con il numero; nelle macchine con vano targa rettangolare allungato la parte con la sigla della provincia si monta a sinistra della parte numerica. Con il nuovo tipo di targhe viene quindi introdotto anche in Italia il formato rettangolare con numeri e lettere su un'unica riga (all'epoca l'Italia era l'unico Paese Europeo a non prevederlo), risolvendo i problemi di posizionamento della targa sulle auto di produzione straniera; in breve tale formato verrà preferito al vecchio anche dai costruttori italiani, sia per i nuovi modelli (come la Fiat Ritmo) che per i restyling di quelli già esistenti (come la Fiat 127 o l'Alfa Romeo Alfasud).
Rappresentazione schematica:
  MI 12345E  
targa della provincia di Milano
ROMAT23456 
targa della provincia di Roma
Targa automobilistica della provincia di Verona
  • Tra il 1985 e il 1994 si ritorna al metallo, poiché la plastica era meno resistente alle intemperie e facilmente deformabile, con caratteri neri su sfondo bianco riflettente; la targa anteriore, che dal 1934 era rimasta molto piccola, viene decisamente ingrandita, anche se non portata alle stesse dimensioni dei due pezzi della targa posteriore, come invece accadeva nella maggior parte degli stati europei. Le dimensioni delle targhe posteriori restano invariate. Anche in questo caso la data di introduzione delle nuove targhe è puramente indicativa e la data reale cambia da provincia a provincia: Roma adottò il nuovo formato in maggio con la targa Roma-50001H (mai emessa, ma tuttora conservata a scopo espositivo), Genova ritardò qualche mese (fino ad ottobre) il passaggio per raggiungere la "cifra tonda" GE-A00000 (ultima targa emessa con il vecchio formato), tuttavia l'ultima provincia ad emettere targhe nere fu Aosta, nel dicembre 1985.
Rappresentazione schematica:
  MI 12E456  
targa della provincia di Milano
ROMA1T3456 
targa della provincia di Roma

Sistema di numerazione[modifica | modifica wikitesto]

  • La numerazione della prima serie andava da 0 fino a 999999, senza lettere né zeri davanti; nelle nuove province introdotte negli anni sessanta così la targa poteva avere meno di 6 cifre, anche se proprio con le province di Pordenone (1967) e Isernia (1970) vennero introdotti per la prima volta gli zeri all'inizio, che furono introdotti in seguito anche in tutte le altre province per evitare facili contraffazioni. Le targhe di Pordenone e Isernia sono iniziate con 0001; nella Provincia di Oristano le prime 99 targhe avevano 6 cifre (compresi gli zeri) mentre le successive ne avevano solo 5. Le targhe a sfondo riflettente sono state stampate solo in formato a 6 cifre.
  • In alcune province più popolose questa numerazione non fu più sufficiente (Milano, Roma, Torino, Genova, Bergamo, Brescia, Como, Varese, Padova, Verona, Treviso, Bologna, Modena, Firenze, Napoli, Bari, Palermo, Catania) e si dovette ricorrere a una lettera in prima posizione (esempio: A11111). Vennero saltate da questa serie le lettere C, I, J, O e Q; le altre sono nel giusto ordine alfabetico se si eccettua la fine dell'alfabeto, dove l'ordine delle ultime lettere è stato (per tutte le provincie) V, Z, X, Y, W.
  • Terminata anche questa serie (Milano, Roma, Torino), si passò a porre la lettera in ultima posizione (esempio: 11111A), saltando oltre alle lettere precedenti anche B, K e U e usando l'ordine alfabetico corretto.
  • Nelle province più grandi (Roma e Milano) si è dovuto successivamente ricorrere a spostare la lettera in seconda posizione (esempio: 1A1111). Da questa serie, oltre alle lettere saltate nella prima serie alfanumerica, viene esclusa anche la B (vengono invece reintrodotte la U e la K).
  • Milano è stata l'unica provincia italiana ad esaurire anche le lettere in seconda posizione, passando a mettere la lettera A e D in terza posizione (esempio: 11A111); Milano, quindi, è l'unica provincia italiana a contenere nelle targhe MI sia le lettere in prima posizione, che in sesta posizione, in seconda ed in terza, arrivando fino all'ultimo numero attribuito con questo sistema, 01D000, che è quindi il massimo a cui si sia arrivati in Italia.

1994-1999[modifica | modifica wikitesto]

La targa automobilistica introdotta nel 1994

Dal 2 marzo 1994 al 12 settembre 1999 l'aspetto esteriore rimane pressoché invariato (in metallo, caratteri neri su sfondo bianco), ma la targa posteriore torna ad essere costituita da un'unica placca e viene rivoluzionato il sistema di numerazione: scompare la sigla della provincia e la targa si compone di una combinazione di sette caratteri alfanumerici costituiti da lettere nelle prime due e nelle ultime due posizioni e numeri nelle tre posizioni centrali (Esempio: AB123CD). L'ordine è seriale per i tre numeri e poi per le quattro lettere, cosicché la targa AA999AA segue la targa AA998AA e precede la targa AA000AB.

Vengono utilizzate in totale 22 lettere (quelle dell'alfabeto inglese ad esclusione di I, O, Q e U) che formerebbero un totale di 234 256 000 possibili combinazioni. In realtà sussiste il rischio che altre categorie di targhe automobilistiche replichino alcune combinazioni alfanumeriche delle targhe ordinarie, per cui alcuni abbinamenti di lettere sono stati esclusi. Fino a settembre 2010 le combinazioni ambigue già esaurite sono quelle che cominciano con CC (possono replicare le targhe dei veicoli del Corpo Consolare) e con CD (possono replicare le targhe dei veicoli di Corpi Diplomatici); le targhe che sarebbero iniziate con la combinazione EE (che avrebbero potuto replicare le targhe dei veicoli degli escursionisti esteri), sono state saltate per via dell'ambiguità. Le serie CC e CD sono invece state regolarmente sfruttate generando non pochi problemi in fase di rilevamento delle infrazioni con metodi automatici.

