Surus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Surus montato da Annibale, Particolare da un affresco (ca 1510) al Palazzo del Campidoglio (Museo Capitolino) di Roma.

Surus era il nome dell'ultimo elefante superstite ed anche il più grande e grosso con cui l'esercito cartaginese valicò le Alpi all'inizio della seconda guerra punica. Molto probabilmente il nome viene ricordato dagli annalisti romani, tra cui si ricorda Plinio il Vecchio [1], perché si trattava dell'elefante personale di Annibale. Come detto da Polibio, l'elefante riuscì a sopravvivere, come tutti gli altri, alla traversata delle Alpi, ma fu l'unico che sopravvisse anche all'inverno del 218 a.C., per poi morire l'anno successivo durante la discesa in Etruria.

In nome Surus (il Siriano) dovrebbe significare, proprio come indicato da alcuni scrittori latini, la sua origine asiatica.

Note[modifica | modifica sorgente]