T-37 (carro armato)

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T-37
T-37 in esposizione al Museo dei Corazzati di Kubinka
T-37 in esposizione al Museo dei Corazzati di Kubinka
Descrizione
Tipo carro armato anfibio
Equipaggio 2 (comandante/mitragliere e guidatore)
Progettista N. N. Kozyrev
Costruttore fabbrica Izhorsky (?)
Data entrata in servizio 11 agosto 1933
Data ritiro dal servizio 1942
Utilizzatore principale URSS URSS
Altri utilizzatori Finlandia Finlandia
Esemplari ~ 1.200
Sviluppato dal Carden-Loyd Mk VI tankette
Altre varianti T-37TU
T-38
Dimensioni e peso
Lunghezza 3,75 m
Larghezza 2,10 m
Altezza 1,82 m
Peso 3,2 t
Capacità combustibile 100 L
Propulsione e tecnica
Motore GAZ-AA a 4 cilindri, raffreddato ad acqua e alimentato a gasolio
Potenza 40 hp a 2.200 giri al minuto
Rapporto peso/potenza 12,5 hp/t
Trazione cingolata
Sospensioni tipo Horstmann modificato
Prestazioni
Velocità su strada 35 km/h
4 km/h in acqua
Autonomia 185 km
97 km fuoristrada
Pendenza max 40°
Armamento e corazzatura
Armamento primario 1 mitragliatrice Degtyaryov DT da 7,62 mm
Armamento secondario nessuno
Capacità 585 cartucce
Corazzatura frontale 6 - 9 mm
Corazzatura laterale 9 mm
Corazzatura posteriore 9 mm
Corazzatura superiore 6 mm
Corazzatura inferiore 6 mm

[1] [2]

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Il T-37 è stato un carro armato leggero anfibio sviluppato dall'Unione Sovietica nella prima metà degli anni trenta, partendo da un veicolo anfibio di origine britannica. Poco corazzato e sommariamente armato, il T-37 era un carro da ricognizione, avvantaggiato per tale mansione dalle sue capacità anfibie; tuttavia, a causa della situazione, fu utilizzato in battaglia quando il Terzo Reich attaccò i sovietici nel giugno 1941 e subì gravissime perdite a fronte di risultati nulli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1931 e 1932 la Vickers-Armstrong concepì un tankette anfibio del quale produsse due prototipi, cui il War Office dette le designazioni in numeri sperimentali A4E11 e A4E12. Noti anche con le sigle L1E1 e L2E2, erano mezzi lunghi 4,06 metri, larghi 2,06 e alti solo 1,88 metri, adatti per un equipaggio di 2 elementi: di questi il comandante sedeva in una torretta cilindrica spostata a sinistra, addetto anche all'impiego di una mitragliatrice Vickers da 7,7 mm raffreddata ad acqua.[1] La corazza era spessa 11 mm al massimo e il peso era estremamente contenuto, solo 2.170 chili; il motore Meadows a 6 cilindri erogante 90 hp permetteva una velocità massima su strada di 43 km/h e di poco più di 32 km/h su terreni sconnessi. Il treno di rotolamento era molto simile a quello del tankette Mark IV con l'unica differenza che le sospensioni tipo Horstmann disponevano ai carrelli snodabili di mezze balestre e non di molle elicoidali.[1] Per galleggiare lo scafo, dai parafanghi cavi,[2] era stato dotato di pannelli di legno di balsa e di una piccola elica con timone per muoversi in acqua, a una velocità massima di circa 6 km/h. Il Carden-Loyd attrasse l'attenzione del Dipartimento per la Motorizzazione e la Meccanizzazione dei lavoratori e dei contadini (abbrevviato come UMMRKKA in russo), un organismo dell'Armata Rossa che ottenne le tavole e dettagliate informazioni per il 1931.[2][3]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Presso la Zavod No. 37 un'équipe ingegneristica guidata da N. A. Astrov li studiò e ne trasse un proprio veicolo, denominato ufficialmente T-33 ma conosciuto anche con le designazioni Morskoi 33 e Malyi Tank 33. Pesante tra le 3 e le 3,7 tonnellate, era corazzato con 9 mm d'acciaio e armato con una mitragliatrice da 7,62 mm; il motore da 63 hp era in grado di raggiungere i 45 km/h.[3] I collaudi del prototipo "Selezen", altra sigla con cui era indicato, si svolsero nel marzo 1932 ma furono deludenti, e inoltre il veicolo fu considerato troppo complesso per andare incontro a una produzione massiccia.[2][3] Tutto il lavoro venne dunque trasferito alla da poco istituita fabbrica numero 2 della All-Soviet Automotive Union e posto sotto la supervisione dell'ingegnere N. N. Kozyrev: costui rimaneggiò i disegni precedenti estrapolandone il T-41. Pesante 3,2 tonnellate, manteneva lo scafo del T-33 ma con lo stesso motore GAZ-AA prodotto su licenza Ford del T-27, dal quale vennero pure traslati la trasmissione e i cingoli; per l'elica nel retro fu appositamente progettato un sostegno rigido.[2][4] Era stato concepito per una facile fabbricazione, cionostante i pochi esemplari prodotti non superarono le prove a causa di una tenuta stagna difettosa;[2] perciò venne costruito un terzo derivato sulla base del T-41 ma con un telaio costruito con l'aiuto della Krupp: il nuovo T-37 non passò ai collaudi, almeno in prima battuta.[2]
Infatti l'anfibio Vickers-Carden-Loyd non ebbe assolutamente successo con l'esercito britannico e la ditta si risolse a sfruttarlo come articolo sul mercato internazionale: fu acquistato dalla Cina nazionalista di Chiang Kai-Shek, dalle Indie Orientali Olandesi, dalla Thailandia.[1] L'URSS condusse trattative fin dal febbraio 1932 e a giugno fu firmato un contratto per 8 esemplari da consegnare disarmati alla Cooperativa Arcos; i primi due arrivarono poche settimane più tardi via nave. Nel frattempo era stato effettuato il concentramento di tutti gli uffici dedicatisi al progetto nella fabbrica No. 37, che analizzò a fondo i carri: lo studio guidato da Kozyrev portò infine al T-37A.[2] L'Armata Rossa richiese una preserie di 70 veicoli per test severi e molto intensi:[5] ad esempio per undici giorni consecutivi 7 carri furono fatti viaggiare per 1.126 chilometri, dei quali 965 percorsi in acqua. Alla fine l'esercito accettò in servizio la macchina l'11 agosto 1933[3] e poiché l'originale T-37 non era mai stato immatricolato, i comandi non videro il motivo di mantenere la "A" nella designazione del carro armato che così fu omessa, attribuendo alla variante del 1933 il semplice nome di T-37.[6]