Rappresentazione schematica:

 AB 123 CD 

Le targhe vengono assegnate alle province a lotti, seguendo indicativamente la frequenza di immatricolazioni. L'introduzione del sistema di numerazione avvenne quindi gradualmente, via via che le singole province esaurivano le targhe obsolete: le prime immatricolazioni avvennero nelle province di Ancona, Asti e Bergamo il 2 marzo del 1994 e recavano le combinazioni AA 000 DA, AB 000 MD e AA 000 DK, il lotto inaugurale con la combinazione AA 000 AA fu invece assegnato alla provincia di Terni. Fino al 1999 fu concesso alle province istituite nel 1992 e 1993 (Biella, Verbano Cusio Ossola, Lecco, Lodi, Rimini, Prato, Crotone, Vibo Valentia) e ad altre province con cospicue rimanenze di targhe di vecchio tipo (come Viterbo, Isernia e Benevento) di continuare a distribuire targhe appartenenti al precedente sistema di numerazione: erano i proprietari dei veicoli da immatricolare che potevano scegliere il tipo di targa. In questo modo anche le nuove province poterono vantare la targa con la sigla automobilistica "provinciale" per alcune migliaia di veicoli (fino a un massimo di 12 000 per ogni nuova provincia).

In virtù della distribuzione a lotti delle targhe anche questo sistema di numerazione consente di risalire alla provincia di prima immatricolazione, sempre che non vi siano stati "prestiti" fra le province per sopperire a ritardi nelle consegne o a consumi anomali. Utilizzano comunque gli stessi lotti di targhe le province di Firenze e Prato in quanto condividono l'ufficio della Motorizzazione Civile.

A richiesta vengono fornite delle targhe posteriori, dette "quadrotte", con proporzione base/altezza vicina ad 1 (altezza 20 cm e larghezza circa 35 cm). In questo caso la targa posteriore è costituita da due righe e risulta più facilmente montabile, ad esempio, su vetture storiche progettate per le vecchie generazioni di targa quadrata quando queste necessitino di nuova immatricolazione o su certi modelli di autocarri e fuoristrada il cui portatarga posteriore ha dimensioni che meglio si adattano alle "quadrotte".

Rappresentazione schematica di una targa quadrata:

ZA
000 AA

Sinora il numero di autoveicoli immatricolati ha fatto sì che la prima lettera avanzasse di una unità ogni circa 4 anni. A dicembre 2013 sono state rilasciate circa 51 milioni di combinazioni numeriche (da AA000AA a ET999ZZ). Se dovesse mantenersi inalterata l'attuale media la numerazione sarebbe sufficiente per vari decenni ancora arrivando grosso modo agli anni 2074/2075.[senza fonte]

Alcune combinazione sono riservate a usi specifici: sin dall'origine (1994) le combinazioni inizianti per Z (a partire da ZA000AA) sono assegnate alle targhe quadrate. Dal 2009 le targhe dei mezzi di polizia locale riportano le combinazioni inizianti per Y. Dal 2013 i rimorchi impiegano targhe inizianti per X.

1999[modifica | modifica wikitesto]

La nuova targa della provincia di Bolzano con bande blu ai lati.

La mancanza della sigla della provincia non era gradita a molti italiani, per cui dal 13 gennaio 1999 avvenne una ulteriore revisione, che lasciò invariato il sistema di numerazione, cambiando invece l'estetica della targa. Le nuove targhe hanno due fasce blu ai lati: su quella sinistra sono presenti in colore giallo le 12 stelle dell'Unione europea e in colore bianco la lettera I dell'Italia: ciò elimina l'obbligo di attaccare l'ovale con la sigla nazionale, che spesso provocava confusione. Sulla banda destra invece, in alto sono presenti in colore giallo due cifre che indicano l'anno della prima immatricolazione, in basso è possibile applicare in colore bianco la sigla della provincia di residenza dell'intestatario. Anno e sigla di provincia sono adesivi e vengono generalmente applicati al momento dell'immatricolazione, o, se non applicati, consegnati al proprietario assieme al libretto di circolazione del veicolo. Spesso la sigla di provincia non viene apposta se il proprietario del veicolo non la richiede o se il veicolo non è stato immatricolato nella provincia di residenza. Per le provincie autonome a Statuto speciale di Trento, Bolzano e Aosta sono presenti gli stemmi provinciali o regionali sopra la seconda lettera, che viene per questo riportata in dimensioni ridotte (foto). Per effetto delle nuove bande laterali, queste targhe sono di 3 cm più larghe delle precedenti, mentre i caratteri sono più massicci; queste le dimensioni esatte:

  • Anteriore: 360 mm × 110 mm
  • Posteriore su una riga: 520 mm × 110 mm
  • Posteriore su due righe: 297 mm × 214 mm

Le targhe con le due fasce blu ai lati sono state introdotte a partire da BB 000HH, assegnato a Varese, per quanto riguarda quelle su una sola riga e da ZA 400LV per quelle su due righe.

Rappresentazione schematica della targa attuale:

I EX 045MG UD

Rappresentazione schematica della targa quadrata attuale:

I ZB BL
123AB

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1º gennaio 2003, è stata introdotta la possibilità di ottenere targhe personalizzate; tuttavia esse devono rimanere all'interno dell'attuale sistema di numerazione ed è previsto un costo aggiuntivo rispetto alle targhe normali. Non è ancora stato emanato il regolamento di esecuzione, pertanto tali targhe non sono ancora state emesse.

Dal 15 marzo 2004 è stata liberalizzata la stampa delle targhe di prova, agli studi di consulenza automobilistica abilitati, con combinazioni alfanumeriche scelte dal possessore.

