TOTEM (cogeneratore)

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Il TOTEM acronimo di Total Energy Module è il primo esempio di cogeneratore ideato in Italia nel 1973 dall'ing. Mario Palazzetti, presso il Centro Ricerche Fiat e sviluppato in Fiat Auto dal Progetto Totem diretto dal Dr. F.Dal Bo, sotto la direzione tecnica dell'ing. Francesco Paolo Ausiello.

Cogeneratore.gif

Scopo del progetto era quello di ottenere un apparato in grado di generare calore ed energia elettrica ottimizzando il rendimento. Utilizzava il motore di una 127, di 903 cm³, modificato per funzionare a gas o biogas. Il motore azionava un alternatore di 15 kW che forniva all'utenza l'energia elettrica.

Il calore generato dal motore, solitamente disperso mediante i gas di scarico ed il corpo del motore stesso, veniva invece utilizzato per scaldare l'acqua usata poi per il riscaldamento degli ambienti e per usi sanitari. L'accurata progettazione consentiva un recupero del 90% dell'energia introdotta con il combustibile, e la sua modularità consentiva la installazione di molteplici unità controllate elettronicamente.

Con 15 kW, la potenza elettrica generata da un singolo modulo poteva bastare a soddisfare il fabbisogno medio di 5-10 appartamenti, mentre con il calore di 33.500 chilocalorie/h sviluppato dal sistema si potevano riscaldare un paio di appartamenti.

La FIAT produsse il TOTEM in piccole quantità fino al 1985, in alcune versioni destinate al puro parallelo in rete o in versioni stand alone, ove alla funzione di cogeneratore si affiancava anche quella di generatore di emergenza. La versione a biogas si diffuse in congiunzione con i primi impianti di produzione dei biogas da rifiuti zootecnici. Le quantità prodotte toccarono qualche migliaio di unità, raggiungendo sostanzialmente tutti i paesi del Nord Europa e con installazioni pilota in USA presso la Brookly Union di New York. Dal 1986 la proprietà del progetto subì vari passaggi di mano senza mai diventare una vera alternativa all'utilizzo delle caldaie da riscaldamento.

Il TOTEM è stato acquistato ed utilizzato in numerosi esemplari da aziende municipalizzate di molte città, ad esempio dal comune di Vicenza. Dopo una ventina d'anni di esercizio i TOTEM utilizzati in quest'ultima città sono ancora in funzione.

Recentemente[non chiaro] il CRF ha presentato, in una pubblicazione scientifica, una nuova versione del TOTEM a velocità variabile della potenza nominale di 120 kWe. Attualmente esistono sistemi più avanzati come il TANDEM (acronimo di Thermal And Electrical Machine), in grado di fornire rendimenti migliori[1].

Oggi in Germania strutture analoghe al TOTEM, con taglie che vanno da 2 kW a 100 kW vengono utilizzate in svariate realtà, dai piccoli appartamenti alle fabbriche di una certa dimensione. Nel 2009 c'è stato un accordo tra la compagnia energetica Lichtblick e l'azienda costruttrice di automobili Volkswagen per poter sviluppare il progetto Ecoblue che prevede l'installazione per il 2010 nella sola città di Amburgo di circa 100.000 impianti di cogenerazione collegati ad internet e collegati alla rete di distribuzione elettrica in modo da avere tantissime minicentrali che possono immettere a richiesta l'energia elettrica necessaria, avendo la possibilità di accendere queste microcentrali in pochi secondi, rispetto alle 6 ore di accensione di una centrale termoelettrica o alla continua accensione di una centrale nucleare [1].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Se si entra nel sito del Centro Ricerche Fiat e si esegue la ricerca della keyword TOTEM non si ottiene alcun risultato. Tuttavia è possibile trovare un riferimento al TOTEM nel documento, in formato PDF, CRF – 30 anni in pillole[2], scaricabile dalla home page del sito. In esso si trova la cronologia di massima delle tappe fondamentali del centro. L'anno indicato per la realizzazione del TOTEM è però il 1978.
  • La prima uscita pubblica del TOTEM avvenne al salone dell'auto di Torino del 1976 in uno stand dedicato. La prima citazione pubblica del TOTEM proviene invece dal settimanale tedesco Stern del 20 gennaio 1977, che, visto il salone, inviò un'equipe per intervistare il team di sviluppo e spiegare meglio per il largo pubblico l'impatto della microcogenerazione.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ CAVANIS: Cogenerazione
  2. ^ CRF – 30 anni in pillole (PDF), 2008/07/14, p. 3. URL consultato il 2009/09/23.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]