Thomas Edward Lawrence
| « Per anni abbiamo vissuto a stretto contatto tra di noi, nel deserto nudo, sotto un cielo indifferente. » |
| (T.E.Lawrence, I sette pilastri della saggezza, 1922) |
Il tenente colonnello Thomas Edward Lawrence (Tremadog, 16 agosto 1888[1] – Wareham, 19 maggio 1935) è stato un agente segreto, militare, archeologo e scrittore britannico nativo del Galles.
Indice |
Biografia [modifica]
Conosciuto con lo pseudonimo di Lawrence d'Arabia, ebbe diversi altri alias, tra cui quelli di T.E. Smith, T.E. Shaw e John Hume Ross. È ricordato per essere stato uno dei capi della rivolta araba di inizio Novecento. Per la sua attività militare è stato decorato con la legion d'Onore.
Le sue epiche gesta sono state raccontate dal giornalista americano Lowell Thomas, il suo primo biografo ufficiale che a Londra nel 1919 presentò una conferenza-spettacolo dedicata al condottiero intitolata Travelogues.[2] Archeologo, ufficiale dei servizi segreti di Sua Maestà britannica e scrittore (fra l'altro tradusse l'Odissea di Omero), Lawrence fu un paladino del nazionalismo arabo: viene ricordato come uno dei più controversi e discussi protagonisti della insurrezione delle tribù arabe contro la dominazione ottomana a inizio del Novecento nella zona compresa fra l'Higiaz e la Transgiordania.
Archeologo e agente segreto [modifica]
| I "raid" di "Aurans Iblis" |
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In un cenotafio che si trova in una piccola chiesa del Dorset, a Wareham, a breve distanza dal luogo dell'incidente motociclistico che gli fu fatale, Lawrence è raffigurato abbigliato come un principe della Mecca, i sandali ai piedi, il corpo rivestito con una candida djellaba e, per cuscino, una sella da cammello. Condottiero (o solo sconsiderato soldato di ventura, secondo i suoi detrattori) alla guida della rivolta araba, fu soprattutto uno stratega della guerriglia, tecnica di combattimento per mezzo di veloci incursioni che teorizzerà poi nell'edizione del 1929 della Enciclopedia Britannica. |
Secondo di cinque figli illegittimi, nacque da una relazione che il padre, un irlandese di nome Thomas Chapman, aveva con la sua governante Sarah Madden. Era, secondo i ritratti d'epoca, di esile costituzione, non molto alto, carnagione chiara, occhi azzurri e biondo di capelli. Quando, molto giovane, lasciò l'Inghilterra per compiere i primi viaggi in Medio Oriente, sicuramente non sapeva che sarebbe entrato nella leggenda, arabo tra gli arabi, con il nome di Lawrence d'Arabia.
Trasferitosi nel 1899 con la famiglia - sotto il falso nome di Lawrence - ad Oxford, si iscrisse nello stesso anno alla scuola superiore. Nel 1907, entrato nelle grazie di David George Hogarth (influente esponente dell'associazione Round Table, che lo aveva appoggiato negli studi al Jesus College di Oxford e introdotto nell'esclusivo quanto misterioso circolo) iniziò a viaggiare fra la Francia e il Medio Oriente, visitando la Palestina, la Giordania e l'Egitto.
Due anni dopo rientra da un lungo viaggio in Siria, presentando una tesi di laurea sui castelli crociati.
Nel 1910 è a Karkemish, fra Siria e Turchia, dove sulle rive dell'Eufrate effettua ricerche sotto la guida di Sir Leonard Woolley per conto del British Museum. Arruolato nel 1914 al Servizio cartografico dello Stato maggiore dell'esercito inglese in Egitto, passa due anni dopo all'Intelligence militare e politica.
La rivolta araba [modifica]
| Per approfondire, vedi Rivolta Araba. |
Nel 1916, quando la prima guerra mondiale era in pieno svolgimento, si svolgeva quella che verrà definita nell'area orientale la rivolta araba. Sul fronte africano il Regno Unito tentava di tenere testa e porre un freno alle forze dell'Impero ottomano. In questo contesto, a Londra sembrò cosa utile cercare di sfruttare il malcontento di una parte degli Arabi nei confronti degli Ottomani.
L'anello più debole sembrava essere costituito dagli elementi tribali che vivevano da nomadi fra i territori siro-transgiordanici e quelli della Penisola Araba, dove il controllo ottomano si limitava alle due città sante di Mecca e Medina e ai punti costieri d'interesse strategico.
