Tabù
In una società umana un tabù (più correttamente tabu, sia nel significato proprio che nell'utilizzo scientifico[1], dal polinesiano tapu, in hawaiano kapu) è una forte proibizione (o interdizione), relativa ad una certa area di comportamenti e consuetudini, dichiarata "sacra e proibita". Infrangere un tabù è solitamente considerata cosa ripugnante e degna di biasimo da parte della comunità. Il termine è derivato dalla lingua di Tonga ed è presente in numerose culture polinesiane. In queste culture un tabù (o tapu, kapu) ha anche significati religiosi. Il termine tabù (tapu) appartiene allo stesso ambiente culturale che ci ha fornito il termine mana.
Quando una certa azione o abitudine è classificata come tabù, essa viene proibita, vengono istituite proibizioni e interdizioni riguardanti la sfera di attività che la riguardano. Alcune di esse sono sanzionate dalla legge con pene severe, altre provocano imbarazzo, vergogna e sono oggetto di insulti. Di seguito sono elencati alcuni esempi di tabù.
Restrizioni alimentari:
- Cannibalismo
- Diete halal e kosher (Casherut)
Attività sessuali e di relazione:
Attività corporee:
Stato degli organi genitali, dell'aspetto e del comportamento:
Esposizione di parti del corpo:
- Nudità (in generale)
- Volto delle donne (In Arabia Saudita e Afghanistan)
- Volto degli uomini (Tuareg)
Restrizioni nell'uso del linguaggio
Non esistono tabù universali, cioè presenti in tutte le società, ma alcuni (come il tabù dell'incesto) si ritrovano nella maggior parte di esse. I tabù possono avere varie funzioni e spesso accade che essi rimangano in effetto anche quando i motivi originali che li avevano ispirati non sussistono più. Per questo motivo alcuni sostengono che i tabù aiutano a scoprire la storia di una società quando non ci sono altri documenti a testimoniarla.
I tabù a volte sono talmente forti da coprire anche le stesse discussioni che li riguardano, col risultato che, a volte, in queste discussioni, invece di nominarli esplicitamente, si ricorre a termini edulcorati (eufemismi) oppure alla semplice sostituzione del termine con altro più o meno equivalente. Marvin Harris, esponente di spicco del materialismo culturale, si è sforzato di spiegare la genesi dei tabù come diretta conseguenza delle condizioni ambientali ed economiche delle società nel cui ambito essi si sviluppano.
Anche Sigmund Freud ha dato un contributo all'analisi dell'influenza dei tabù sul comportamento umano, mettendo l'accento sulla forte componente motivazionale inconscia che porta a considerare necessaria una certa proibizione. In questa sua visione, descritta nella collezione di saggi Totem e tabù, Freud ipotizza un nesso fra i comportamenti "proibiti" e la "santificazione" di oggetti e simboli appartenenti a determinati gruppi di soggetti fra di loro affini.
Indice |
[modifica] Tabù ed arte
Molti artisti contemporanei hanno incluso il tema del tabù nelle loro opere. Fra loro si annoverano:
- Matthew Barney
- Maurizio Cattelan
- Damien Hirst
- Joel Peter Witkin
- Bill Viola
- Pedro Almodóvar
- Luis Buñuel
- Nagisa Oshima
- Derek Jarman
- Tom Green
- Boy George
- Koda Kumi
- Don Omar
- Madonna
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
- Devianza
- Galateo
- Harām
- Morale
- Lingua della suocera
- Politicamente corretto
- Proibizionismo
- Tolleranza religiosa
- Pregiudizio
- Censura
- Norma
- Nomi cinesi proibiti
- Psicoanalisi
- Inibizione (psicologia)
- Legge naturale
- Sacralità
- Emarginazione
- Stigmatizzazione sociale