Symphysodon

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Pesce disco
Discus fish.jpg
Una delle molteplici varietà di Symphysodon aequifasciatus.
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Osteichthyes
Ordine Perciformes
Famiglia Cichlidae
Sottofamiglia Cichlasomatinae
Genere Symphysodon
Nomenclatura binomiale
Symphysodon
Johann Heckel, 1840
Nomi comuni

Pesce disco o discus o Re dell'acquario

Il genere Symphysodon raggruppa due specie di pesci d'acqua dolce comunemente conosciuti come Pesce disco o discus o re dell'acquario. Il nome scientifico deriva dal greco, infatti symphysis (sviluppato insieme) + oduos (denti) significa denti sviluppati insieme. Ciò deriva dalla particolare conformazione dentale di questi pesci, costituita da due placche ossee che fungono da unico dente per mascella e mandibola.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il primo discus fu raccolto nel Rio Negro dal naturalista austriaco Johann Natterer negli anni trenta. del XIX secolo, nel corso di un suo lungo viaggio in Amazzonia e Mato Grosso; fu solo nel 1840, però che esso fu descritto e classificato dall'ittiologo tedesco Johann Heckel: fu chiamato Symphysodon discus ed ancor oggi è noto in acquariofilia come discus Heckel. Negli anni successivi furono trovati discus un po' dappertutto da esploratori ed ittiologi che battevano in lungo ed in largo il bacino amazzonico; si ebbe così modo di constatare l'esistenza di decine di varietà, ma per oltre un secolo esse furono tutte considerate, appunto, semplici varietà (variatio) o sottospecie di Symphysodon discus. Fu solo nel 1960 che l'ittiologo americano Leonard P. Schultz classificò ufficialmente la seconda specie di discus, chiamandola Symphysodon aequifasciatus: in realtà si trattava di una variatio del discus di Heckel, in precedenza (1904) descritta come tale dall'ittiologo francese Jacques Pellegrin, a cui spetta perciò la paternità della descrizione del Symphysodon aequifasciatus. L'ultima sottospecie di Symphysodon discus fu classificata nel 1981 ora ritenuta solo una varietà. Lo stesso Leonard P. Schultz suddivise Symphysodon aequifasciatus nelle famose tre sottospecie, ognuna identificata con un colore di base dominante (Symphysodon aequifasciatus aequifasciatus o discus verde, Symphysodon aequifasciatus axelrodi o discus marrone, Symphysodon aequifasciatus haraldi o discus blu), che per decenni hanno caratterizzato questo Ciclide sulla scena acquariofila: attualmente, però, non sono più riconosciute dalla maggioranza degli ittiologi, al pari della sottospecie del discus Heckel (Symphysodon discus willischwartzi) descritta agli inizi degli anni ottanta. Tuttavia negli ultimi anni sono state riconosciute solo tre specie principali mentre le sottospecie sono state dichiarate irrilevanti, nonostante molti le usino ancora. Infine, alcuni studiosi hanno cercato di dimostrare negli ultimi anni l'esistenza di una sola specie di discus, suddivisa in molteplici forme locali, tutte incrociabili fra loro: un'ipotesi suggestiva ma fino ad oggi con scarso seguito, sicché in definitiva i discus restano tre: Symphysodon aequifasciatus, Symphysodon discus e Symphysodon tarzoo.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il genere è distribuito in tutto il bacino del Rio delle Amazzoni. Abita acque calme e relativamente fonde, tra rocce e ciottoli smussati non calcarei sul fondo e radici di torbiera e ricchi di resina in anse ombreggiate e con fondali scuri. L'acqua anche se limpida, pulita ed ossigenata ha un colore leggermente ambrato per la presenza di legni cedenti tannini ed acidi umici o presenza di torba. La temperatura dell'acqua va dai 25 ai 33 °C, pH 5-9, 1-9ºdKH, durezza non superiore a 6-19ºdGH, conduttività 50-200 µS/cm (durante la riproduzione, valori eccessivi causano un notevole aumento della tensione superficiale, che danneggerebbe la membrana delle uova, facendola esplodere) e nitrati entro i 50 mg/l. L'ambiente acquatico che frequentano le due specie è composto da numerose piante, quali: Echinodorus bleheri, Echinodorus horizontalis, Cabomba furcata, Myriophyllum matogrossense, Ceratopteris thalictroides, Limnobium laevigatum, Anubias barteri, Cryptocoryne wendtii, Microsorum pteropus, Aponogeton spp., Salvinia molesta e Pistia stratiotes.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Lunghezza: possono superare i 18 cm.

