Tanacetum balsamita

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Tanacetum balsamita
Frauenminze April 2012.JPG
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Anthemideae
Sottotribù Tanacetinae
Genere Tanacetum
Specie T. balsamita
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Anthemideae
Sottotribù Anthemidinae
Nomenclatura binomiale
Tanacetum balsamita
L.
Sinonimi

Balsamita major Desf.
Balsamita odorosa
Chrysanthemum balsamita, L.
Pyrethrum balsamita
Pyrethrum majus

Nomi comuni

Erba amara, Menta greca,
Menta romana,
Erba di san Pietro,
Erba di santa Maria,

Tanacetum balsamita L. è una pianta erbacea perenne della famiglia delle composite, originaria dell'Asia occidentale e del Caucaso. Nelle varie regioni italiane è conosciuta come menta romana, erba amara, erba buona, erba della madonna, erba di san Pietro, erba di santa Maria, fritola o menta greca.

Vive nelle regioni temperate e si è quindi perfettamente ambientata in Europa, in Africa del nord e in Nordamerica[1].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

È una pianta alta fino a 1,2 m, ha foglie semplici, ovali, verde vivo, con uno spiccato profumo simile alla menta.

I fiori sono raggruppati in piccoli capolini dai 5 ai 6 mm di diametro, a loro volta raggruppati in corimbi.

Ama i terreni freschi, le boscaglie umide e i greti dei fiumi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Tanacetum balsamita (cultivar)

Per secoli è stata coltivata per il suo piacevole profumo (da cui il nome, dal greco 'bàlsamon'), nonché per le proprietà officinali.

L'origine della Balsamite è orientale: era nota ad Egizi, Greci e Romani (che probabilmente la portarono in Inghilterra). Culpeper, erborista del XVI secolo, la definisce “comune”. I coloni la portarono in America, dove attualmente, negli stati orientali e medio-orientali, cresce spontanea sul ciglio delle strade.

Anticamente i suoi fiori venivano utilizzati anche come segnalibro nelle bibbie (da questo deriva il suo nome comune di Erba della Bibbia)[1].

Nel 1987, alle proprietà aromatiche di questa pianta è stata dedicata la canzone "L'erba di San Pietro", di Giorgio Conte.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Le foglie vengono in genere raccolte prima della fioritura. Sono utilizzate fresche, o possono essere congelate ed usate in un secondo tempo.

In cucina[modifica | modifica sorgente]

Le sue foglie vengono usate per salse, ripieni, frittate, selvaggina, cui dona un sapore simile a quello della menta, ma tendente all'amaro. È ingrediente principale del ripieno del Tortello Amaro di Castel Goffredo, un Prodotto agroalimentare tradizionale della regione Lombardia.

In Erboristeria[modifica | modifica sorgente]

Ha uso erboristico per le sue proprietà antispasmodiche, carminative, diuretiche, emmenagoghe.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Maria Luisa Sotti, Maria Teresa della Beffa, Le piante aromatiche. Tutte le specie più diffuse in Italia, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1989, ISBN 88-374-1057-3.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maria Luisa Sotti, Maria Teresa della Beffa, Le piante aromatiche. Tutte le specie più diffuse in Italia, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1989, ISBN 88-374-1057-3.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Douglas E. Soltis,Pamela S. Soltis,Jeff J. Doyle, Molecular systematics of plants 2, Volume 2, USA, Kluwe Academic Publisher, 1998, p. 419.
  • Paolo Polettini, Luciana Corresini, Il gioco dell'erba amara, 2ª ed., Viadana, 2004, ISBN 978-88-87942-95-8.

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