In questo ambiente un'aura di grandissima popolarità circondava la figura di al-Husayn ibn ‘Alī, Sceriffo di Mecca che, per essere un hascemita, e quindi discendente del profeta Muhammad, poteva avere l'autorevolezza necessaria a realizzare la riscossa araba.
| Verso Damasco |
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La prima importante vittoria, Lawrence la conseguì il 6 luglio 1917 con la conquista del porto di Aqaba, sul Mar Rosso. Da quel momento, preso il comando del contingente arabo con i gradi di tenente colonnello, e ormai diventato Lawrence d'Arabia, si unì al generale Edmund Henry Hynman Allenby, capo delle forze britanniche in Medio Oriente, giungendo nel 1919 a Damasco. La vittoriosa campagna di Palestina non porterà però agli uomini di Lawrence e Faysal la tanto sospirata unificazione in nazione araba. Infatti, con gli Accordi Sikes-Picot, Francia e Gran Bretagna attribuiranno così i territori conquistati: Libano e Siria, staccati dalle nazioni arabe, verranno posti sotto Mandato francese; la Palestina, la Transgiordania e l'Iraq, sotto Mandato britannico, con l'inizio della colonizzazione del territorio. |
L'Alto Commissario britannico Sir Henry McMahon fu incaricato di avviare discreti contatti epistolari con al-Husayn b. ʿAlī, al termine dei quali l'accordo trovato prevedeva il riconoscimento del Foreign Office dell'indipendenza degli Arabi all'interno di confini tuttavia non meglio identificati, che lo Sceriffo intese come definiti dall'area geografica in cui si parlava la lingua araba mentre Londra preferì rimanere volutamente nel vago e nell'ambiguità.
Come fecero subito sapere infatti i Sovietici all'indomani della loro vittoriosa Rivoluzione, la Gran Bretagna e la Francia (tramite i loro ministri Sykes e Picot) avevano programmato di attuare una cinica politica da "doppio binario", ben intenzionate a spartirsi fra loro i domini ottomani una volta che Istanbul e i suoi alleati degli Imperi Centrali fossero stati sconfitti, e dall'altro a fare generose offerte d'indipendenza agli Arabi.
Ignaro di tutto ciò rimase il colonnello[senza fonte] T.E. Lawrence, profondo conoscitore dei costumi e della cultura araba, specie dell'architettura di età omayyade, che operava come agente dell'Intelligence britannica al Cairo. Egli fu distaccato con funzioni di "consigliere militare" presso il figlio dello Sceriffo di Mecca, Faysal, futuro primo monarca del Regno d'Iraq, delegato dal padre a guidare militarmente la Rivolta Araba che egli aveva nel frattempo proclamato.
Come truppe arabe combattenti Faysal poteva contare su un buon numero di elementi tribali - fra cui un ruolo importante ebbe ʿAwda Abū Tayy, della tribù dei Banū Tayy - oltre che su un certo numero di volontari, impregnati per lo più di cultura europea e di quegli stessi ideali nazionalistici che s'erano imposti nel Vecchio Continente nel corso di tutto il XIX secolo.
I sette pilastri della saggezza [modifica]
Deluso dagli eventi post-bellici, Lawrence con gesto eclatante, dopo aver preso parte alla Conferenza per la pace del 1919, si dimette dalla carica di consigliere politico degli Affari Arabi giungendo a rifiutare la carica di viceré delle Indie; rifiuta anche la prestigiosa Victoria Cross (per le sue brillanti azioni militari) proprio mentre Sua Maestà stava per consegnargliela, lasciando lo sbigottito sovrano Giorgio V del Regno Unito letteralmente "con la scatola in mano".
| I numerosi alias |
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Dal 1922, in cerca di una nuova identità, Lawrence cancella letteralmente la propria, diventando via via il soldato carrista T.E. Smith, quindi l'aviere T.E. Shaw ed infine l'aviere meccanico John Hume Ross, nome con il quale si arruola nella RAF. Da lì a sette anni sarà espulso due volte e altrettante nuovamente arruolato. Avuta notizia dell'incidente, il re Vittorio Emanuele III si recò personalmente a trovare Lawrence (che a trentuno anni era già personaggio di rilievo, almeno tanto da scomodare un sovrano) ricoverato in ospedale. |
Decide quindi di ritirarsi a vita privata in Inghilterra e per qualche tempo vi riesce, dedicandosi alla stesura de I sette pilastri della saggezza (The Seven Pillars of Wisdom), libro di memorie (ma anche racconto poetico) che avrà una pubblicazione in forma ridotta con il titolo La rivolta nel deserto dato alle stampe postumo nel 1936, in versione integrale e dopo la misteriosa sparizione di una precedente revisione. Nell'opera si sofferma soprattutto sulle costruzioni più particolari dei paesi da lui visti, come i Castelli del deserto.
In quel periodo viene pubblicata anche la sua tesi di laurea, Castelli crociati. L'esperienza vissuta, sotto falso nome, nel 1922 come semplice aviere nella RAF, sarà invece raccontata in un altro libro, The Mint (pubblicato anch'esso postumo nel 1955; in Italia il titolo del libro era L'aviere Ross, è stato nuovamente pubblicato da Adelphi nel 1996 con il titolo Lo stampo).