Appartenenti alla numerosa famiglia dei ciclidi, i pesci disco (o discus) presentano un corpo fortemente compresso ai fianchi ma massiccio e grande. Di profilo hanno forma discoidale, da qui il nome. Le pinne anale e dorsale sono anch'esse arrotondate, ma piuttosto ampie. Le pinne ventrali sono lunghe e sottili. La pinna caudale è potente, a delta. La livrea è estremamente variabile: sono tuttavia sempre presenti nove fasce verticali, più visibili in Symphysodon aequifasciatus, mentre in Symphysodon discus sono meno visibili tranne la fascia centrale scura sui fianchi (la quinta) particolarmente marcata rispetto alle altre, inoltre il corpo di quest'ultima specie è sempre attraversato da numerose striature irregolari orrizontali.

Dimorfismo sessuale: Il dimorfismo sessuale è completamente assente, tuttavia alcuni maschi possono presentare a volre una protuberanza frontale e/o un pennacchio all'estremità della pinna dorsale, mentre nelle femmine il profilo anteriore è arrotondato; al momento della riproduzione la femmina estroflette un ovodepositore di forma cilindrica, mentre il maschio mette in evidenza il proprio organo fecondatore, di forma conica. I maschi diventano anche più aggressivi nei confronti dei conspecifici e tollerano solo la compagna scelta per la riproduzione.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Pacifico, e relativamente socievole che forma spesso fitti branchi abbastanza numerosi (diverse decine di individui), all'interno dei quali si instaura una gerarchia che raramente porta a conflitti cruenti; i rapporti cambiano solo durante il periodo riproduttivo. Non è un pesce intraprendente. Convivono spesso con pesci più piccoli o comunque di branco, predatori di superficie e pesci di fondo: i cardinali (Paracheirodon axelrodi), Paracheirodon simulans, Hemigrammus pulcher, Hemigrammus erythrozonus, Hemigrammus bleheri, Hyphessobrycon erythrostigma, Hyphessobrycon pulchripinnis, Hyphessobrycon herbertaxelrodi, Pristella maxillaris, Nannostomus spp., Rasbora heteromorpha, Rasbora pauciperforata, Barbus pentazona, Carnegiella spp., Thoracocharax spp., Aplocheilus spp., Osteoglossum spp, Pantodon buchholzi, Laetacara curviceps, Laetacara dorsigera, Laetacara thayeri, Cleithacara maronii, Nannacara anomala, Apistogramma spp., Microgeophagus spp., Uaru amphiacanthoides, Dysichthys coracoideus, Corydoras arcuatus, Corydoras elegans, Corydoras pygmaeus, Brochis splendens, Farlowella acus, Sturisoma aureum e Pangio spp.. A differenza di altri Ciclidi non scava nel fondo e non danneggia le piante. Non convivono bene con lo scalare (Pterophyllum scalare), perché quest'ultimo risulta essere più vivace, veloce, territoriale ed adattabile a nuove condizioni ambientali, esso tende a prendere rapidamente possesso del territorio del pesce disco ed a relegarlo in angoli od anfratti persino rubandogli le prede.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Le coppie si isolano con la loro prole mostrando uno spiccato territorialismo. Individui appartenenti alla stessa nidiata o comunque imparentati possono incrociarsi, ma con una maggiore percentuale di insuccessi riproduttivi. La coppia si forma lentamente, attraverso imperscrutabili segni di intesa che maschio e femmina si scambiano nel corso di un periodo abbastanza lungo: una volta formatasi, però, è difficile che si sciolga spontaneamente. La riproduzione avviene spesso in zone appartate, se la zona è frequentata da molti pesci la coppia si può eccessivamente stressare ed i genitori possono finire col divorare le uova soprattutto se la coppia è ancora inesperta. Una volta isolatasi la coppia completa la pulizia del substrato prescelto per deporvi le uova (foglie larghe e robuste di piante acquatiche o pareti rocciose), durante i rituali che precedono l'accoppiamento la coppia è spesso scossa da una caratteristica vibrazione. La femmina estroflesso l'organo di deposizione (ovodepositore) di forma cilindrica, viene invitata presso il luogo prescelto ed inizia a deporre spostandosi lungo l'asse principale del substrato, generalmente dal basso verso l'alto. Viene subito seguita dal maschio che sfiora le uova con l'organo di fecondazione, leggermente più piccolo e di forma conica, rispetto all'ovodepositore femminile. Questa