TARES

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La TARES (acronimo di Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) è il tributo relativo alla gestione dei rifiuti. Fu introdotto dal Decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201[1] (cosiddetto "decreto salva Italia"), convertito con Legge 22 dicembre 2011 n. 214[2], in sostituzione delle precedenti Tariffa di igiene ambientale (TIA) e Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU).

Il nuovo tributo è in vigore dal 1º gennaio 2013 ed ha come obiettivo (tramite il rispettivo gettito fiscale) la copertura finanziaria del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti del comune di residenza: l'importo dipende dalla superficie dell'immobile, dal numero dei residenti, dall'uso, dalla produzione media dei rifiuti.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il pagamento è articolato in quattro rate. Il tributo doveva esordire a gennaio 2013 ma, secondo un emendamento alle legge di stabilità, prima ad aprile e in seguito a luglio 2013, ex art. 1-bis del D.L. n. 1/2013. Il Tares terrà conto di due nuovi parametri che ne aggraveranno il peso.

Il TARES dovrà coprire la parte di costo sostenuto dai comuni, che oggi è in media tra i comuni stessi del 79%, con picchi del 91%. Il Tares dovrà finanziare anche i “servizi indivisibili” forniti dall'ente locale: l’illuminazione pubblica, l'istruzione, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree verdi.
Le risorse necessarie a coprire tali spese verranno dall'aumento di 30-40 c€ al metro quadro. Il corrispettivo per i servizi indivisibili porterà un incremento di circa il 14% per una famiglia di tre componenti, ma in caso d’adozione dell’aliquota massima può arrivare al 19%.

Gettito[modifica | modifica sorgente]

Le stime della CGIA di Mestre[3] e del Servizio Politiche Territoriali UIL[4] parlano di un gettito tra gli 8 e i 10 miliardi, incassati dagli Enti Locali, di cui 7/8,5 a copertura del servizio di smaltimento rifiuti e 1/1,2 per i servizi indivisibili[5][6].

Presupposti di applicazione[modifica | modifica sorgente]

Il TARES interessa chiunque possieda/detenga locali suscettibili di produrre rifiuti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, articolo 14, in materia di "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici."
  2. ^ Legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici."
  3. ^ cgiamestre.com
  4. ^ uil.it
  5. ^ [economia.panorama.it/tasse/imu-tares-imprese-gettito panorama.it]
  6. ^ repubblica.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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