Surplace

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Surplace in una prova su pista tra Yondi Schmidt e il campione del mondo della velocità Grégory Baugé

Il surplace (dal francese sur place, "sul posto") è una tecnica, utilizzata soprattutto nelle gare di velocità del ciclismo su pista, che permette di rimanere fermi in equilibrio sulla bicicletta in attesa del momento migliore per attaccare e sorprendere l'avversario. Tale tecnica viene utilizzata anche nel trial, allo scopo di studiare il sistema migliore per superare l'ostacolo successivo.

Nel surplace non si può assolutamente poggiare il piede a terra né retrocedere per più di 20 cm. Il suo scopo, nelle prove di velocità su pista, è, per chi lo mette in pratica, quello di fare in modo che sia l'avversario a passare avanti, al fine di costringerlo a tirare la volata: il ciclista alla ruota avrà così il vantaggio della scia e potrà più facilmente superare il rivale e ottenere il successo.

Un tempo nelle gare di velocità non era raro vedere due atleti confrontarsi nel surplace per tempi anche molto lunghi: il record in gara appartiene a Giovanni Pettenella, che restò fermo in equilibrio per un'ora e 3 minuti contro Sergio Bianchetto nella semifinale del campionato italiano a Varese nel 1968. Successivamente il regolamento dell'Unione Ciclistica Internazionale ha sancito che non potessero essere attuati più di due surplace in ciascuna manche di una gara di velocità, e che ciascun surplace non dovesse durare più di trenta secondi, pena un richiamo e, se necessario, la dichiarazione di sconfitta.[1]

Viene definito per analogia surplace anche il comportamento del calciatore che, dopo aver puntato l'avversario, si blocca per un istante davanti a lui per poter far partire un dribbling ancora più imprevedibile allo scopo di superarlo.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) PART 3 TRACK RACES, www.uci.ch. URL consultato il 5 settembre 2012.
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