Una fonte descrive invece un andamento dei fatti lievemente differente: mentre i T-37 originali venivano messi in prova, la squadra tecnica di Kozyrev portò avanti il progetto di propria iniziativa ritenendo che si potessero effettuare ulteriori miglioramenti: i militari furono convinti e bloccarono la produzione del T-37, che fu rimpiazzato dal T-37A. Non viene comunque ben specificato il perché dell'eliminazione della lettera "A".[7]

Produzione e modifiche[modifica | modifica wikitesto]

Non appena il T37A venne completato sotto forma di prototipo fu fatta una notevole ordinazione di 1.200 esemplari che si rivelò fin troppo ottimistica: le strutture industriali obsolescenti unita alla mancanza di attrezzature più moderne, richieste per il particolare carro armato, fecero slittare la produzione in massa alla fine del 1933. Il principale subappaltatore, la fabbrica di locomotive Podolsk, era inoltre impegnata con il tankette T-27 e comunque non possedeva i materiali adatti per il T-37, il cui scafo riteneva più difficile da costruire.[2] Nel 1934 l'ordine di produzione fu trasferito in toto alla fabbrica Izhorsky di Leningrado: per il mese di gennaio del 1934 le forze armate potevano disporre di 124 unità. Nel 1935 la Izhorsky aveva fabbricato 800 esemplari e prima del termine del 1936 l'iniziale richiesta di 1.200 veicoli fu soddisfatta, contando anche i prototipi della preserie.[2]

Durante i lavori sulla linea d'assemblaggio furono apportati diversi cambiamenti: dal 1934 i T-37 ebbero corazze da 10 mm sui fianchi, i cassoni laterali furono riempiti con legno di balsa oppure sughero.[2] A partire dal 1935 gli scafi furono assemblati mediante saldatura perfezionandone l'impermeabilità[7] e la parte anteriore a forma di prua venne ottenuta con lo stampaggio.[2] Dal 1936 i cassoni laterali cominciarono a non essere più usati e in contemporanea fu introdotta una cupola per il comandante.[7] La radio non era un equipaggiamento di serie e pochi esemplari ne furono dotati: chiamati T-37TU o T-37U, si distinguevano dagli altri mezzi per la peculiare antenna a ringhiera quadrangolare fissata ai bordi dello scafo.[8] Il sistema di comunicazione però serviva esclusivamente a mantenere in contatto il capocarro con i comandi nelle retrovie.[8]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Il T-37 entrò in servizio nell'Armata Rossa ufficialmente come veicolo da ricognizione, affiancando prima e sostituendo poi il tankette T-27. La sua dottrina di utilizzo prevedeva che superasse di slancio corsi d'acqua al fine di prevenire che un avversario potesse sfruttarlo per riorganizzarsi oppure per attestarvisi; venne inoltre destinato a ricoprire compiti di comunicazione e, al limite, fornire un primo supporto alla fanteria intenta all'attraversamento di fiumi.[2][7]

