Tanatosi

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La tanatosi, dal greco "thanatos" (θάνατος) col significato di morte, è un comportamento messo in atto da alcuni animali, che comporta irrigidimento totale del corpo in seguito ad una situazione di pericolo o come semplice reazione da contatto, al fine di simulare uno stato di morte.

Tanatosi in una biscia.
Tanatosi in un opossum della Virginia.
Tanatosi in un coleottero tenebrionide.

È un comportamento presente sia tra gli invertebrati (soprattutto gli artropodi) che tra i vertebrati (pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi).[1]

In genere si tratta di un comportamento difensivo: l'animale finge di essere morto, come ultima risorsa, quando il predatore gli impedisce ogni altra via di fuga. Con tale atteggiamento la preda scoraggia il predatore: molti animali infatti non mangiano cadaveri la cui carne potrebbe essere in putrefazione, risultando tossica. Il predatore quindi, si allontana, e la preda scappa velocemente al sicuro.[1].

Più raramente la tanatosi viene messa in atto dai predatori a danno delle prede. È il caso, per esempio, della volpe comune (Vulpes vulpes), che adotta questa tattica per attirare i corvi: questi, scambiandola per una carogna, le si avvicinano, ma appena giungono alla sua portata vengono catturati e sbranati dalla volpe.[2] Ma è anche il comportamento, per fare un altro esempio, di un pesce, il ciclide africano Nimbochromis livingstonii, che giacendo di fianco sul fondo sabbioso, simula di essere morto, per attrarre i saprofagi che poi ghermisce.[3]

Tra i rettili, alcuni colubridi, come la biscia dal collare (Natrix natrix), sono conosciuti per utilizzare la tanatosi come arma di difesa. Se disturbate si distendono con il ventre verso l'alto, aprono la bocca e rilasciano dalla cloaca un liquido maleodorante che simula l'odore di un cadavere. Riescono inoltre ad emettere sangue dalla bocca ( autoemorrea), per rafforzare la finzione.[4]

Alcuni casi si hanno anche tra gli anfibi: per esempio il rospo africano Bufo superciliaris se minacciato si distende pancia all'aria, con gli arti ripiegati, apparentemente senza vita.[2] Analogo comportamento è stato documentato anche in alcune specie europee, come p.es. Rana dalmatina.[5]

Anche alcuni uccelli la attuano, come il martin pescatore (Alcedo atthis) che quando è impaurito tende i propri muscoli fino quasi allo spasmo, tanto da sembrare morto da tempo; ovvero il re di quaglie (Crex crex) che se viene acciuffato da un predatore si finge morto, per poi improvvisamente prendere il volo e fuggire via[2].

Tra i mammiferi l'esempio più noto di tanatosi difensiva è rappresentato dall'opossum della Virginia (Didelphis virginiana): quando si sente minacciato può entrare in uno stato che si avvicina al coma e che può durare per alcune ore, durante le quali esso cade su un lato con bocca e occhi spalancati e lingua penzoloni, emettendo un liquido verde e maleodorante dall'ano.[2]

La tanatosi è molto comune soprattutto tra gli insetti, in particolare in diverse famiglie di coleotteri (p.es. Buprestidae, Geotrupidae, Meloidae[6], Tenebrionidae).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Pesce L, Tanatosi in Zoologia Home Page.
  2. ^ a b c d Lattes Coifmann I, Non credetegli, quel rospo morto è sanissimo in Airone n.64 - agosto 1986, pp. p. 20.
  3. ^ Gene S. Helfman, Bruce B. Collette, & Douglas E. Facey, The diversity of fishes, Wiley-Blackwell, 1997, p. 324. ISBN 978-0-86542-256-8.
  4. ^ Natrix natrix in tanatosi in Forum Natura Mediterraneo.
  5. ^ Tanatosi negli anfibi in Forum Natura Mediterraneo.
  6. ^ Meloe autumnalis in tanatosi in Forum Natura Mediterraneo.

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