operazione può durare fino a 2 ore circa, finché il substrato di deposizione sia coperto da un cospicuo numero di perline adesive, brillanti e turgide. I partner iniziano subito a "soffiarle" per ossigenarle ed evitare un accumulo di detrito sulla loro superficie, sia muovendo freneticamente le pinne pettorali. Le uova che "imbiancano" (non essendo state fecondate, od a causa di fenomeni degenerativi prodotti da cause diverse, incluso l'inquinamento delle attività umana, oppure più frequentemente infettate da batteri e funghi) sono immediatamente prelevate dalla femmina, con precisione ed abilità, per evitare che possano ammuffire producendo danni alle larve circostanti. Una temperatura troppo bassa, può produrre "disguidi" ormonali, che impediscono sia la formazione delle coppie, sia le normali pratiche di corteggiamento e deposizione. Se i genitori non si sono alimentati abbastanza e se l'acqua contiene un eccesso di flora batterica o di materiali in decomposizione, il successo della riproduzione può essere compromesso. La femmina può deporre alcune centinaia di uova. Se la temperatura si attesta attorno ai 28-30 °C, le pratiche di cura delle uova proseguiranno per circa 60 ore, molto impegnative per i genitori che spesso (ma non sempre) smettono di alimentarsi durante questa delicata fase riproduttiva; in definitiva, se la deposizione è avvenuta al tramonto, la schiusa si potrà osservare al mattino del terzo giorno. Può capitare che la coppia sia formata da due femmine, in quel caso le uova deposte ammuffiranno. Gli avannotti alla nascita sono piccolissimi e muniti di un filamento adesivo sul capo: quelli che cadono sul fondo dopo la schiusa vengono prontamente raccolti da uno dei genitori, che li risputa sul substrato di deposizione. Quando la schiusa è completa, i piccoli discus formano uno strato uniforme brulicante di codine e di occhietti scuri. Spesso viene scelto un secondo sito per trasferire gli avannotti poche ore dopo la schiusa: in questo caso, uno dei partner si occupa della ricerca e della pulizia del substrato, mentre l'altro monta la guardia alla prole. Se il nuovo sito si rivela malsicuro oppure semplicemente poco igienico, la coppia sposta nuovamente il "nido", anche più volte nell'arco della stessa giornata. I piccoli, finché sono legati al substrato mediante il filamento adesivo, non si nutrono, essendo provvisti di un sacco vitellino che permetterà loro di superare le prime fasi dello sviluppo. A 3-4 giorni dalla schiusa, però, il tuorlo scompare e gli avannotti cominciano a nuotare in formazione (schooling). Entrambi i genitori nutrono direttamente la loro prole, con una particolare secrezione mucosa del corpo. Già poco dopo la schiusa delle uova la loro epidermide assume una colorazione opaca, prodotta dallo stesso strato di muco-proteine; le pinne, invece, divengono particolarmente scure, assumendo generalmente un colore blu notte. La sostanza prodotta sull'epidermide dai discus è secreta da particolari cellule caliciformi, talvolta contiene alghe unicellulari e protozoi che ne aumentano il valore nutritivo. È stato inoltre evidenziato che questa preziosa sostanza viene prodotta soprattutto sul dorso, dove più si addensano le cellule che la secernono. Se i piccoli si allontanano troppo dai genitori vengono divorati da altri pesci. In artificiale invece i piccoli possono essere allontanati dai genitori e alimentati con naupli di Artemia salina. Dopo la schiusa comunque i piccoli rimangono solitamente con i genitori per almeno un mese ed a volte perfino due mesi. Oltre alla riproduzione naturale i Discus sono stati soggetti a molti incroci tra le diverse varietà che la natura presenta per renderlo più resistente e quindi più adatto alla vita in un acquario, ciò però in molti casi ha prodotto degli esemplari non in grado di riprodursi a causa dell'eccessivo inincrocio (inbreeding), tecnica utilizzata dagli allevatori per la selezione delle caratteristiche desiderate.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Onnivoro. "Pilucca" spesso sul fondo, tra i legni e le rocce in cerca di organismi commestibili (piccoli crostacei, vermetti, insetti e loro larve, alghe, detriti vegetali, tubifex, chironomi, artemie, dafnie, pesci ed a volte carogne.