Dal 2003 viene inoltre modificata la filigrana delle targhe, precedentemente P.G.S. A/B 1/2, (ovvero Provveditorato Generale dello Stato, A o B sono due diversi tipi di patina, 1 e 2 se la patina è bianca o gialla), ora M.E.F. A/B/C 1/2 ovvero Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Nel 2010 viene saltata l'intera serie avente come combinazione iniziale le lettere EE, per evitare di confondere le targhe con quelle degli escursionisti esteri; al numero ED999ZZ è quindi seguito EF000AA.

Le targhe degli altri veicoli[modifica | modifica wikitesto]

Targa di vecchio tipo per macchine operatrici appartenente ad un mezzo speciale per la manutenzione stradale.

Autocarri, autobus e veicoli assimilabili utilizzano le stesse targhe destinate alle automobili. Altre categorie di veicoli (motocicli, macchine agricole, macchine operatrici, rimorchi e filobus) hanno invece targhe specifiche. In passato anche le targhe per questi particolari veicoli, come quelle per le automobili, erano emesse su base provinciale; a partire dal 1994 è stato introdotto per ogni tipo di targa (tranne che per i filobus) un sistema di numerazione unico per tutta Italia, tuttavia, a causa del basso numero di veicoli speciali immatricolati, molte provincie hanno continuato per molti anni a distribuire targhe di vecchio tipo per smaltire le scorte.

Macchine agricole[modifica | modifica wikitesto]

Le macchine agricole possiedono una targa propria (solo posteriore): il tipo attuale (entrato in vigore nel 1994) ha una forma quadrata e uno sfondo giallo con caratteri di colore nero, la numerazione è di tipo AB-123C. Esiste anche una targa specifica per i rimorchi agricoli (se di massa complessiva di almeno 1,5 t) che ha gli stessi colori e la stessa numerazione delle targhe agricole, ma ha forma rettangolare (come le normali targhe per rimorchi) e riporta in alto la scritta "RIM. AGR." in lettere rosse; in ogni caso deve essere affiancata dalla "targa ripetitrice", ossia un duplicato di quella del mezzo trainante contrassegnato da una R rossa. Tra il 1985 e il 1994 le targhe avevano lo stesso aspetto ma numerazione diversa (con la sigla della provincia ed un numero progressivo), prima del 1985 avevano lo sfondo verde e i caratteri bianchi.

Macchine operatrici[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1994 le macchine operatrici dispongono di una targa posteriore quadrata a caratteri rossi che segue la numerazione AB-C-123. Per le macchine operatrici trainate da altri mezzi esiste una targa specifica simile a quella dei rimorchi agricoli, ma che segue la numerazione delle targhe per macchine operatrici e riporta in alto la scritta "MACC. OP.", anche in questo caso è necessaria la targa ripetitrice. Tra il 1992 e il 1994 queste targhe avevano lo stesso formato e gli stessi colori delle targhe attuali, ma seguivano una numerazione diversa, legata alla provincia; prima del 1992 le macchine operatrici erano sprovviste di targa o immatricolate in altre categorie.

Motoveicoli[modifica | modifica wikitesto]

Targa di motoveicoli della Provincia di Milano d'inizio Novecento
 38
 132 
Targa di motocicletta.

Per quanto riguarda i motoveicoli di cilindrata superiore ai 50 c la targa è, secondo l'ultima revisione (1999), di forma rettangolare, disposta su due righe, con caratteri neri su fondo bianco riflettente. Sulla prima riga, oltre a due lettere, sui lati vi sono bande blu recanti le 12 stelle dell'Unione europea e la lettera I dell'Italia sul lato sinistro e sulla banda destra invece sono presenti l'anno di immatricolazione e la sigla della provincia di immatricolazione, mentre sulla seconda riga vengono riportate 5 cifre.

Rappresentazione schematica:

I DX MI
01234
Targa di un motoveicolo immatricolato nella provincia di Milano, con caratteri in uso fino agli anni cinquanta
Targa di un motoveicolo immatricolato nella provincia di Milano, con caratteri in uso fra gli anni cinquanta e gli anni ottanta

In passato le targhe motociclistiche hanno avuto anch'esse una numerazione legata alle sigle provinciali.[9] In tutte le sue edizioni la targa della motocicletta ha conservato la disposizione dei caratteri e delle cifre su due righe.

Nelle prime 99 targhe di ogni provincia (salvo alcune eccezioni per le province di più recente istituzione) compariva prima il numero e poi la sigla di provincia. Per i numeri successivi la targa era in grado di ospitare fino a sei cifre di immatricolazione: le ultime 4 venivano disposte sulla riga inferiore, la prima e la seconda quando presenti (con eventuali zeri di riempimento) erano disposte dalla prima riga alla destra dei due caratteri della sigla di provincia. La disposizione era quindi analoga a quella utilizzata per gli autoveicoli. Fino al 1933 avevano caratteri bianchi su sfondo nero; in quell'anno le targhe precedentemente emesse vennero sostituite con altre di nuovo tipo con sfondo bianco e caratteri blu. Tra il 1933 e il 1985, le targhe ricevettero solo piccole modifiche: negli anni quaranta venne introdotto il simbolo della Repubblica Italiana, negli anni cinquanta vennero revisionati i caratteri, negli anni sessanta si passò dal metallo alla plastica. Nel 1985, cioè con la corrispondente revisione dell'aspetto e della foggia delle targhe automobilistiche, le targhe per motocicli adottarono i caratteri neri e lo sfondo riflettente.

Durante l'uso della numerazione legata alle sigle provinciali nessuna provincia ha immatricolato fino a 1 000 000 di motocicli, dunque non è stato necessario ricorrere a combinazioni alfanumeriche per gestire le immatricolazioni delle province più popolose.

A partire dal 1994 il sistema di numerazione si è adeguato ai criteri descritti nel primo paragrafo, i due caratteri non rappresentano più la provincia ma una combinazione alfanumerica che varia in maniera analoga a quella delle targhe automobilistiche. Per evitare duplicazioni non vengono utilizzate le combinazioni alfabetiche che sono identiche alle sigle provinciali in vigore nel 1993. Anche per i motocicli dal 1994 al 1999 non era più riportata la sigla di provincia e la disposizione dei caratteri era: sulla prima riga 2 lettere e una cifra, sulla seconda riga le restanti 5 cifre.

