Taihō (portaerei)

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Taihō
Japanese aircraft carrier Taiho 02.jpg
Naval Ensign of Japan.svg
Cantiere Kawasaki Heavy Industries, Kobe, Giappone
Varata 7 aprile 1943
Entrata in servizio 7 marzo 1944
Radiata agosto 1945
Destino finale Affondata durante la battaglia del mare delle Filippine, 19 giugno 1944
Caratteristiche generali
Lunghezza 260,6 m
Larghezza 30 m
Velocità 33 nodi  (61 km/h)
Autonomia NumeroMiglia mn a nodi NumeroNodi(Numerokm km a Velocità km/h)

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Taihō (大鳳 Taihō?) è la più moderna portaerei impiegata dalla Marina imperiale giapponese durante la seconda guerra mondiale. Varata nell'aprile del 1943, affondò in seguito ai danni provocati da un siluro lanciato dal sommergibile statunitense USS Albacore il 19 giugno 1944 durante le fasi iniziali della battaglia del mare delle Filippine.

La costruzione della portaerei Taihō iniziò il 10 luglio 1941 presso i cantieri Kawasaki a Kōbe, il progetto fu derivato da quello della classe Shōkaku, fu la prima portaerei giapponese dotata di un ponte di volo corazzato. Il varo ebbe luogo il 7 aprile 1943 e poco meno di un anno dopo, il 7 marzo 1944 la portaerei entrò in servizio al comando del capitano Kikuchi Tomozo, fu assegnata alla terza flotta della Marina imperiale giapponese.

Il 15 aprile 1944 la Taihō divenne la nave ammiraglia della flotta al comando dell'ammiraglio Jisaburō Ozawa, il periodo di addestramento del personale fu forzatamente ridotto a causa dell'evolversi dello scenario nel teatro del Pacifico. Il 13 giugno, mentre di svolgeva la battaglia di Saipan, la portaerei lasciò l'ancoraggio a Tawi-Tawi per dirigersi verso l'isola di Guimaras, quello stesso giorno venne dato l'avvio all'operazione A-GO il cui obiettivo era la distruzione della flotta portaerei statunitense. Il 15 giugno la Taihō lasciò Guimaras per dirigersi, attraverso lo stretto di San Bernardino, verso l'isola di Saipan per offrire appoggio alle truppe di terra.

Alle ore 8.10 del 19 giugno 1944, durante il lancio del primo attacco aereo contro la Task Force 58 comandata dal vice-ammiraglio Marc Mitscher, la Taihō fu intercettata dal sommergibile statunitense USS Albacore che la attaccò lanciando sei siluri. Uno venne deviato dall'attacco aereo di un pilota giapponese, quattro non andarono a segno e uno colpì il montacarichi anteriore danneggiando anche i serbatoi, il condotto del montacarichi venne invaso dal gasolio. Non vi furono esplosioni e il ponte di volo non subì alcun danno, nella fretta di rimettere in funzione il montacarichi per lanciare altri attacchi aerei venne però chiusa la ventilazione del ponte hangar[1] che si riempì progressivamente di vapori di gasolio. Alle ore 14.32 un'esplosione devastante sollevò il ponte di volo e divelse le pareti del ponte inferiore.

L'ammiraglio Ozawa fece in tempo a trasferirsi sull'incrociatore pesante Haguro, parte dell'equipaggio fu soccorso dai cacciatorpediniere Isokaze, Wakatsuki e Hatsuzuki. Alle ore 16.28 la Taihō affondò portando con sé circa un terzo dell'equipaggio. Ultima posizione rilevata 12° 05' N, 138° 12' E, il relitto non fu mai ritrovato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Japan Science and Technology Agency: Failure Knowledge Database - Sinking of the aircraft carrier Taiho caused by one hit of a torpedo sito consultato il 21 febbraio 2009

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