Salute[modifica | modifica sorgente]

I discus sono oggetto di molte patologie spesso causate da inquinamenti dell'acqua da parte di attività dell'uomo o contratti da altri pesci di specie diverse. Molto diffusa è la "malattia del buco" sostenuta dai protozoi Spironucleus e Hexamita. Un'altra malattia diffusa è la "peste del discus e dello scalare" che colpisce anche Pterophyllum scalare (di cui però può risultare portatore sano), le cui cause sono tuttora poco chiare. Queste due malattie sono possono essere contratte anche da altri ciclidi purtroppo.

Specie[modifica | modifica sorgente]

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

Tutte e due le specie e tutte le varietà vengono allevate e riprodotte con successo in acquario. L'identità dei primi esemplari importati per il mercato acquariofilo resta dubbia. Symphysodon aequifasciatus è la specie di discus oggi più diffuso in acquario. Tra le varietà di colore selezionate spiccano la "Red spot", la "Brown" e la "Pigeon Blood" (nota ormai da più di vent'anni). Quest'ultima varietà è stata selezionata in Asia nel 1990 e presentata ufficialmente nei primi mesi dell'anno seguente, per lungo tempo il suo costo rimase proibitivo, prima di diventare accessibile a tutti. I "Pigeon Blood" hanno fama di essere mediocri genitori, perché spesso non producono muco a sufficienza per nutrire la loro prole. Proprio per questo gli allevatori preferiscono incrociarli con altre varietà, soprattutto la "Brown" (marrone) considerata tra le migliori produttrici di muco. Gli ibridi "marrone x pigeon" sono spesso dotati di una diffusa puntinatura nera simile a fuliggine che gli allevatori cercano di eliminare con un paziente lavoro di selezione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "Discus: domande e risposte sul Re dell'acquario" in Il mio acquario, nº 110, novembre 2007, pp. 16-21.;
  • "Il compleanno del "Pigeon Blood"" in Il mio acquario, nº 139, aprile 2010, p. 2..

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Sito Web su Symphysodon in lingua italiana http://www.maniadiscus.com;
  • Articolo accademico su Symphysodon in lingua inglese [1];
  • Articolo accademico su Symphysodon in lingua inglese [2];
  • Articolo accademico su Symphysodon in lingua inglese [3];
  • Scheda Symphysodon su "fishbase" [4].
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