Le targhe per motocicli si applicano anche ai veicoli ad essi assimilati, ovvero motocarri e mototrattori di cilindrata superiore a 50 cm³ ed ai quadricicli.

Ciclomotori[modifica | modifica wikitesto]

La targa per ciclomotori in uso dal 1993 al 2006.
La targa dei ciclomotori in uso dal 14 luglio 2006.

I motocicli di cilindrata inferiore ai 50 c e non omologati per il trasporto di un passeggero avevano una targa propria (o contrassegno di circolazione) legata al proprietario del veicolo e non al mezzo; ciò permetteva di poter utilizzare la stessa targa su mezzi diversi. Queste targhe erano caratterizzate da forma esagonale e sfondo bianco, con una combinazione di cinque caratteri neri (lettere e numeri) disposti sue due righe, due sulla prima e tre sulla seconda. Erano state introdotte a partire dal 1º ottobre 1993 e l'immatricolazione riguardava, da quel momento, sia i veicoli nuovi che quelli antecedenti a tale data; la prima targa di questo sistema è stata 00 001, e procedevano nell'ordine secondo cui prima venivano i numeri dallo zero al nove, e poi le lettere dalla A alla Z: ad esempio dopo la targa 45 678, è venuta la 45 679 e dopo ancora la 45 67A. Una volta arrivati in questo modo alla 45 67Z, si è passati alla 45 680. Questo sistema arrivò alla stampa fino alla combinazione AF080, dopodiché si passò ad un nuovo sistema.

Il 14 luglio 2006 è stato introdotto un nuovo tipo di targhe, legato al veicolo e non più al proprietario. Le targhe sono caratterizzate da forma quadrata e sfondo bianco, con una combinazione di sei caratteri neri (20 lettere e 8 numeri) disposti su due righe da tre caratteri ciascuna; i caratteri 0, 1, A, E, I, O, Q, U, non vengono utilizzati. La prima targa del nuovo sistema è stata quindi X22222 assegnata alla provincia di Palermo. Il criterio di numerazione è di 6 caratteri in base 28 (8 numeri e 20 lettere), che formano un totale di 481 890 304 possibili combinazioni mentre il sistema precedente era di 5 caratteri in base 32 (10 numeri e 22 lettere). La lettera X in testa alla sequenza serve solo da discrimine alfanumerico tra targhini e nuove targhe. Entro il 13 febbraio 2012 tutte le targhe ciclomotori 1º tipo, ovvero i "targhini" a 5 caratteri, avrebbero dovuto essere rimpiazzate dalle nuove targhe a 6 caratteri, stabilendosi dunque definitivamente il legame indissolubile tra targa e veicolo e abolendosi la possibilità di spostare il targhino tra vari ciclomotori. A luglio 2011 ne erano state rilasciate circa 2 500 000.

Le targhe per ciclomotori si applicano anche ai veicoli ad essi assimilati, ovvero motocarri e mototrattori di cilindrata inferiore a 50 cm³ ed ai quadricicli leggeri.

Rimorchi[modifica | modifica wikitesto]

Targa per rimorchi del tipo 1994-2013.

Fino al 1959 i rimorchi presentavano targhe simili a quelle automobilistiche ma contraddistinte dalla scritta "rimorchio" sulla riga inferiore[10].

Dal 1959 fino al 2013 le targhe per rimorchi hanno sempre avuto un formato simile alle coeve targhe anteriori degli autoveicoli; fino al 1993 erano esposte sul lato destro del rimorchio e riportavano in alto la scritta 'rimorchio' e più in basso il codice provinciale e un numero progressivo. Le targhe emesse a partire dal '94 erano invece composte, come quelle motociclistiche, da due lettere e cinque numeri. Si presentano bianche con caratteri neri, su un'unica fila, mentre sulla fila superiore c'è scritto in rosso "RIMORCHIO". Le coppie di lettere corrispondenti alla sigla di una provincia non venivano saltate, contrariamente alle targhe per motocicli, causando a volte confusioni con le precedenti targhe a base provinciale. Dal 1993 le targhe vengono esposte sul lato posteriore dei rimorchi. Dal 1959 al 2013 i rimorchi hanno sempre dovuto esporre, accanto alla targa propria, la targa ripetitrice del veicolo che li trainava, contrassegnata da una R rossa e con sfondo giallo.

Dal 20 febbraio 2013 è previsto che i rimorchi di nuova immatricolazione siano muniti soltanto di una targa di immatricolazione simile a quella posteriore degli autoveicoli, senza più targa ripetitrice che resterà però obbligatoria per i carrelli appendice e per i rimorchi ancora immatricolati con targhe di vecchio tipo. Lo prevede il dpr n. 198/2012 che, fra l’altro, modifica il regolamento di esecuzione e attuazione del codice della strada. La targa è del tipo "XA 000 AA" dove la lettera "X" è fissa mentre i restanti caratteri saranno progressivi. La targa ripetitrice dovrebbe restare obbligatoria per i rimorchi immessi in circolazione prima del 20 febbraio 2013, non reimmatricolati dopo tale data, e per i carrelli appendice. Resteranno esclusi dalle nuove norme i veicoli immatricolati in data antecedente al 1º ottobre 1993. Infatti, come era stato chiarito dal Ministero dell’interno con la circolare prot. numero 300/A/21050/105/20/1 del 10 gennaio 1994, l’articolo 235, comma 7, del codice della strada contiene una norma transitoria che di fatto consente ai rimorchi immatricolati fino al 30 settembre 1993 di sottostare alla disciplina previgente a quella del d.lgs. n. 285/1992, con il posizionamento della targa di immatricolazione sul lato destro del veicolo e della targa ripetitrice sul lato posteriore. Il lotto inaugurale con la combinazione XA 000 AA è stato attribuito alla provincia di Agrigento rilasciata il 27 febbraio 2013. Per il momento non si ha notizia di targhe per rimorchi in formato su due righe.

