T-34 (carro armato)

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T-34

T-34 modello 1943
Caratteristiche generali
Equipaggio 4
Lunghezza 6,75 m
Larghezza 3,00 m
Altezza 2,45 m
Peso 30,9 t
Corazzatura ed armamento
Corazzatura Scafo:
45mm frontale (60°)
45mm laterale (40°)
40mm posteriore (42°)
20mm superiore (90°)
20mm inferiore (90°)
Torretta:
52mm anteriore (0°)
52mm laterale (30°)
52mm posteriore (30°)
20mm superiore (90°)
40mm scudo (0°)
Armamento primario 1 cannone 76,2 mm F-34
Armamento secondario 2 mitragliatrici DT da 7,62 mm
Apparati di tiro
Mobilità
Motore 12 cilindri Diesel modello V-2
500 hp
Velocità 55 km/h
Potenza/peso 16,2 hp/ton
Autonomia 465 km

Il carro armato T-34 fu il mezzo corazzato sovietico più famoso della seconda guerra mondiale.

All'inizio dell'Operazione Barbarossa (l'attacco tedesco all'Unione Sovietica), le truppe della Wehrmacht lo incontrarono raramente: pure, in quelle sporadiche occasioni, riuscì a gettare i carristi germanici e i loro ufficiali in uno sconforto parossistico, prossimo quasi al panico. Heinz Guderian, di fronte alle caratteristiche innovative del mezzo, che lo rendevano superiore a ogni mezzo della Wehrmacht arrivò a suggerire che gli ingegneri tedeschi lo copiassero "tout court". Il T-34 iniziò a formare la componente principale delle unità corazzate sovietiche durante il 1942, quando le fabbriche che lo costruivano, evacuate in tutta fretta dall' Ucraina e dalla Russia Bianca (minacciate dall'avanzata nazista) vennero ricostruite al sicuro dietro gli Urali, riprendendo a piena forza i loro ritmi produttivi.

Le grandissime innovazioni tecniche del T-34 (rispetto al suo antenato BT-1) furono l'introduzione della corazza inclinata, i cingoli larghi e il cannone a canna medio-lunga (I Panzer IV tedeschi dell'epoca avevano un cannone corto da 75mm, adatto soprattutto per il supporto alla fanteria, piuttosto che alla lotta controcarro). L'inclinazione di 60 gradi (rispetto ad un asse verticale) della corazza frontale, che misurava 45 mm, si traduceva in una resistenza equivalente a circa 100mm di acciaio posto verticalmente, giacché l'inclinazione peggiorava l'angolo penetrativo di una granata sparata orizzontalmente, un vero e proprio uovo di Colombo che consentiva anche un risparmio di acciaio di circa il 50%. I cingoli larghi consentivano (distribuendo il peso su una superficie più vasta) al mezzo di attraversare i terreni più difficili, come le plaghe nevose invernali o gli infidi pantani primaverili, che caratterizzano le pianure russe durante il disgelo (rasputitsa). Il cannone da 76 mm era nel 1942 l'arma anticarro di maggior calibro e riusciva a perforare facilmente le corazze delle controparti naziste (Panzer III e Panzer IV).

Mentre la produzione dei carri tedeschi era piuttosto lenta (la lavorazione ancora semi-artigianale dava ottimi risultati, a scapito però della velocità), la costruzione di un T-34 (totalmente aderente al principio della catena di montaggio) era veloce e semplice, essendo ogni operazione scomposta nella maniera più elementare, tanto che le fabbriche ricostruite dietro gli Urali poterono incrementare i loro organici anche attingendo alla popolazione locale, composta da contadini, donne e adolescenti troppo giovani per il servizio militare. Il mezzo poteva raggiungere i 55 km/h e aveva un'autonomia di 465 km, prestazioni notevolmente superiori a quelle dei corazzati tedeschi dell'epoca.

Come contromisura al T-34, i tedeschi installarono cannoni lunghi da 50mm sui Panzer III e 75mm lunghi (da 43 o 48 calibri) nei carri Panzer IV, e progettarono il nuovo carro armato Panther (1943), che riprendeva le innovazioni tecniche del T-34, ma con corazza e peso maggiore.

Un T-34 fotografato nel giugno 1942.

Per un certo periodo i russi scartarono ogni progetto di miglioria o di modifica del T-34, per mantenere la produzione il più alta possibile; soltanto l'apparizione del Panzer V nella Battaglia di Kursk li convinse ad approntare una nuova versione del loro "cavallo di battaglia", il T-34/85 che disponeva di armamento, corazza e autonomia superiori alla precedente versione. La torretta del T-34 fu sostituita con una più grande, che ospitava tre uomini e un cannone lungo da 85 mm; questa liberava il comandante dal dover svolgere anche il ruolo di puntatore e, protetta da una corazza frontale di 90 mm garantiva una migliore speranza di sopravvivenza all'equipaggio. Il nuovo cannone consentì ai carristi sovietici di mietere moltissimi successi contro i "colleghi" della sempre più esangue e stressata Panzerwaffe.

I tedeschi definirono il T-34 il miglior carro armato della guerra; alla fine del conflitto ne erano stati prodotti circa 45.000[senza fonte]. La sua facilità di produzione ed i componenti semplici di cui era composto fecero sì che la produzione raggiungesse i 2000 esemplari al mese, quando ad esempio di Tiger tedeschi ne vennero prodotti 1500 in tutta la guerra.

I T-34 era un mezzo facilmente utilizzabile anche da soldati poco addestrati, anche se, con il volgere della guerra in loro favore, gli alti comandi sovietici apprezzarono sempre di più i benefici di una più profonda istruzione tecnica e tattica dei loro equipaggi, riuscendo infine a confrontarsi da un piano di superiorità con i carristi della Wehrmacht che, costretti dalla necessità, si trovarono infine (come i loro nemici nel 1941-42) a schierare battaglioni e reggimenti di reclute poco addestrate tenuti insieme da veterani esperti ma demoralizzati.

Il T-34 è un carro armato usato da moltissimi operatori, ad esempio dagli eserciti arabi, che ricevettero una versione ceca del T-34/85, dalla Cina comunista, dalla Corea del Nord, dal Vietnam del Nord, dalla Jugoslavia di Tito, da Cuba, dalla Somalia di Siad Barre e dall'MPLA Angolano.

In questi paesi il T-34 ha avuto modo di venire impiegato in azione fino agli anni '90 (durante i conflitti etnici che seguirono la disgregazione della Jugoslavia); per quanto tecnologicamente superato esso si è rivelato efficace se impiegato contro nemici poco o per nulla dotati di propri mezzi corazzati o di sofisticati sistemi di difesa anticarro.

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