Symbel

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Una scena di bevuta su una stele incisa a Gotland.

Il symbel (dall'antico inglese) o sumbel (dal norreno) era un importante rituale della tradizione germanica. Avveniva sempre al coperto, in una sala denominata "Sala dell'idromele" ed era caratterizzato da grandi bevute di birre ale e idromele (da qui l'etimologia della stanza). Oltre alle bevute, questo rituale comportava discussioni e scambio dei doni, mentre il mangiare era specificatamente escluso.[1]

Racconti del rituale permangono nei poemi anglosassoni Beowulf (versi 489-675 e 1491-1500), Sogno della Croce (Dream of the Rood) e Giuditta, nel poema in antico sassone Heliand, e nel norreno Lokasenna così come in altre saghe come la Heimskringla o la Fagrskinna.

Bragarfull[modifica | modifica wikitesto]

Bragarfull. Giuramento commemorativo alla memoria del padre, e di insediamento, di Sigvaldi Strut-Haraldsson, jarl di Scania, col quale giura di recarsi in Norvegia ed uccidere o cacciare Haakon Sigurdsson, Jarl di Lade. Illustrazione di Erik Werenskiold (1897).

Il Bragarfull, il "calice del migliore" o "calice del capo", era un rito solenne che si poteva tenere durante il Symbel. Esso consisteva nel recitare un giuramento seguito dalla bevuta da un apposito calice, presumibilmente ricavato da un corno di toro.

Il nome appare in una forma di cui potrebbe avere due significati. Brag "il migliore, il primo" potrebbe essere la radice. La forma bragafull (ma non bragarfull) potrebbe essere anche interpretata come calice di Bragi, riferendosi al dio della poesia Bragi.

Snorri Sturluson fornisce dettagli su tale rituale descrivendo la successione di Ingjaldr al trono di di suo padre Anund:

« Era costume di quei tempi che, alla festa funeraria[2] per re o jarl, il suo erede rimanesse sul gradino di fronte al trono finché il bragarfull non veniva portato dentro; poi si sarebbe alzato e, di fronte al bragarfull, avrebbe fatto un giuramento solenne, per poi bere dal calice. Al che si poteva sedere sul trono del padre ed entrare in pieno possesso dell'eredità dopo di lui. Così fu fatto in tale occasione. Quando fu l'ora del bragarfull, Ingjaldr si mise in piedi, accettò un largo corno da bevuta e fece il voto solenne di allagare il suo regno della metà verso tutte le quattro direzioni degli angoli della Terra, che indicò col suo corno, o morire nel tentativo, e poi bevve il contenuto del corno. »
(Ynglinga Saga - Incendio a Uppsala[3])

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Linguisticamente, il termine è derivato dall'alto tedesco *sumlan "banchetto", passando per *sm-lo-, "congregazione". Altre grafie note sono sumble, symle e l'islandese sumbl.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bauschatz pp.74-75
  2. ^ Era d'uso effettuare una cerimonia commemorativa separatamente alla cerimonia di sepoltura, che consisteva essenzialmente nel bere alla memoria del defunto. Nel caso di re o jarl, fungeva anche da cerimonia di insediamento, con l'elenco dei propositi del nuovo sovrano o signore.
  3. ^ Le traduzioni variano leggermente. Confrontare questa: (EN) Ynglingal - Capitolo 36 in Heimskringla, traduzione di Alison Finlay e Anthony Faulkes, Viking society for Nothern research - University College of London, 2011, p. 37. con questa: (EN) Bruce Lincoln, Between History and Myth: Stories of Harald Fairhair and the Founding of the State, University of Chicago Press, 1º settembre 2014, p. 96, 98, ISBN 978-0-226-14092-6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul C. Bauschatz, The Well and the Tree: World and Time in Early Germanic Culture, Univ of Massachusetts Press, ISBN 0-87023-352-1.
  • Robert E. Bjork, Speech as Gift in Beowulf, Speculum (1994).
  • Stephen O. Glosecki, Shamanism and Old English Poetry, Taylor & Francis, 1989, ISBN 0-8240-5952-2.
  • Marie Nelson, Beowulf's Boast Words, Neophilologus vol. 89, nr. 2 / April (2005), 299-310.
  • Jeff Opland, Anglo-Saxon Oral Poetry: A Study of the Traditions, Yale Univ Press, 1980, ISBN 0-300-02426-6.
  • Stephen Pollington, The Mead-Hall: The Feasting Tradition in Anglo-Saxon England, Anglo-Saxon Books, 2003, ISBN 1-898281-30-0.
  • Conquergood, Dwight, Boasting in Anglo-Saxon England, Performance and the Heroic Ethos, Literature and Performance, vol. I April 1991
  • Enright, M. J. , Lady with a Mead Cup: Ritual, Prophecy, and Lordship in the European Warband, Dublin, 1976
  • Pollington, Steven, The Mead-Hall: Feasting in Anglo-Saxon England, Anglo-Saxon Books; Norfolk, 2003

Argomenti correlati[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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