Rappresentazione schematica della targa attuale:

I XA 735ED FI

Filobus[modifica | modifica wikitesto]

I filobus utilizzano una targa dedicata. Si tratta di una targa rettangolare (320 mm × 115 mm) con fondo blu e testo in bianco su una sola riga. La numerazione è costituita dalla sigla automobilistica della provincia (di due lettere, anche per Roma), dal logo dell'azienda esercente ed il numero del mezzo a tre cifre (una sola cifra ad Ancona). Se il mezzo ha una matricola a quattro cifre (come a Roma, a Genova e su alcuni mezzi di Bologna) la prima viene omessa. Se nella stessa provincia ci sono due aziende con veicoli con la stessa matricola la loro targa differisce solo nel logo, mentre le cifre sono uguali in entrambe (al momento succede solo a Napoli). Fino agli anni cinquanta hanno circolato con normali targhe per automobili.

Targhe militari[modifica | modifica wikitesto]

Targa attuale della Marina Militare

Nel 1905 una Istruzione sul servizio automobilistico prescriveva per i veicoli appartenenti alle Forze Armate, una targa metallica bianca riportante la sigla in rosso S.zio M.re (abbreviazione di "Servizio Militare") seguita da un numero di tre cifre in nero. Nel 1909 tale disposizione venne però contraddetta dall'articolo 23 del Regio Decreto 29 luglio 1909 che prevedeva anche per i veicoli militari l'immatricolazione con normale targa civile. L'anno successivo, il Regio Decreto 612 del 31 agosto 1910 concedeva ai veicoli militari l'esenzione dalla tassa di circolazione, prevedendo però l'obbligo di affiancare alla targa civile una targa riportante la scritta "SERVIZIO MILITARE". Il regio decreto n. 811 del 2 luglio 1914 pone fine a questa situazione contraddittoria disponendo che le Forze Armate immatricolassero i propri veicoli. Successivamente, l'articolo 26 del regio decreto n° 1814 del 29 luglio 1927, attuativo del Pubblico registro automobilistico, esclude dall'iscrizione al PRA i veicoli "in uso ai corpi armati dello Stato", inclusi quelli dei vigili del fuoco, della Croce Rossa Italiana e Sovrano militare ordine di Malta. Ogni Corpo adottò inizialmente una sigla identificativa ed un sistema proprio di numerazione.

Targhe militari non più in uso[modifica | modifica wikitesto]

Queste sono le targhe delle forze armate e di polizia non più in uso[11]:

AdC Agenti di Custodia (1890-1990)
MdS Milizia Nazionale della Strada (1928-1943)
MNF Milizia Nazionale Forestale (1935-1943)
MP Milizia Portuaria (1926-1943)
MVSN Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (1924-1943)
PAI Polizia dell'Africa Italiana (1937-1945)
RA Regia Aeronautica (1927-1946)
ROETOoppure RE Regio Esercito (fino al 1948)
RGF Regia Guardia di Finanza (1927-1946)
RM Regia Marina (1927-1946)
S.zio M.re oppure S.M. Servizio Militare (per tutte le Armi, 1905-1930)
SR Servizio Reale
TSM Servizio Militare in Tripolitania italiana
UNPA Unione Nazionale Protezione Antiaerea (1934-1945)

Targhe militari attuali[modifica | modifica wikitesto]

La targa attuale dei Carabinieri.

Le targhe militari a partire dal 1997 hanno adottato un sistema di numerazione del tipo EI AA 000, in sostituzione del vecchio sistema EI 000 AA probabilmente per non creare confusione con il nuovo sistema delle targhe civili (AA 000 AA).

Le sigle attualmente in uso sono:

AM Aeronautica Militare
CC Arma dei Carabinieri
CFS Corpo Forestale dello Stato
CF Corpo Forestale (dal 2000, solo regioni a statuto speciale)
CP Capitaneria di Porto e Guardia Costiera
CRI Croce Rossa Italiana
EI Esercito Italiano
GdF Guardia di Finanza
MM Marina Militare
SMOM ACISMOM, CISOM (utilizzate in entrambi i casi raramente)[12]
VF Vigili del fuoco

Corpo Forestale dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Adotta targhe con sigla CFS in rosso seguita dalla combinazione alfanumerica del tipo 123 AB

  • targa C.F.S. attuale
 CFS 123 AB 

Corpo Forestale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2000 nelle regioni a statuto speciale, dove il Corpo Forestale dello Stato non è presente, si adotta per i Corpi Regionali, una targa del tipo CF 000 XX, dove XX è la sigla della Provincia di appartenenza in rosso. Dal 2001 nella provincia autonoma di Bolzano e in Sardegna si adottano rispettivamente le numerazioni CF FD 000 e CF VA 000, con la parte alfabetica in rosso e i numeri in nero. FD sta per "Forst Dienst" ("servizio forestale", in tedesco, seconda lingua nella Provincia Autonoma di Bolzano) e VA per Vigilanza Ambientale.

Provincia autonoma di Bolzano:

 CF FD 123 

Sardegna:

 CF VA 123 

Croce Rossa Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Targhe automobilistiche della Croce Rossa Italiana.

I mezzi della Croce Rossa Italiana, essendo considerati mezzi militari (al contrario di quelli delle altre pubbliche assistenze) sono dotati di targa dedicata. La sequenza numerica (ad esempio CRI 15319) è stata sostituita da quella alfanumerica del tipo "A 000 A" (ad esempio CRI A739C). La sigla CRI è in rosso seguita dal simbolo della Croce Rossa, sempre in rosso, e la numerazione in nero. Inoltre dal 2007 è stato introdotto un nuovo sistema di immatricolazione per questi mezzi, con targhe del formato CRI 123AA.

