Svalbard Global Seed Vault

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Coordinate: 78°14′17.53″N 15°26′49.56″E / 78.238203°N 15.4471°E78.238203; 15.4471

« Questo è un giardino dell'Eden ibernato. Un luogo dove la vita può essere mantenuta in eterno, qualsiasi cosa succeda nel mondo. »
(José Manuel Barroso[1])

Lo Svalbard Global Seed Vault (in italiano "Deposito sotterraneo globale dei semi di Svalbard") ha la funzione di fornire una rete di sicurezza contro la perdita botanica accidentale del "patrimonio genetico tradizionale" delle sementi.

È localizzato vicino alla cittadina di Longyearbyen, nell'isola norvegese di Spitsbergen, nel remoto arcipelago artico delle isole Svalbard a circa 1200 km dal Polo Nord. Il centro si compone di tre sale, di 27 metri di lunghezza, 10 di larghezza e 6 di altezza. Le chiusure hanno porte di acciaio di notevole spessore, e la struttura è costruita in calcestruzzo in modo da resistere ad una eventuale guerra nucleare o ad un incidente aereo.

Il Seed Vault è gestito attraverso un accordo fatto dal governo norvegese, il Global Crop Diversity Trust ed il Nordic Genetic Resource Center (già Nordic Gene Bank), nato dallo sforzo cooperativo di nazioni nordiche, sotto l'egida del Nordic Council of Minister).

Il governo norvegese ha finanziato totalmente l'opera. Il Global Crop Diversity Trust, in italiano Fondo mondiale per la diversità delle colture, ha giocato un ruolo chiave nella pianificazione del deposito, infatti esso coordina le spedizioni di campioni di sementi, in collaborazione con il Nordic Genetic Resource Center. Il fondo deve provvedere alla maggior parte delle spese annuali per la struttura, mentre il governo norvegese finanzia la manutenzione della struttura stessa. Inoltre, la Bill & Melinda Gates Foundation ha previsto circa 750.000 dollari per assistere le nazioni in via di sviluppo ed i loro centri di ricerca agrari per confezionare ed inviare i semi al deposito.

Un consiglio consultivo internazionale è stato istituito per fornire indicazioni e consigli. Essa comprenderà rappresentanti della FAO, il Gruppo Consultivo per la Ricerca Agricola Internazionale (CGIAR), il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'Alimentazione e l'Agricoltura e le altre istituzioni.

Parteciparono alla cerimonia di posa della prima pietra del centro norvegese il 19 giugno 2006, i primi ministro di Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca e Islanda.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Nordic Gene Bank aveva provveduto al salvataggio del germoplasma delle piante nordiche, sotto forma di semi congelati, in un'altra miniera abbandonata di carbone delle isole Svalbard, fin dal 1984.

Il Nordic Gene Bank, nel corso degli anni, ha depositato più di 10.000 campioni di diversi semi rappresentanti di più di 2000 cultivar e più di 300 specie. Inoltre da alcuni anni, campioni di semi provenienti dal Sudafrica (SADC) sono stati duplicati e conservati per sicurezza, assieme alla nordic collection. Si aspetta di trasferire sia la collezione del Nord (Nordic Gene Bank) che quella del Sudafrica (SADC) allo Svalbard Global Seed Vault, in un prossimo futuro.

Dal 1º gennaio 2008 la Nordic Gene bank fa parte del nuovo Nordic Genetic Resource Center (NordGen).

Missione[modifica | modifica sorgente]

La funzione dello Svalbard Global Seed Vault è quella fornire una rete di sicurezza e conservazione contro la perdita accidentale del "patrimonio genetico tradizionale".

L'obiettivo dichiarato dell'iniziativa è quello di garantire il completo affidamento fiduciario della maggior parte delle 21 colture più importanti della Terra, quali il riso, il mais, il frumento, le patate, le mele, la manioca, il taro e la noce di cocco con le loro varietà, garantendo così la diversità genetica. In questa banca del seme sono conservati materiali preziosi per il miglioramento genetico e di molte aree della ricerca biologica di base.

Lo Svalbard Global Seed Vault è l'equivalente del caveau delle cassette di sicurezza di una normale banca. La banca è il proprietario dell'edificio e il depositante è il proprietario del contenuto della cassetta. Il governo norvegese è proprietario dell'edificio mentre le banche del gene lo sono dei semi. I campioni in deposito allo Svalbard Global Seed Vault non rappresentano in alcun modo un trasferimento legale di risorse genetiche.

I mass media hanno invece enfatizzato il ruolo del centro come "rifugio" nel caso di una grande catastrofe regionale o globale, mentre sarà probabilmente più utile nel caso di perdita di materiale genetico, dovuto a maneggiamenti erronei, incidenti, malfunzionamento di macchinari, tagli di fondi e disastri naturali.

Questi eventi, infatti, occorrono con una certa regolarità; recentemente, alcuni materiali genetici nazionali sono stati distrutti da eventi bellici o guerre civili. Esistono circa 1400 collezioni di semi diversi da coltura nel mondo ma molte di queste sono a rischio o sono già danneggiate perché si trovano in nazioni politicamente instabili o ad alto rischio ambientale.

