Symphodus ocellatus

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Tordo ocellato
Symphodus ocellatus 1.jpg Symphodus ocellatus 24-05-07 (Stefano Guerrieri).jpg
Esemplare maschio
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa Bilateria
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Labroidei
Famiglia Labridae
Genere Symphodus
Specie S. ocellatus
Nomenclatura binomiale
Symphodus ocellatus
(Forsskål, 1775)
Sinonimi

Crenilabrus ocellatus (Forsskål, 1775)
Labrus ocellaris Linnaeus, 1758
Labrus ocellatus Forsskål, 1775
Symphodus ocellaris (Linnaeus, 1758)

Particolare della macchia opercolare

Symphodus ocellatus (Forsskål, 1775), conosciuto comunemente come tordo ocellato è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Labridae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa nel Mar Mediterraneo, nel Mar Nero e nel Mare di Azov e, forse, in una ristretta zona dell'Oceano Atlantico orientale circostante lo stretto di Gibilterra. È comunissimo nei mari italiani[2].

Vive su fondali rocciosi poco profondi, gli individui giovanili si possono incontrare anche nelle praterie di Posidonia oceanica[3].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

L'aspetto è simile a quello degli altri comuni Symphodus mediterranei; in questa specie il profilo dorsale della testa presenta una leggera concavità nella regione frontale. Come negli altri membri del genere i caratteri della livrea sono essenziali per la determinazione ma questa è complicata dalla grande variabilità della colorazione, diversa tra i due sessi, nelle diverse stagioni e molto variabile anche da individuo a individuo. Sono evidenti due macchie, una grande e ovale con centro più scuro (ocello) sull'opercolo branchiale, l'altra scura, piccola, posizionata sul peduncolo caudale, lungo la linea laterale. L'ocello è di colore verde bordato di rosso vivo nel maschio e nero o blu scuro con bordo rosso più chiaro nelle femmine. Il colore di fondo è marrone o verdastro, verde vivo negli esemplari delle praterie. Al centro del fianco è quasi sempre presente una fascia scura orizzontale che talvolta è suddivisa in una serie di brevi barre verticali allineate; sopra la fascia scura si evidenzia di solito un'altra fascia chiara, spesso bianca. Durante il periodo riproduttivo il maschio assume una colorazione più accesa, talvolta con colore di fondo rosato o arancio, con punti e linee blu sulla parte inferiore della testa e la gola e linee ondulate rosse o blu-verdi che formano una raggiera con centro sull'occhio. Talvolta il colore può essere uniformemente giallo dorato o arancio con solo l'ocello e la macchietta sul peduncolo caudale[2][3][4].

Fino a circa 12 centimetri[5].

Biologia[modifica | modifica sorgente]

La longevità massima è di circa 5 anni[5].

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La stagione riproduttiva si protrae per circa 2 mesi tra maggio e giugno. In questo periodo i maschi costruiscono dei nidi composti principalmente da frammenti di alghe che vengono disposte in una piccola cavità rocciosa circolare del diametro di circa 15 cm.[6] Le femmine selezionano un nido e vi depongono le uova che sono immediatamente fecondate dal maschio. Avvenuta la fecondazione, il maschio provvede alla protezione delle uova fino alla loro schiusa, che avviene in genere in 3-4 giorni.
In funzione della taglia e dell'età, i maschi di S. ocellatus possono assumere quattro tipologie di comportamento: [7][8]

  • bourgeois o nest builder, di taglia maggiore, che costruiscono il nido e sviluppano cure parentali;
  • satelliti o helper, di taglia intermedia, che collaborano con i costruttori nella difesa del nido e partecipano in misura minore alla fecondazione delle uova;
  • parassiti, o sneaker, di piccola taglia, che fecondano le uova deposte nei nidi costruiti da altri maschi;
  • non riproduttori, troppo piccoli per partecipare alla riproduzione.

I potenziali predatori possono essere individui cogenerici o altri labridi come Coris julis, Thalassoma pavo e Labrus bergylta [9].

Per quanto riguarda la composizione algale dei nidi un recente studio condotto all'interno della AMP Capo Gallo - Isola delle Femmine ha mostrato che le specie maggiormente utilizzate sono l'alga calcarea Jania rubens assieme a Dictyota linearis e Lophocladia lallemandii. Altre specie utilizzate in misura minore sono Corallina officinalis, Halopteris filicina, Cystoseira spp., Laurencia spp., Cladophora spp., Amphiroa spp. e Valonia spp.[10]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di crostacei, molluschi, idrozoi, briozoi e vermi[5].

Pesca[modifica | modifica sorgente]

Viene catturato in abbondanza con tramagli, nasse e lenze ma le carni, come gli altri labridi, non sono apprezzate se non per la zuppa di pesce[4].

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

I colori sgargianti rendono questa specie particolarmente attraente per gli acquari marini mediterranei[4].

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

La specie non è minacciata ed è comune in tutto l'areale[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Symphodus ocellatus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ a b Enrico Tortonese, Osteichthyes, Bologna, Calderini, 1975.
  3. ^ a b Patrick Louisy in Trainito, Egidio (a cura di), Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.
  4. ^ a b c Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, ISBN 88-425-1003-3.
  5. ^ a b c (EN) Symphodus ocellatus in FishBase. URL consultato il 25/07/2014.
  6. ^ Lejeune P, Le comportment sociaux des labridés méditerranéens in Cahiers d'Etologie Appliquee 1985; 5: 1-208.
  7. ^ Alonzo S.H. and Heckman K.L., The unexpected but understandable dynamics of mating, paternity and paternal care in the ocellated wrasse in Proc. R. Soc. B 2010; 277: 115-122.
  8. ^ Taborsky M, Sneakers, satellites, and helpers: parasitic and cooperative behaviour in fish reproduction in Adv. Study Behav. 1994, 21: 1-100.
  9. ^ Taborsky M, Bourgeois and parasitic tactics: do we need collective, functional terms for alternative reproductive behaviours? in Behavioral Ecology and Sociobiology 1997; 41: 361-362.
  10. ^ Timpanaro A, Fattori ecologici nel processo riproduttivo di una specie marina nidificante, Symphodus ocellatus: ruolo dell'habitat e delle risorse, 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Patrick Louisy in Trainito, Egidio (a cura di), Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.

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