Rappresentazione schematica:

  • targa C.R.I. fino al 2007
 CRI A 350 C 
  • targa C.R.I. attuale
 CRI 926 AA 

Esistono targhe "C.R.I." anche nel formato per motociclette e targhe "C.R.I." per rimorchi.

Motociclette[modifica | modifica wikitesto]

Le targhe per i motocicli della Croce Rossa Italiana sono rettangolari, su due righe: sulla prima la sigla "CRI" in rosso seguita dal simbolo della Croce Rossa e sulla seconda riga il numero di immatricolazione di tre o quattro cifre. Queste targhe sono utilizzate anche per le roulotte e per i ciclomotori.

Rappresentazione schematica:

 CRI
 1234 


Esercito Italiano[modifica | modifica wikitesto]

La targa attuale dell'Esercito Italiano.

Le targhe per i veicoli dell'Esercito Italiano, caratterizzate dalla sigla EI in rosso e dal fondo bianco, sono state introdotte nel 1947. La versione attualmente in uso è quella del 1996. Fino al 2000 questa serie di targhe identificava anche i veicoli appartenenti all'arma dei Carabinieri, che a seguito dello scorporamento dall'esercito italiano è divenuta forza armata autonoma adottando per i propri veicoli le targhe a serie CC.

 EI AB 123

Veicoli storici[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2004 sono state emesse le targhe riservate ai veicoli storici dell'Esercito Italiano che non dispongono più della targa originale. Le prime due lettere della numerazione progressive sono sostituite dalla sigla VS (veicolo storico) in verde.

 EI VS  123 

ACISMOM[modifica | modifica wikitesto]

Targa "SMOM" su un veicolo dell'ACISMOM

La targa SMOM (acronimo di Sovrano militare ordine di Malta) è riservata ai veicoli dell'Associazione dei cavalieri italiani del sovrano militare ordine di Malta (ACISMOM).[13] I veicoli dei vertici del Sovrano militare ordine di Malta circolano invece con targa diplomatica italiana, essendo lo SMOM un soggetto di diritto internazionale. Le targhe riportano la sigla "SMOM" in rosso seguita da una numerazione a due cifre attualmente in nero ma precedentemente in rosso; sono emesse dal Ministero della Difesa italiano.

 SMOM 10 

Vigili del fuoco[modifica | modifica wikitesto]

La targa utilizzata dai mezzi dei Vigili del Fuoco.

I mezzi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco utilizzano targa dedicata a partire dal 1º agosto 1938, precedentemente a questa data utilizzavano targhe civili. Da allora hanno subito leggere modifiche, ma sostanzialmente sono sempre state caratterizzate dalla sigla VF (vigili del fuoco) in rosso e dalla numerazione in nero. La targa attuale, introdotta nel 2002, è composta dalla sigla VF in rosso seguita dalla numerazione progressiva a 5 cifre con caratteri neri. Le due parti sono separate da uno spazio in cui compare un piccolo stemma della Repubblica Italiana.

 VF 12345 

Rimorchi[modifica | modifica wikitesto]

I rimorchi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco hanno una targa simile a quella dei veicoli, ma con numerazione a 4 cifre ed una lettera "R" (che sta per "rimorchio"), più piccola degli altri caratteri, tra la sigla VF e la numerazione progressiva.

 VF R 1234 

Vigili del fuoco della Provincia autonoma di Trento e Bolzano[modifica | modifica wikitesto]

Targa attuale dei vigili del fuoco nella Provincia autonoma di Trento

I mezzi assegnati al Comando provinciale dei vigili del fuoco della Provincia autonoma di Trento e della Provincia autonoma di Bolzano adottano una targa simile a quella nazionale, in cui la numerazione progressiva è alfanumerica, costituita da 3 caratteri seguiti dalla sigla fissa "TN" oppure "BZ", sigla automobilistica della ciascun Provincia. La numerazione era inizialmente costituita da una lettera e due cifre (da A00 a Z99), con l'esaurimento della numerazione si è spostata la lettera in seconda posizione iniziando da 0A1. Oltre allo stemma della Repubblica, tra la sigla VF e la numerazione progressiva, compare lo stemma della Provincia di Trento o quello della Provincia di Bolzano.

 VF 0A1 TN 
 VF 0A1 BZ 

Targhe ministeriali[modifica | modifica wikitesto]

Polizia[modifica | modifica wikitesto]

La targa in vigore della Polizia di Stato.
La targa anteriore della Polizia Penitenziaria.

Ai sensi dell'articolo 93 comma 11 del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, le targhe destinate ai veicoli di polizia stradale vengono rilasciate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su richiesta del corpo che utilizza il veicolo da immatricolare. La Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria usano targhe in cui è riportato per esteso, in colore rosso, al di sopra della numerazione, rispettivamente POLIZIA e POLIZIA PENITENZIARIA.

Polizia locale[modifica | modifica wikitesto]

Targa attuale per le autovetture della Polizia locale

Le targhe per i veicoli utilizzati dai corpi di polizia locale (provinciale e municipale) sono state adottate con regolamento del 27 aprile 2006 del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti[14]. Queste targhe hanno dimensioni e foggia analoghe a quelle civili, sebbene i caratteri alfanumerici abbiano dimensioni più piccole delle targhe normali, e portano inoltre la scritta per esteso "POLIZIA LOCALE" in colore blu, sopra la numerazione progressiva. Quest'ultima per le autovetture è del tipo "YA 000 AA" dove la lettera "Y" è fissa mentre i restanti caratteri saranno progressivi. Il lotto inaugurale con la combinazione YA 000 AA è stata attribuita alla provincia di Ancona avvenuta in data 19 gennaio 2009.

Motocicli[modifica | modifica wikitesto]

Targa attuale per i motocicli della Polizia locale

Le targhe per i motocicli di polizia locale sono di forma quadrata, con numerazione progressiva del tipo "YA 00000" disposta su due righe, dove la lettera "Y" è fissa. Riportano la scritta per esteso "POLIZIA LOCALE" in colore blu, tra le due righe della numerazione.

