Symphodus roissali

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Tordo verde
Symphodus roissali 17-04-06 (Stefano Guerrieri).jpg

Symphodus roissali Rab.JPG
Maschio in livrea nuziale (in alto)

Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa Bilateria
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Labroidei
Famiglia Labridae
Genere Symphodus
Specie S. roissali
Nomenclatura binomiale
Symphodus roissali
(Risso, 1810)
Sinonimi

Crenilabrus aeruginosus (Pallas, 1814)
Crenilabrus arcuatus Risso, 1827
Crenilabrus capistratus (Pallas, 1814)
Crenilabrus quinquemaculatus Risso, 1827
Crenilabrus tigrinus Risso, 1827
Labrus aeruginosus Pallas, 1814
Labrus capistratus Pallas, 1814
Labrus oculusperdix Rafinesque, 1810
Lutjanus alberti Risso, 1810
Lutjanus roissali Risso, 1810
Symphodus quinquemaculatus (Risso, 1827)

Symphodus roissali (Risso, 1810), conosciuto comunemente come tordo verde, è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Labridae.

Habitat e distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Diffuso nell'Oceano Atlantico orientale, dal golfo di Guascogna fino a Gibilterra, nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero[2].

Vive a profondità molto basse[3] su fondali rocciosi ricchi di vegetazione e nelle praterie di posidonia[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ha aspetto simile agli altri Symphodus, la sua sagoma è alta e il muso piuttosto corto. La colorazione di fondo è beige chiaro o marrone, gli esemplari di prateria spesso hanno colore verde vivo. La livrea è il carattere più importante per la determinazione di questa specie anche se, come in quasi tutti i Symphodus, questa è molto variabile tra individuo e individuo, tra maschio e femmina e tra esemplari in riproduzione e non. Probabilmente è il labride con la livrea più variabile del Mediterraneo. I caratteri sempre (o quasi) presenti sono una linea scura tra l'occhio e il muso e alcune linee simili oblique sulla gola, cinque macchie scure sul dorso che sconfinano nella pinna dorsale a cui spesso seguono altre macchie simili in verticale a formare 5 fasce verticali indistinte (carattere altamente variabile) e una macchietta scura nella parte centrale del peduncolo caudale, che può talvolta mancare. Ci sono tre livree principali:

  • la livrea a bande scure, comune negli individui che vivono tra le posidonie, presenta tre fasce scure continue orizzontali la più alta delle quali decorre immediatamente sotto alla pinna dorsale
  • la livrea maschile, in cui le linee sulla gola prendono un colore azzurro vivace o verde, l'occhio è bordato di rosso e due macchie nere evidenti sono presenti nella parte posteriore della pinna dorsale. In questa livrea spesso il colore di fondo è rosso mattone e spesso è piuttosto variegata più che avere fasce ben definite
  • la livrea femminile riproduttiva in cui il colore di fondo è marrone chiaro o verdastro cosparso di macchiette scure in maggior numero nella regione ventrale[3][4][5].

Misura fino a 17 cm di lunghezza[2].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Può vivere fino a 8 anni[2]. È molto territoriale[3].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

In primavera[5] il maschio costruisce con alghe e sabbia un nido emisferico piuttosto grande. Dopo la deposizione il maschio sorveglia il nido e lo ossigena con movimenti della pinna caudale[3].

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

È carnivoro. Si nutre principalmente di molluschi (bivalvi, gasteropodi), di gamberi, ricci di mare e idroidi[2].

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Si cattura soprattutto con tramagli e nasse nonché con le lenze. Le carni non sono particolarmente apprezzate e servono solo per preparare la zuppa di pesce[3].

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La specie non è minacciata, ha popolazioni abbondanti e ben distribuite[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Symphodus roissali in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ a b c d (EN) Symphodus roissali in FishBase. URL consultato il 25/07/2014.
  3. ^ a b c d e Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, ISBN 88-425-1003-3.
  4. ^ a b Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.
  5. ^ a b Enrico Tortonese, Osteichthyes, Bologna, Calderini, 1975.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.
  • (EN) Quignard, J.P., A. Pras, Fishes of the north-eastern Atlantic and the Mediterranean, vol. 2, Parigi, UNESCO, 1986, pp. 919-942.

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