Costruzione[modifica | modifica sorgente]

La banca dei semi è costruita 120 metri dentro una montagna di roccia arenaria nella isola Spitsbergen delle Svalbard.[2]. La banca utilizza vari sistemi di sicurezza ritenuti validi.

I semi sono confezionati in speciali pacchetti di quattro strati e sigillati termicamente per escludere l'umidità. L'impianto è gestito dal Nordic Genetic Resource Center, anche se non esiste personale permanente in loco.

L'isola Spitsbergen è stata considerata ideale in quanto esente da attività tettonica e per la presenza del suo permafrost che è ritenuto di aiuto alla protezione dei semi.

La localizzazione, 130 metri sopra il livello del mare, assicura che il sito rimanga all'asciutto anche nel caso di scioglimento dei ghiacci artici.

Il carbone estratto localmente fornisce l'energia per le unità di refrigerazione che raffreddano ulteriormente i semi secondo lo standard internazionale che raccomanda una temperatura di conservazione compresa tra −20 e −30 °C (tra −0 e −20 °F).[3]

Qualora il sistema di raffreddamento artificiale si fermasse, dovrebbero passare parecchie settimane prima che la temperatura salga fino a raggiungere quella della roccia circostante (-3 °C).[4] In ogni caso, il terreno ghiacciato del sito scelto, impedirebbe alla temperatura del centro di salire oltre i -3,5 °C. [8]

I ricercatori stimano che i semi sopravviverebbero a questa temperatura (-3,5 °C) per circa 55 anni nel caso dei semi di girasole, fino a più di 10.000 anni i semi di pisello. Infatti, come uno studio di fattibilità preliminare aveva determinato, alcuni semi, inclusi quelli di importanti granaglie, potrebbero sopravvivere anche più a lungo, probabilmente migliaia di anni.

Sulla Terra si pensa esistano circa 1.500.000 tipi differenti di semi di raccolti alimentari. La varietà ed il volume di semi conservati potrà dipendere dal numero dei Paesi partecipanti. L'impianto ha una capacità di stoccaggio di 4.500.000 semi complessivamente.
I primi semi hanno cominciato ad arrivare al sito sin dal gennaio 2008.[5] Il 5% dei semi presenti nel deposito sono giunti dal Centre of Genetic Sources, dipartimento del Wageningen University, Olanda.[6]

Il costo totale dell'iniziativa ammonta a circa 30 milioni di euro, di cui 25 milioni donati dalla Bill & Melinda Gates Foundation.[7] Altri finanziatori sono la Fondazione Rockefeller, la Monsanto, il gruppo Syngenta, DuPont/Pioneer Hi-Bred, il Gruppo Consultivo per la Ricerca Agricola Internazionale (CGIAR)[8] e il governo norvegese.

Finanziatori del Global Crop Diversity Trust[8]
(al 12 giugno 2009)
Finanziatori %
Stati sovrani 72%
Fondazioni 23%
Imprese private 5%
Altri <1%

Il Svalbard Global Seed Vault è stato ufficialmente inaugurato con una cerimonia ufficiale il 26 febbraio 2008, alla quale erano presenti il Premio Nobel per la Pace Wangari Maathai, il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg, il presidente della Unione Europea José Manuel Barroso.[9]

Il suo attuale responsabile è il prof. Cary Fowler.[10]

Aggiornamenti[modifica | modifica sorgente]

Il 26 febbraio 2008 la Norvegia ha deciso di destinare lo 0,1% del proprio bilancio in acquisto di sementi commerciali, per aiutare così anche i diritti degli agricoltori. Il governo norvegese ha invitato anche le altre nazioni a fare altrettanto[11] L'Italia, con il suo Ministero degli Esteri è un contributore del Global Crop Diversity Trust[8] sito presso la sede FAO, a Roma.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tore Ulabrand Johansen: En frossen Edens hage (VG)
  2. ^ Modern Marvels: Deep Freeze. The History Channel.
  3. ^ Ruttimann, Jacqueline (22 June 2006). "Doomsday food store takes pole position". Nature 441: 912-913. doi:10.1038/441912b
  4. ^ Daniel Charles, A 'Forever' Seed Bank Takes Root in the Arctic in Science, vol. 312, 23 giugno 2006, pp. 1730-1731, DOI:10.1126/science.312.5781.1730b.
  5. ^ 'Doomsday' seeds arrive in Norway, BBC News Online, 31 gennaio 2008.
  6. ^ Aarden, Marieke, Opslag met miljarden zaden, voor tijden van oorlog, de Volkskrant, 26 febbraio 2008, p. 6.
  7. ^ Saatgut: Arche Noah auf Eis | Wissen | ZEIT ONLINE.
  8. ^ a b c The Global Crop Diversity Trust.
  9. ^ - En frossen edens hage - VG Nett.
  10. ^ 'Doomsday' seed vault opens in Arctic, boston.com/Associated Press, 26 febbraio 2008.
  11. ^ ETC group communiqué february 2008 Issue 98

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]