Ciclomotori[modifica | modifica wikitesto]

Le targhe per i ciclomotori di polizia locale hanno numerazione del tipo "Y00 000" su due righe, riportano la sigla "PL" in blu in alto a sinistra.

Dipartimento della Protezione Civile[modifica | modifica wikitesto]

Le targhe DPC sono riservate ai veicolo appartenenti al Dipartimento della Protezione Civile del Ministero Dell'Interno, con sede a Roma. I mezzi appartenenti alle varie componenti della Protezione civile in Italia hanno invece normale targa civile. Le targhe DPC sono state previste per la prima volta dall'articolo 138 comma 11 del Nuovo Codice della Strada; recano la sigla DPC in rosso e numerazione del tipo "A 0000", su una sola riga in campo bianco rifrangente. Per dimensioni sono identiche alle targhe civili, la targa posteriore può però essere di dimensioni pari a quella anteriore.

Rappresentazione schematica:

 DPC X 1234 

Targhe per rimorchi adibiti a ricovero di emergenza[modifica | modifica wikitesto]

Esistono targhe speciali riservate alle roulotte del Dipartimento di Protezione Civile adibite a ricovero di emergenza per gli sfollati a seguito di una catastrofe. La targa è rettangolare con scritte nere su fondo bianco e reca la dicitura, per esteso su tre righe: "DIPARTIMENTO DI PROTEZIONE CIVILE RICOVERO DI EMERGENZA". La numerazione occupa la quarta riga ed è del tipo XX 0000 dove le prime due lettere sono la sigla automobilistica della provincia in cui si trova il deposito (detto C.A.P.I. ovvero Centro assistenziale di pronto intervento) a cui è assegnato il veicolo, mentre le quattro cifre successive costituiscono la numerazione progressiva.

Rappresentazione schematica:

DIPARTIMENTO
PROTEZIONE CIVILE
RICOVERO DI EMERGENZA

RM 0123

Protezione Civile Provinciale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 sono state introdotte targhe speciali per i veicoli degli organismi di protezione civile delle provincie autonome di Bolzano e Trento:

Protezione Civile di Bolzano[modifica | modifica wikitesto]

Targa attuale per i veicoli della Protezione Civile provinciale di Bolzano

Sono di formato analogo alle attuali targhe per gli autoveicoli privati, con le fasce blu agli estremi. La numerazione reca le sigle fisse, in rosso, PC ("Protezione Civile") e ZS ("Zivilschutz", ovvero "Protezione Civile" in tedesco) separate dallo stemma della Repubblica Italiana, seguite dal numero progressivo costituito da una cifra e due lettere. La fascia blu di destra, riporta in basso la sigla provinciale Bz sormontato dallo stemma della provincia.

Rappresentazione schematica:

I PC ZS0FZ Bz

Protezione Civile di Trento[modifica | modifica wikitesto]

Targa attuale per i veicoli della Protezione Civile provinciale di Trento

Sono assegnate ai veicoli dell'ente di Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento. Sono di formato analogo alle attuali targhe per gli autoveicoli privati, con le fasce blu agli estremi. La numerazione reca le sigle fisse, in rosso, PC ("Protezione Civile") seguita dal numero progressivo costituito da due cifre ed una lettera e dalle due lettere (fisse) TN della sigla automobilistica. La fascia blu di destra riporta in alto le ultime due cifre dell'anno di immatricolazione (come per le targhe civili) ed in basso il logo triangolare della Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento. Tra le lettere PC e la numerazione si trovano due piccoli stemmi: quello della Repubblica Italiana e quello della Provincia di Trento. Approvata con Decreto del Presidente della Provincia di Trento 9 ottobre 2001, n. 32-83/Leg ai sensi dell'articolo 138 del Codice della Strada.

Rappresentazione schematica:

I PC  B61TN 

Targhe per le Forze Alleate in Italia (AFI)[modifica | modifica wikitesto]

Targa AFI, ora non più in uso, utilizzata a Napoli.

Le targhe AFI e AFI OFFICIAL (AFI è l'acronimo di Allied Forces Italy) sono utilizzate per i mezzi delle forze NATO in Italia e per quelli privati del personale dei Paesi della NATO che vi presta servizio. Sono inoltre assegnate anche ai comandi di forze - e relativo personale - appartenenti a paesi NATO, ma schierate in Italia grazie ad accordi bilaterali.

La gestione delle targhe AFI è affidata per tutto il territorio nazionale all'Allied Joint Force Command Naples di Napoli e tramite i diretti comandi delle forze dell'esercito e dell'aeronautica.

Le targhe riportano una lettera che indica l'ubicazione del comando o reparto di appartenenza del mezzo di servizio o del titolare del mezzo privato (ad esempio: N per il Comando della forza congiunta alleata di Napoli) seguita da una serie numerica e sono per dimensioni, sistema d'aggancio, forma e foggia generale simili alle targhe in uso negli Stati Uniti.

A partire dal 2003, ed a seguito della seconda guerra del Golfo, i Comandi delle forze USA in Italia hanno avviato un'ampia campagna perché il proprio personale immatricoli i mezzi privati con targhe simili a quelle civili italiane (sarebbero prive dello stemma della Repubblica Italiana), al fine di rendere i mezzi del proprio personale meno riconoscibili e dunque meno soggetti agli atti vandalici che subiscono con crescente frequenza o a possibili, per quanto improbabili, attentati terroristici. Accordi fra i comandi USA e le autorità italiane hanno consentito l'accelerazione della relativa procedura e l'esenzione fiscale dalla APIET o ARIET, ma non dal rimborso del costo della targa; i comandi USA dell'esercito e dell'aeronautica sostengono queste spese[15], non altrettanto sembra faranno i comandi della marina e dei Marines.

Targhe diplomatiche[modifica | modifica wikitesto]

Le targhe diplomatiche seguono un sistema di numerazione specifico a seconda dell'appartenenza. Lo schema è il seguente: sigla identificativa seguita da numerazione.
Le sigle identificative delle targhe speciali sono riportate nella tabella seguente.

