Taddeo Carlone

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Taddeo Carlone (o Carloni) (Rovio, 1543Genova, 25 marzo 1615) è stato uno scultore e architetto svizzero-italiano[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Scultore di origine ticinese, figlio dello scultore Giovanni Carloni, si trasferì con il padre e lo zio Battista a Genova. È stato a capo di una dinastia di pittori famosi. La sua famiglia era originaria di Rovio[2].

Tra i varî gruppi familiari di lapicidi, apparteneva a quello dei Carlone di Rovio, da distinguersi dai Carlone di Scaria, questi ultimi più legati al commercio dei marmi, benché tra i due gruppi esistettero legami e contatti. I Carlone di Rovio in Genova erano quelli più dediti all'attività scultorea in senso stretto.

Il padre, Giovanni Carlone (di cui si ha notizia dal 1555 al 1574), ebbe due figli: Taddeo e Giuseppe (padre a sua volta dello scultore Bernardo Carlone - autore della statua della Madonna della Porta della Lanterna di Genova, demolita la quale venne trasportata al Molo Giano - e di Tommaso Carlone). Anche Taddeo fu padre di vari Carlone, i più famosi dei quali furono i pittori Giovanni Carlone e Giovanni Battista, e nonno di Giovanni Andrea.

Ebbe bottega da scultore e con lui collaborarono i nipoti, figli del fratello Giuseppe. Sposò Geronima Verro, figlia di Pantaleone Verro, che apparteneva ad una facoltosa famiglia di Voltaggio, e che divenne madre dei suoi sette figli maschi; da lei partono vari legami tra i Carlone di Rovio e la zona dell'Oltregiogo genovese, tra Voltaggio e Gavi, dove la famiglia acquista proprietà (una località per questo prende il nome di Carlona) e uno dei figli di Taddeo, Francesco, sarà economo della chiesa di San Remigio a Cadepiaggio, frazione di Parodi Ligure (e varie opere pittoriche dei Carlone figli di Taddeo si trovano in zona). Tra i suoi allievi ebbe gli scultori Daniele Casella e Giovanni Battista Casella detto lo Scorticone, di Carona.

Taddeo morì dopo il 25 marzo 1615 (data del suo testamento) e venne sepolto nella chiesa di San Francesco di Castelletto.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Taddeo Carlone in Dizionario storico della Svizzera.
  2. ^ Rovio in Dizionario storico della Svizzera.
  3. ^ Sampierdarena, Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Cella
  4. ^ Loggia della Borsa di piazza Banchi
  5. ^ Palazzo Lercari-Parodi
  6. ^ Chiesa di San Pietro in Banchi
  7. ^ Grotta-santuario di Santa Lucia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edoardo Arslan (a cura di), Arte e artisti dei laghi lombardi, II, Tipografia Editrice Antonio Noseda, Como 1964, 69.
  • AA.VV., Dizionario biografico degli italiani, ad vocem, Istituto dell'Enciclopedia italiana, Roma, 20, 391 sg.
  • AA.VV., La scultura a Genova e in Liguria, 1, Campomorone 1987.
  • Massimo Bartoletti, Laura Damiani Cabrini, I Carlone di Rovio, Fidia edizioni d'arte, Lugano 1997, 11, 36, 54, 55, 57, 58, 69, 70, 70-72, 75, 78, 80, 82, 84, 105, 110-127, 132, 139, 161, 185, 222.
  • Giorgio Mollisi, La Genova dei Ticinesi. Gli artisti provenienti dal Ticino a Genova dal Medioevo al Settecento, in Arte&Storia, anno 5, numero 20, Edizioni Ticino Management, Lugano 2004.
  • Riccardo Navone, Viaggio nei Caruggi, edicole votive, pietre e portali, Fratelli Frilli Editori, Genova 2007, 134, 135, 149, 163, 296, 297, 309, 325, 326, 367, 474.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]