Dall'inizio del 1935 i comandi sovietici adoperarono i veicoli in diverse sperimentazioni sul campo: visti lo scarso ingombro e il peso assai limitato, fu riconsiderata l'idea di formare un corpo corazzato aviotrasportato con il quale sostenere i paracadutisti appena atterrati. La proposta si concretizzò in alcuni progetti che prevedevano di modificare i bombardieri pesanti TB-3 e renderli in grado di portare fino a tre esemplari, ma i comandi furono scettici e i collaudi non vennero giudicati soddisfacenti.[2][9]
Fu studiata la possibilità di impiegare il T-37 in operazioni di sbarco, calandoli da apposite navi e lasciando che raggiungessero da soli la costa; i risultati non furono molto incoraggianti giacché il mezzo era concepito per navigare in acque interne.[7] Si verificò anche la trasformazione di qualche esemplare in semovente d'artiglieria: sullo scafo senza torretta venne installato centralmente un cannone anticarro M1931 da 37 mm e alla sua sinistra una Degtyaryov DT da 7,62 mm. I modelli però non superarono le prove.[7]

I T-37 vennero distribuiti alle unità corazzate di ricognizione in forza alle divisioni di fanteria e ai corpi meccanizzati: solitamente erano organizzati in plotoni di 8 carri più un carro comando. Il battesimo del fuoco del T-37 avvenne durante la guerra d'inverno, combattuta tra l'Unione Sovietica e la Finlandia: dipinti di bianco a causa della neve che ricopriva i campi di battaglia (la tintura era comunque idrolabile), i T-37 si comportarono abbastanza bene sul difficile terreno di frontiera,[2] ma rivelarono altresì una eccessiva vulnerabilità sia in termini di corazze sia per l'autodifesa; fu constatato inoltre che il motore aveva la sgradevole tendenza a incendiarsi se danneggiato.[7] Le inaspettate sconfitte subite dall'Armata Rossa fecero cadere in mano finlandese numerosi equipaggiamenti di vario genere, tra i quali anche i T-37: insieme ai bottini guadagnati nella guerra di continuazione, i finlandesi catturarono un totale di circa 30 carri dal 1939 al 1944 che per lo più ripararono e riutilizzarono.[2][3]
Nell'estate del 1940 l'URSS invase senza spargimento di sangue la regione rumena della Bessarabia, operazione alla quale i T-37 parteciparono dopo essere stati trasportati dai bombardieri TB-1 e TB-3.[7]
A seguito dell'aggressione tedesca del giugno 1941, i T-37 come tutti gli altri corazzati disponibili furono gettati in combattimento e vennero spazzati via dai meglio equipaggiati panzer o dai reparti anticarro avversari: dopo una simile strage i veicoli sopravvissuti vennero ritirati dalla prima linea entro l'inizio del 1942 (alla fine dell'anno secondo altri dati)[8], per essere impiegati nelle scuole d'addestramento, in unità di difesa ausiliarie[2] oppure come trattori d'artiglieria.[8]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Lo scafo del T-37 era di forma grossomodo rettangolare, largo oltre 2 metri, con gli angoli stondati per una migliore idrodinamica e alti cassoni-parafanghi cavi come ulteriore sostegno per il galleggiamento; misurava una luce libera di 30 centimetri.[3] Il movimento in acqua era garantito da un'elica a tre pale ritraibile, installata nel retro del carro e collegata al motore; la virata era possibile grazie a un timone direzionale[2] e in caso di necessità si poteva invertire il moto spingente dell'elica e navigare in retromarcia.[7] A rendere ancor più peculiare il T-37 era l'inusuale architettura: la torretta monoposto era infatti spostata molto a destra e il pilota sedeva a sinistra nello scafo, in un compartimento con portello superiore e feritoia anteriore per la visuale esterna.[2]
La corazzatura rivettata era di esiguo valore in quanto il carro era stato concepito per effettuare ricognizioni e inoltre protezioni importanti si sarebbero riflesse negativamente sulle capacità anfibie. Lo scafo presentava piastre da 9 mm inclinate a 30° (rispetto un'asse verticale) sul muso e verticali sui fianchi; il retro era protetto da 6 mm a 60 e 45°. La bassa sovrastruttura era dotata di lastre da 9 mm inclinate a 10° in corrispondenza del posto del pilota, mentre la parte più avanzata era stata inclinata a 75° e dotata di protezioni da 6 mm; il retro misurava 9 mm verticali. La torretta di forma cilindrica era dotata su tutti i lati di corazze non inclinate spesse 9 mm, arrontondate in corrispondenza del mantelletto:[3][5] simili protezioni erano in grado di fermare con successo solo i proiettili delle armi leggere in dotazione alla fanteria.[2] L'unica arma di bordo era una mitragliatrice Degtyaryov DT da 7,62 mm installata in torretta su un supporto che permetteva un alzo contenuto tra i -5 e i +5°: capace di sparare 600 colpi al minuto a una velocità iniziale di 840 m/s, era efficace entro gli 800 metri. Era utilizzata dal capocarro, che doveva inoltre dare ordini al pilota e coordinarsi con i mezzi amici mediante delle bandierine opportunamente sporte dalla torretta.[3]

