SwáSthya Yôga

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SwáSthya Yôga (pronunciato suástia ióga) è un tipo di Yôga matriarcale, sensoriale e non repressivo; naturalistico, tecnico e non mistico, di linea Tantra-Samkhya.

È stato codificato a metà del ventesimo secolo dal Maestro De Rose (1944), che nei suoi libri spiega di aver riscattato le tecniche e i fondamenti dell'antico Yôga Preclassico, il cui nome completo è Dakshinacharatántrika-Niríshwarasámkhya Yôga che è stato codificato «senza aggiungere, sopprimere o occidentalizzare niente».

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Le caratteristiche principali dello SwáSthya Yôga sono:

  • La pratica estremamente completa, integrata da otto modalità di tecniche (ashtánga sádhana)
  • La codificazione delle regole generali di esecuzione
  • Il riscatto del concetto arcaico di sequenze concatenate senza ripetizione
  • Il fatto di essere orientato a persone speciali, nate per lo SwáSthya Yôga
  • Valorizzazione del sentimento gregario
  • Serietà superlativa
  • Allegria sincera
  • Lealtà incrollabile

L'ashtánga sádhana[modifica | modifica sorgente]

Una delle principali caratteristiche dello SwáSthya Yôga è l'ashtanga sádhana. Ashtánga sádhana significa ‘pratica in otto parti’ (ashta: ‘otto’, anga: ‘parte’, sádhana: ‘pratica’). Si utilizzano diversi livelli di questo programma in otto parti. Il primo livello è ády ashtánga sádhana (ády: primo, fondamentale’), che è costituito, in ordine, dalle seguenti parti:

  1. Mudrá: gesto riflessologico fatto con le mani
  2. Pújá: retribuzione etica di energia
  3. Mantra: vocalizzazione di suoni ed ultrasuoni
  4. Pránáyáma: espansione della bioenergia attraverso respiratori
  5. Kriyá: attività di purificazione delle mucose
  6. Ásana: tecniche corporali
  7. Yoganidrá: tecnica di decontrazione
  8. Samyama: concentrazione, meditazione ed ipercoscienza

Le regole generali di esecuzione[modifica | modifica sorgente]

Uno dei contributi storici della sistematizzazione dello SwáSthya Yôga è stata l'incorporazione delle regole generali di esecuzione che non si incontrano in nessun altro tipo di Yôga. Le regole generali di esecuzione furono scoperte dal Maestro De Rose, anche se sono sempre esistite implicitamente. Nello SwáSthya Yôga le regole generali aiutano a sviluppare l'autosufficienza nel praticante, accelerando visibilmente il suo progresso.

Le regole attualmente codificate sono:

  1. Regole di respirazione
  2. Regole di permanenza
  3. Regole di ripetizione
  4. Regole di localizzazione della coscienza
  5. Regole di mentalizzazione
  6. Regole di angolo didattico
  7. Regole di compensazione
  8. Regole di sicurezza

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Secondo il Sanskrit-English Dictionary di Monier-Williams, la parola swásthya significa:

  • autosufficienza,
  • buono stato (del corpo o dell'anima ),
  • salute,
  • felicità,
  • conforto,
  • benessere,
  • soddisfazione.

In Sanscrito, secondo il dizionario di Tiziana Pontillo, swāsthya significa

  • stare nel proprio stato naturale (essendo svā: ‘suo proprio’ e stha: ‘stare’),
  • soddisfazione,
  • salute.

In hindi (idioma moderno, proveniente dal sánscrito), swāsthya significa solamente ‘salute’.

Lo Yôga chiamato dakshinacharatántrika-niríshwarasámkhya Yôga significa:

  • dákshina-achāra: ‘rettitudine nella condotta’, essendo dákshina: ‘mano destra’ e achāra: ‘condotta’.
  • tántrika: relazionato con il tantra.
  • nirishwará: ‘ateo’, essendo nih: particella negativa, e īśvará: ‘controllore’, signore.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • [1] Metodo De Rose Italia - Roma
  • [2] Sito Internazionale del Metodo De Rose
  • [3] Blog del Metodo De Rose Italia - Roma
  • [4] Sito dello SwáSthya Yôga a Roma
  • [5] Altro sito dello SwáSthya Yôga a Roma