Tacrolimus

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Tacrolimus
Tacrolimus-2D-skeletal.png
Nomi alternativi
FK-506
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C44H69NO12
Massa molecolare (u) 804,018 g/mol
Numero CAS [104987-11-3]
Codice ATC L04AA05
PubChem 656830
DrugBank APRD00276
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossicità acuta

pericolo

Frasi H 301
Consigli P 301+310 [1]

Il Tacrolimus (anche noto come FK-506) è un farmaco immunosoppressore utilizzato soprattutto nei trapianti d'organo per ridurre l'attività del sistema immunitario del paziente e di conseguenza il rischio di rigetto.

Ha caratteristiche simili alla ciclosporina, ma è molto più potente a parità di volume. Come la ciclosporina ha un ampio spettro di interazioni contrarie, fra cui quella con il pompelmo che aumenta la concentrazione del farmaco nel plasma sanguigno.

Il farmaco è proprietà della Astellas Pharma Inc. e viene venduto con il marchio registrato Prograf. Venne approvato dalla FDA (US Food and Drug Administration) nel 1994 per i trapianti di fegato, è oggi esteso anche a quelli di rene, cuore, pancreas, polmone e altri.

Gli effetti secondari possono includere problemi alla vista, problemi renali ed epatici, tremori, ipertensione, diabete mellito.

È stato anche usato in preparazioni topiche per il trattamento di gravi dermatiti (marchio registrato Protopic), con minori effetti indesiderati. La preparazione topica è usata, tra l'altro, nel trattamento della vitiligine.

Avvertenze[modifica | modifica sorgente]

Precauzioni per l’uso di tacrolimus topico: il tacrolimus deve essere applicato esclusivamente sulla parte di cute da trattare. Si raccomanda di lavarsi accuratamente le mani dopo l’applicazione della crema o unguento. Zone accidentalmente trattate con il farmaco o che sono venute a contatto con quest’ultimo devono essere adeguatamente lavate soprattutto se si tratta di mucose o occhi. Il tacrolimus topico non deve essere considerato farmaco di prima linea nel trattamento della dermatite atopica (rischio potenziale di tumore cutaneo e linfonodale), pertanto deve essere prescritto solo dopo risposta insufficiente al trattamento corticosteroideo e mai per periodi prolungati in modo continuativo (terapie prolungate devono prevedere periodi di sospensione). Il tacrolimus topico è controindicato nei bambini con meno di 24 mesi, nei bambini e negli adulti immunodepressi, in caso di lesioni sospette (nella fase iniziale le lesioni della dermatite atopica potrebbero essere confuse con lesioni da linfoma cutaneo a cellule T) [2].

Prolungamento del tratto QT: poiché il tacrolimus può indurre prolungamento del tratto QT, si raccomanda cautela in caso di somministrazione per via sistemica a pazienti con prolungamento congenito del tratto QT o in terapia con farmaci noti per indurre prolungamento del tratto QT (antiaritmici, cisapride, terfenadina, macrolidi, chinoloni, antimicotici azolici, antidepressivi, venlafaxina, antipsicotici) [3][4].

Infezioni opportunistiche: i pazienti trattati con terapia immunosoppressiva sono esposti ad una maggior incidenza di infezioni opportunistiche, inclusa la nefropatia da poliomavirus BK e la leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) da virus JC. Il poliomavirus BK entra in contatto con l’uomo durante i primi anni dell’infanzia e circa l’80% dei sieri degli adulti presenta anticorpi specifici. Il virus può persistere nei reni degli adulti, che funzionano come “serbatoio“, e riattivare l’infezione in condizione di importante immunosoppressione come in caso di trapianto. La nefropatia da virus BK si riscontra soprattutto in caso di trapianto del rene: in questi pazienti facilmente la nefropatia evolve a nefrite interstiziale con perdita dell’organo trapiantato. In uno studio clinico, la sopravvivenza d’organo fra pazienti trapiantati con infezione da virus BK e trapiantati senza infezione virale è risultata pari a 97% vs 94% a 6 mesi, 90% vs 92% a 1 anno, 58% vs 83% a 3 anni e 47% vs 76% a 5 anni (p < 0,001) [5]. In caso di nefropatia, valutare eventuali aggiustamenti del dosaggio del tacrolimus.

Il virus JC è un papovavirus umano, la cui infezione tende a presentarsi in caso di alterazioni del sistema reticolo-endoteliale (linfomi, leucemia) o di grave depressione del sistema immunitario (AIDS, trapianto d'organo, etc.). L'encefalopatia si presenta con emiparesi, reperto più comune, afasia (disturbo della comprensione/produzione del linguaggio a livello neurologico), disartria (disturbo della comprensione/produzione del linguaggio a livello muscolare) e emianopsia (perdita di metà campo visivo); possono manifestarsi alterazioni sensitive, cerebellari e a carico del midollo allungato; la cefalea o eventuali crisi epilettiche sono poco frequenti. Per la diagnosi dell’infezione non è significativa la ricerca di anticorpi specifici nel sangue, perché circa il 60-70% della popolazione adulta generale presenta anticorpi verso il virus JC. L'infezione virale non è curabile, in genere da quando compaiono i primi sintomi alla morte del paziente intercorre un lasso di tempo di 1-9 mesi.

Diabete: nei pazienti trapiantati con diabete è preferibile la ciclosporina al tacrolimus. Il tacrolimus infatti è stato associato ad una maggior incidenza di diabete di nuova insorgenza rispetto alla ciclosporina (33,6% vs 26%, p=0,046) e la percentuale di pazienti che ha richiesto trattamenti antidiabetici è risultata più elevata nel gruppo trattato con tecrolimus (18% vs 12,5%, p<0,05) [6]. Questi dati sono stati confermati anche in altri studi [7][8][9].

Allattamento: in vivo il tacrolimus è escreto nel latte materno. In via precauzionale il farmaco non viene raccomandato nelle donne che allattano, anche se alcuni dati preliminari evidenzierebbero un assorbimento sistemico neonatale a dosi tali da non risultare tossiche [10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 05.09.2012 riferita al monoidrato
  2. ^ AIFA, Bollettino d’Informazione sui farmaci, 2006, XIII, n 2
  3. ^ Johnson MC. et al., Transplantation, 1992, 53, 929, 1992
  4. ^ Calandra S., Transplantation, 1998, 66, 402
  5. ^ Vasudev B. et al., Kidney Int., 2005, 68, 1834
  6. ^ Vincenti F. et al., Transplant. Proc., 2005, 37(2), 1001
  7. ^ Lee Y.J. et al., Transpl. Int., 2010, 23 (2), 147
  8. ^ Fan Y. et al., Transplant. Proc., 2009, 41 (5), 1821
  9. ^ Ye F. et al., J. Heart Lung Transplant., 2009, 28 (1), 58
  10. ^ French A.E. et al., Ann. Pharmacol., 2003, 37, 815

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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