Swing Low, Sweet Chariot

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Swing Low, Sweet Chariot
Artista AA.VV.
Autore/i Wallace Willis
Genere Soul
Spiritual
Stile canzone ABAB
Data 1909
Durata 2' 57"
Il testo tradizionale

Il testo è il seguente (il ritornello è la parte in grassetto): Swing low, sweet chariot
Coming for to carry me home
Swing low, sweet chariot
Coming for to carry me home

I looked over Jordan and what did I see
Coming for to carry me home
A band of angels coming after me
Coming for to carry me home

(ritornello)

Sometimes I'm up and sometimes I'm down
Coming for to carry me home
But still my soul feels heavenly bound
Coming for to carry me home

(ritornello)

The brightest day that I can say
Coming for to carry me home
When Jesus washed my sins away,
Coming for to carry me home.

(ritornello)

If I get there before you do
Coming for to carry me home
I'll cut a hole and pull you through
Coming for to carry me home

(ritornello)

If you get there before I do
Coming for to carry me home
Tell all my friends I'm coming too
Coming for to carry me home

(ritornello)

Swing Low, Sweet Chariot è uno storico brano musicale spiritual nero, inciso per la prima volta dai Fisk Jubilee Singers nel 1909.


Nel 2002 la Biblioteca del Congresso ha inserito il brano tra le 50 canzoni del National Recording Registry. È stato inoltre inserito nella lista delle Songs of the Century dalla RIAA e dal Sovvenzionamento Nazionale per le Arti e la Ricerca.

Storia del brano[modifica | modifica sorgente]

Pagina tratta dal The Jubilee Singers, 1873.

Swing Low, Sweet Chariot fu scritta dal choctaw Wallis Willis poco prima del 1862. Egli fu ispirato dal Red River, che gli ricordava il fiume Giordano ed il profeta Elia, il quale venne rapito in cielo con «un carro – chariot – di fuoco»[1].

Alexander Reid sentì Willis cantare questa canzone e ne trascrisse testo e melodia. Successivamente inviò il brano ai Jubilee Singers della Fisk University presso Nashville. I Fisk Jubilee Singers resero popolare questa canzone con i loro tour negli Stati Uniti ed in Europa.

Il brano, inoltre, fece il suo ritorno negli anni sessanta, durante le varie lotte per i diritti civili ed un periodo di revival del genere folk; fu interpretata da numerosi artisti, in particolare da Joan Baez al festival di Woodstock.

L'utilizzo nel Rugby XV[modifica | modifica sorgente]

Il 18 marzo 1988 un gruppo di studenti della Douai School stava assistendo presso Twickenham alla partita Inghilterra - Irlanda del torneo Cinque Nazioni 1988. Essi, ogni volta che un giocatore inglese era in procinto di segnare, iniziavano a cantare questo "loro" inno. Cantarono il brano con particolare vigore quando il tre quarti ala Chris Oti segnava la sua prima meta. Divertito da questo coro, Chris Oti fu ispirato a segnare una tripletta, sorprendendo tutto il pubblico, allorché l'"inno" sembrò provenire dall'intera curva inglese.[2]

Cover[modifica | modifica sorgente]

Swing Low, Sweet Chariot è stata cantata da molti artisti, tra i quali:

Citazioni famose[modifica | modifica sorgente]

  • Roger Waters, il cantautore dei Pink Floyd, per ben due volte ha composto delle canzoni sulla riga di questo spiritual:
« I looked over Jordan, and I've seen
Things are not what they seem »
« I looked over Jordan and what did I see?
Saw a U.S. Marine in a pile of debris »
« I jumped in the river and what did I see?
Black-eyed angels swam with me »
  • Nel film La famiglia Addams 2 Gomez in preda a delirio canta i versi della canzone.
  • In un episodio del telefilm Scrubs, l'infermiera Carla e la dottoressa Elliot Reid raccontano di quando quest'ultima ha cantato Swing Low, Sweet Chariot in un karaoke. Nello sketch finale, Elliot canta il ritornello del brano.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 2Re 2, 11
  2. ^ (EN) The story behind "Swing Low Sweet Chariot" and how it became a rugby anthem.. URL consultato l'8 luglio 2011.
  3. ^ Scrubs - Medici ai primi ferri: episodio 8x7, Il mio nuovo ruolo (My New Role).
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