Svarog

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Statua delle quattro divinità (Svarog, Perun, Lada e Mokoš, o dei quattro volti di Svetovit) a Głogów, Polonia

Svarog (russo Сварог, polacco Swaróg) è una divinità slava normalmente equiparata ad Efesto.

Si suppone anche che fosse la personalizzazione del fuoco e l'artefice del disco solare.

Ricollegandosi al vedico Svarga, potrebbe rappresentare semplicemente (la luce del) cielo; pertanto è possibile che fosse la continuazione slava del protoindoeuropeo *Dyēus Ph2ter, il Padre Cielo luminoso.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome potrebbe derivare dal verbo *svariti (forgiare, plasmare, fondere) di origine indoeuropea. A questo riguardo si vedano il sanscrito "svarga" (cielo) e l'iranico "xwar" (sole). La radice svar significava luce, luminosità e il suffisso -og denota un luogo.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Una delle rare menzioni di Svarog è presente nella Hypatian Chronicle, una raccolta del XV secolo di svariati documenti molto più vecchi del monastero Ipat'ev, in Russia. Esso contiene una traduzione in slavo di un brano del greco Cronografia di Giovanni Malalas, del V secolo. Confrontando la traduzione con l'originale si nota come l'anonimo traduttore russo abbia sostituito le classiche divinità greche (come Hermes ed Helios), con che altre che erano probabilmente erano più note ai lettori locali, slavi[1][2]. Da qui nasce la sua usuale equiparazione con Efesto.

Tietmaro di Merseburgo, del XI secolo, riporta nella sua Thietmari Merseburgensis episcopi chronicon che Svarožič (latinizzato Zuarasici) era una divinità guerriera presso gli slavi Ratari nella città di Rethra, oggi nel Meclemburgo[3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La sua figura è sempre associata al fuoco. Se della fornace, Svarog è visto come un fabbro sacro protettore della metallurgia, se della casa, come protettore del focolare domestico, se nel cielo, come il fabbro che realizzò il disco solare[4].

La sua importanza nei pantheon dei popoli slavi è generalmente inferiore solo a Perun[5], con le dovute eccezioni, come presso i già citati slavi Ratari, dove ne era la divinità principale.

Sempre secondo l'Hypatian Chronicle, Svarog è il padre degli altri dei, creatore del sole e protettore delle tradizioni.

Alcuni studiosi (Vyacheslav Ivanov e Vladimir Toporov) avanzarono l'ipotesi che Svarog non fosse il padre di tutti gli dei, bensì solo di:

  • Svarožyc (lituano Swarożyć), lo spirito del fuoco in terra, del fuoco della casa, il cui culto era diffuso soprattutto dagli slavi del Baltico
  • Dažbog (protoslavo *dadjьbogъ), lo spirito del fuoco in cielo, del sole, della ricchezza, dell'abbondanza

Ed eventualmente:

  • Radigost, protettore delle città e dell'economia, venerato soprattutto tra i Polabi.

Viceversa, altri (come Aleksander Brückner) avanzano l'ipotesi che le prime due divinità citate non siano altro che due aspetti di Svarog stesso (Svarožyc è anche un diminutivo del nome Svaróg)[6].

Nel Cristianesimo Svarog è associato ai Santi Cosma e Damiano e a San Michele Arcangelo.

Triade e cosmogonia slava[modifica | modifica wikitesto]

In alcune mitologie slave Svarog era anche parte della triade Tryglav (dal lituano "dalle tre teste"), simile nel genere alla trinità nel Cristianesimo o alla Trimurti nell'induismo.

Come accenna Ebbone abate nel X secolo e secondo il controverso libro di Veles (dalla datazione e autenticità alquanto dubbia), Tryglav rappresentava i tre regni in cui era di viso il mondo, la Terra, il Cielo e l'Oltretomba (Jav, Prav e Nav, definibili anche, rispettivamente, il Materiale, l'Intermedio e l'Immateriale)[7][8], la cui creazione è attribuita Svarog, svolgendo una funzione essenziale in questa particolare cosmogonia slava. Svarog lottò contro Zmaj, un sanguinoso serpente gigantesco o un drago a più teste, simbolo del disordine. Dopo averlo soggiogato, Svarog lo usò come aratro per separare il mondo dei vivi (Jav) da quello dei morti (Nav), stabilendo così la legge (Prav, o Prawia). Da quel momento Zmaj regnò nella sfera dei morti, mentre Svarog si stabilì in quella celeste.

Tuttora in alcune forme di neopaganesimo, come il movimento neopagano Slovenski staroverci ("antichi credenti sloveni"), è il dio supremo e fulcro della santa trinità.

Rappresentato come un drago alato o un serpente di fuoco, i suoi animali sacri erano il bue, il cavallo, il cinghiale e il falco. Secondo Jakobson, Svarog è uno dei nomi tabù del falco sacro dagli occhi di fuoco.

Nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

  • Svarog è anche il nome di un personaggio del telefilm Stargate SG-1.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Belaj, 1998
  2. ^ Brückner, 1923,  pp.81-82
  3. ^ Tietmaro (Chrzanowski), 2006, pp.336-337
  4. ^ Brückner, 1923,  pp.83-85
  5. ^ Brückner, 1923,  pp.114
  6. ^ Brückner, 1923,  p.108
  7. ^ (LA) Ebbone, Ebonis Vita Ottonis, episcopi bambergensis, Weidmann [XVIII secolo], 1869, p. 6.
  8. ^ (EN) Jiří Dynda, The Three-Headed One at the Crossroad: A Comparative Study of the Slavic God Triglav, XVIII, Studia Mythologica slavica, maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


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