Svanezia

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UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Alta Svanezia[1]
(EN) Upper Svaneti
Tipo Culturali
Criterio (iv) (v)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La Svanezia[1] (in georgiano: სვანეთი, ovvero Svaneti, conosciuto anche col nome di Svanetia o Svania in russo e nelle lingue occidentali) è una regione storica della Georgia che si trova nel nordovest del paese. I suoi abitanti sono detti Svan (სვანები in georgiano), un gruppo etnico georgiano.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorcio del Caucaso, nello Svaneti

Circondato da picchi compresi fra i 3.000 e i 5.000 metri, lo Svaneti è la regione abitata più alta d'Europa. Ben 4 delle 10 montagne più alte del Caucaso si trovano qui, compresa la più alta montagna della Georgia, il Chkhara (5.201 metri).

Situata sulle pendici meridionali della catena montuosa del Grande Caucaso, la regione si estende sulle vallate dei fiumi Rioni, Inguri e Tskhenistskali. Geograficamente e storicamente, la regione è divisa in due parti: l'alto Svaneti (Zemo Svaneti, l'odierna provincia di Mestia) e il basso Svaneti (Kvemo Svaneti, l'odierna provincia di Lentekhi). Oggi queste province sono suddivise nelle regioni di Samegrelo-Zemo Svaneti e Racha-Lechkhumi-Kvemo Svaneti. Storicamente lo Svaneti includeva anche alcune regioni che oggi fanno parte della provincia ribelle dell'Abcasia e dell'odierna Russia.

Paesaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il paesaggio dello Svaneti è dominato da alte montagne separate da profonde valli. La maggior parte del territorio che si trova al di sotto dei 1.800 metri d'altezza è coperto da foreste, composte principalmente da conifere. LE specie più diffuse sono pecci, abeti del Caucaso, faggi, querce e carpini. Fra i 1.800 e i 3.000 metri la vegetazione è prevalentemente di tipo alpino, con ampi prati. Al di sopra dei 3.000 metri vi sono ghiacciai e nevi perenni.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima dello Svaneti è umido tutto l'anno, fortemente influenzato dalle masse d'aria provenienti dal Mar Nero. A seconda dell'altezza sul livello del mare presa in considerazione, le precipitazioni medie variano fra i 1.000 e i 3.200 millimetri l'anno, col massimo nella zona del Grande Caucaso. Ovviamente durante l'inverno le nevicate sono molto abbondanti, con frequenti valanghe che si abbattono a valle durante tutta la stagione. Le regioni più basse godono di estati lunghe e calde, che si vanno via via accorciando col salire dell'altitudine. Gli inverni comunque non sono freddi come dovrebbe lasciar immaginare l'altezza delle montagne della regione, mitigati dall'aria proveniente dal Mar Nero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una torre medievale dell'alto Svaneti

Gli Svan sono abitualmente identificati con le popolazioni georgiane di cui parlava già nell'antichità Strabone, anche perché grosso modo l'area in cui vivevano coincide con quella attuale. La provincia è stata una dipendenza della Colchide e dei regni succedutosi fino al 552, quando gli abitanti si allearono con i Persiani. Quello fu un periodo di guerre, poiché i Bizantini volevano la regione per impedire il passaggio ai Persiani verso il Mar Nero. Nel 562 gli Svan, sconfitti, tornarono al vecchio regno.

Agli inizi dell'XI secolo lo Svaneti venne incorporato nell'Abkhazia in un'unica monarchia, parte del Regno di Georgia, diventando un Ducato. A cavallo fra il XII e il XIII secolo la cultura ortodossa nella provincia fiorì particolarmente, soprattutto durante il regno della regina Tamar, rispettata quasi come fosse una divinità.

I Mongoli qui non giunsero mai, e per un certo periodo di tempo lo Svaneti divenne un'isola culturale autonoma. In seguito allo sgretolamento del Regno di Georgia (1460), però, scoppiò una violenta guerra per il controllo della provincia, divisa in due (alto Svaneti e basso Svaneti).

Il 26 novembre 1833 il principe dello Svaneti firmò un accordo di protezione con l'Impero russo, ma a causa dell'inaccessibilità la regione rimase quasi autonoma fino al 1857. Nel 1875 i Russi imposero elevate tasse ai danni della popolazione, che si ribellò causando l'intervento dell'esercito contro lo Svaneti. Nonostante le numerose perdite patite in un territorio montuoso, alla fine la ribellione venne domata e la roccaforte di Khalde venne rasa al suolo nel 1876.

Durante gli anni venti, la guerriglia compì numerose azioni di contrasto contro il giogo dell'Unione Sovietica. Nel 1987 una valanga distrusse numerose abitazioni e uccise 70 persone, in gran parte scolari. Negli anni più recenti, il collasso dell'Unione Sovietica e la guerra civile che scosse la Georgia causarono numerosi problemi socioeconomici. Nonostante l'abitudine millenaria alle dure condizioni della terra in cui vivono, il susseguirsi di frane e inondazioni ha costretto molti Svan a emigrare. La criminalità della regione divenne pressoché insostenibile, sia nei confronti degli abitanti che dei turisti, fino a che una serie di operazioni su vasta scala portate avanti dalle forze di polizia georgiane nel marzo del 2004 non fece migliorare la situazione. [1]

Una foto storica della Mestia, ultimi anni del XIX secolo

Cultura e turismo[modifica | modifica wikitesto]

Lo Svaneti è famoso per i suoi tesori di architettura e per i paesaggi montani. Quasi ogni villaggio della regione possiede una torre costruita nel Medioevo, fra il IX e il XII secolo. Sparsi nella regione vi sono decine di chiese ortodosse e numerose fortezze. Tutto ciò ha fatto sì che l'alto Svaneti venisse inserito nel 1996 nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cfr. voce Svanezia ne "La nuova enciclopedia universale Rizzoli-Larousse", Vol. XIX, p. 340

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