Da un punto di vista tecnico il T-37 aveva ripreso le sospensioni Horstmann dell'A4E11, ma con qualche modifica atta a renderle più affidabili:[7] le 4 ruote d'appoggio, a raggiera, furono accoppiate mediante due carrelli ognuno formato da due elementi sagomati a squadra; questi erano uniti nella parte superiore da due molle elicoidali parallele al terreno.[3] Il treno di rotolamento era completato da una ruota motrice anteriore e una di rinvio posteriore: i cingoli tipo drop forged erano larghi 210 mm, si componevano di 90 maglie ed erano sostenuti superiormente da due rulli. La pressione al suolo risultante senza affondamento era pari a 0,55 kg/cm2.[3][5] Una fonte afferma invece che l'intero treno d'appoggio fosse una copia migliorata di quello del tankette francese AMR 33, in effetti contemporaneo al T-37 come progettazione e fabbricazione.[8] L'albero motore collegava la ruota motrice all'apparato motore situato nel retro dello scafo, consistente in un GAZ AA quattro tempi erogante 40 hp: la trasmissione a epicicli era associata a un cambio con quattro velocità e una retromarcia, dotato inoltre di un differenziale semplificato.[3] Il serbatoio da 100 litri di gasolio[5] (o benzina come afferma un'altra fonte)[8] garantiva un'autonomia di 230 chilometri su strada, 97 se la marcia avveniva su terrenni sconnessi; in acqua il T-37 raggiungeva punte massime di 4 km/h.[3] Un'altra fonte afferma che invece l'autonomia arrivasse a 200 chilometri su strada, il doppio di quella fuoristrada; anche per la velocità in acqua indica un massimo di 6 km/h.[5] Altri dati riportano che la velocitò massima registrata su strada arrivasse a ben 56,3 km/h.[8]

Nel complesso il carro riteneva un contenuto peso di 3,2 tonnellate in ordine di combattimento. I numerosi e duri collaudi cui fu sottoposto il T-37 dimostrarono che era in grado di superare ostacoli alti 50 centimetri, trincee larghe 1,60 metri e pendenze di 40°; il raggio di volta misurava circa 6 metri.[3]

Esemplari esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare visto il destino subito, diversi T-37 sono giunti fino a noi e qualcuno di essi è ancora funzionante: è noto che la parata commemorativa delle forze armate russe del novembre 2011, tenutasi nella Piazza Rossa a Mosca, vide sfilare tre esemplari.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c T-37 su mailer.fsu.edu. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t T-37 su tanks-encyclopedia.com. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m T-37 su wwiivehicles.com. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  4. ^ Sulla provenienza delle componenti meccaniche la fonte online russianwarrior.com afferma che furono prese da un autocarro della GAZ, tranne ovviamente i cingoli.
  5. ^ a b c d e T-37 su onwar.com. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  6. ^ T-37 su books.google.it. URL consultato il 15 febbraio 2013.
  7. ^ a b c d e f g h i j T-37 su russianwarrior.com. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  8. ^ a b c d e f g T-37 su corazzati.it. URL consultato il 18 febbraio 2013.
  9. ^ Il sito russianwarrior.com afferma che furono utilizzati anche i TB-1 e che i test si conclusero con un successo

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