Misterioso incidente [modifica]
Nel 1935 Lawrence viene congedato definitivamente e si ritira a Clouds Hill, presso Bovington, nella contea del Dorset. Già da tempo si incrociano voci e indiscrezioni sulla sua vita privata, sulle sue presunte tendenze omosessuali e masochiste, per lo più collegate a quello che lui stesso evocò nei Sette pilastri come l'"incidente di Deraa" (quando, prigioniero dei turchi, sarebbe rimasto vittima di violenze sessuali).
Questo e altri episodi sarebbero avvalorati - anche se i biografi non sempre concordano - da documenti solo di recente resi pubblici dal Public Record Office britannico; fra essi un carteggio composto da diari e lettere consegnato dopo la sua morte alla Bodleaian Library di Oxford dal fratello Arnold.
Si è saputo così di rimesse di denaro che Lawrence, per il tramite della RAF, fece a più riprese dal 1924 fino alla morte a favore di diverse persone, fra cui due signore, con una delle quali, un'insegnante di nome Ruby Bryant, si dice avesse contratto matrimonio.
Il 13 maggio di quello stesso anno, mentre percorre sulla sua motocicletta Brough Superior una piccola strada di campagna, Lawrence rimane vittima di un incidente, secondo molti non del tutto casuale e le cui dinamiche sono in molti punti ancora da chiarire. Allora si diceva che fosse uscito fuori strada per evitare due bambini in bicicletta che comparirono improvvisamente in mezzo alla strada. Ne uscirà in coma e morirà pochi giorni dopo, il 19 maggio, nella casa di campagna dove abitava, e fu commemorato con dei funerali di stato[3].
Aveva scritto ne I sette pilastri della saggezza:
| « Non tutti gli uomini sognano allo stesso modo ... Io intendevo creare una Nazione nuova, ristabilire un'influenza decaduta, dare a venti milioni di Semiti la base sulla quale costruire un ispirato palazzo di sogni per il loro pensiero nazionale ... » |
Onorificenze [modifica]
| Compagno dell'Ordine del Bagno | |
| Distinguished Service Order | |
| Cavaliere della Legion d'Onore | |
Opere [modifica]
Narrativa [modifica]
- Seven Pillars of Wisdom (I sette pilastri della saggezza). ISBN 0-8488-0562-3.
- Revolt in the Desert (Rivolta nel deserto), riduzione da Seven Pillars of Wisdom. ISBN 1-56619-275-7.
- The Mint. ISBN 0-393-00196-2.
- Crusader Castles (Castelli crociati). ISBN 0-19-822964-X.
Traduzioni [modifica]
- The Odyssey (Odissea, Omero, traduzione dalla lingua greca). ISBN 0-19-506818-1.
- The Forest Giant (traduzione della novella in lingua francese di Adrien Le Corbeau). 1924.
Bibliografia [modifica]
- Malcolm Brown (a cura di). The Letters of T.E. Lawrence. ISBN 0-460-04733-7.
- Ciampaglia Giuseppe: "Quando Lawrence d'Arabia passò per Roma rompendosi l'osso del collo". Strenna dei Romanisti 2010. Ed. Roma Amor, Roma 2010.
- David Garnett. The Letters of T.E. Lawrence. ISBN 0-88355-856-4.
- Cino Boccazzi. Lawrence d'Arabia. L'Avventuriero dell'Assoluto. Bompiani, 1980/2001. ISBN 88-452-9142-1.
- Mack John E. A Prince of Our Disorder: The Life of T. E. Lawrence (biografia premiata con il premio Pulitzer nel 1977). ISBN 0674704940
- Wu Ming 4. Stella del mattino. Torino, Einaudi, 2008. ISBN 978-88-06-18694-4.
- Knightley Phillip e Simpson Colin. Le vite segrete di Lawrence d'Arabia, 1970.
- F. Medici, Recensione a Lawrence d’Arabia o il sogno in frantumi, Kervan, n. 7-11, gennaio 2010, pp. 79–81.
Filmografia e videogiochi [modifica]
- Lawrence d'Arabia, di David Lean, del 1962.
- Lawrence of Arabia: The Battle for the Arab World, del regista James Hawes. PBS Home Video, 21 ottobre 2003.
- Lawrence D'Arabia è più volte citato nel videogioco Uncharted 3: L'inganno di Drake.
Note [modifica]
- ^ La data di nascita non è certa e viene talvolta indicata nel 15 agosto.
- ^ Fonte: Rai Educational - La storia siamo noi
- ^ Martin Gilbert: La grande storia della Prima guerra mondiale
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Thomas Edward Lawrence
Wikiquote contiene citazioni di o su Thomas Edward Lawrence
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) lawrenceofarabia.info
- Lawrence d'Arabia - Leggenda e mistero dell'ultimo eroe romantico La Storia siamo noi
- "Sui fiumi di Babilonia. Appunti sulla teoria della guerriglia di T.E. Lawrence"
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