CC Corpo Consolare
CD Corpo Diplomatico
UN Nazioni Unite (veicoli permanenti)
UNP Nazioni Unite (veicoli per il personale addetto)
UNT Nazioni Unite (veicoli in transito per l'Italia)

Per le Nazioni Unite, la numerazione è del tipo 000 AA con la sigla e le parti alfabetiche di colore azzurro e i numeri in nero. Un ovale contiene la sigla internazionale dell'Italia "I" in nero sul lato superiore destro della targa.

Targa del Corpo Diplomatico
Targa delle Nazioni Unite usata dal personale italiano in Sinai nel 1982.

Le targhe del Corpo Diplomatico fino al 1974 erano uguali a quelle provinciali, con la sigla CD al posto della sigla della Provincia. Sigla e numeri erano in color argento anziché in color bianco. Dal 1974 al 1984 sono state utilizzate targhe con le lettere CD sovrapposte anziché affiancate.

Nel 1984 sono state introdotte nuove targhe per il Corpo Diplomatico, con sistema di numerazione del tipo 000 AA. I caratteri iniziali CD e le due lettere finali sono di colore azzurro, mentre le cifre sono in nero. Inoltre vi è un piccolo ovale con la targa internazionale dell'Italia "I" posizionato al di sopra delle due lettere finali. Queste due lettere indicano la nazione cui appartiene il veicolo.[16]

Nel 1995 infine le cifre delle targhe CD sono state portate a quattro e sono state introdotte le targhe per il Corpo Consolare - prima inesistenti - del tutto identiche a quelle del Corpo Diplomatico fuorché per la sigla CC anziché CD.

Dal 2002 alcune targhe del Corpo Diplomatico hanno identiche lettere e cifre (ma diverso formato) di alcune targhe automobilistiche con sigla CD, il che comporta problemi per l'identificazione dei veicoli (ad esempio in seguito ad un'infrazione del Codice della Strada).

Targhe temporanee[modifica | modifica wikitesto]

Targhe CITES[modifica | modifica wikitesto]

Queste targhe, la cui sigla significa Circolazione Temporanea Enti Stranieri, erano rilasciate come targhe temporanee ad enti stranieri che operavano sul territorio italiano per la ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale. Avevano caratteri neri su due righe e fondo arancio, sigla "CITES" sulla riga superiore e numerazione a quattro cifre sulla riga superiore. Questo tipo di targhe non è più usato.

Targhe Escursionisti Esteri[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di targhe doganali a validità limitata, utilizzate per veicoli destinati all'esportazione o utilizzate per breve tempo sul territorio Italiano, sono contraddistinte dalla sigla fissa "EE". Già esistenti negli anni cinquanta, erano simili alle targhe normali in uso in quegli anni, i numeri e lettere erano in bianco su sfondo nero, i numeri erano preceduti dalle lettere EE. Quelle recenti hanno la numerazione del tipo 000 AA, tutte le scritte sono in nero. Vicino al bordo superiore, da sinistra a destra, si incontrano lo stemma della repubblica italiana, due adesivi in bianco/rosso con il mese e l'anno di scadenza della targa e la "I" dell'Italia nell'ovale. Le due lettere finali vengono assegnate a lotti a livello provinciale, per cui da esse è possibile risalire alla provincia di emissione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Bellini, Marcello Gallina, Marcello Taverna, Un secolo di targhe, De Ferrari editore, 2000 rist. 2005, pagg. 8-9
  2. ^ Tratte dall'Annuario Generale 1923-24 del Touring Club Italiano a pag. 165 nel capitolo "Patente di abilitazione" e specchietto "Numeri delle targhe d'auto e moto",
  3. ^ Oggi Agrigento.
  4. ^ Oggi Imperia per l'accorpamento amministrativo di Oneglia e Porto Maurizio nel 1923.
  5. ^ a b c d e f Aggiunta nel 1923.
  6. ^ Aggiunta nel 1924.
  7. ^ In ossequio alla politica generale dei governi liberali verso i territori conquistati con la guerra, anche per le targhe si procedette ad una pura italianizzazione del lessico, lasciando inalterata la sostanza. A quel tempo l'Austria utilizzava un sistema di targhe su base provinciale e l'Italia, subentrando nella sovranità in quelle zone, fece solo cambiare per i veicoli di nuova immatricolazione la E che identificava il Tirolo con una T di Trentino, e la K che identificava il Kustenland con una VG per Venezia Giulia, continuando peraltro la numerazione in atto: se ad esempio l'ultima targa austriaca fosse stata E 945, la prima italiana sarebbe stata T 946. Fu il fascismo a giudicare questo meccanismo antipatriottico e a voler applicare anche alle nuove province il sistema italiano di immatricolazione.
  8. ^ Dal quotidiano "La Provincia di Bolzano" di sabato 23 aprile 1927 pag. 2 prima colonna in alto a sinistra, l'elenco delle nuove targhe.
  9. ^ Sigle di provenienza tra il 1905 e il 1927
  10. ^ Targhe a Roma
  11. ^ Carlo Bellini, Marcello Gallina, Marcello Taverna, Un secolo di targhe, De Ferrari editore, 2000 rist. 2005, pagg. 111
  12. ^ Le targhe SMOM vengono ormai usate quasi esclusivamente dai cavalieri dell'ACISMOM; mentre per il CISOM vengono quasi esclusivamente utilizzate le targhe italiane civili.
  13. ^ Non mancano però casi di veicoli immatricolati normalmente con targa italiana
  14. ^ Gazzetta Ufficiale n. 134 del 12 giugno 2006
  15. ^ Disposizioni del Comando del 31º Stormo da caccia USAF (Aviano) sulle targhe simili a quelle civili italiane (paragrafo 3.1)
  16. ^ Tabella sul sito Targhe a Roma con le associazioni tra lettere finali e stati per le targhe diplomatiche e consolari

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