Superminimo

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Il superminimo è una voce della retribuzione concordata direttamente tra datore di lavoro e dipendente in sede di assunzione o come integrazione successiva al contratto di lavoro.[1]

È imponibile ai fini contributivi e fiscali, fa parte della retribuzione di calcolo del trattamento di fine rapporto e dev'essere calcolato su tutte le mensilità aggiuntive.

È assorbibile dagli aumenti, salvo diversa indicazione nel contratto e nei seguenti casi:

  1. variazione per scatti di anzianità;
  2. variazione di superminimi congelati o dichiaratamente inassorbibili.

Indipendentemente dalla indicazione della sua assorbibilità, la legge italiana non tutela il mantenimento del superminimo in tutte le forme in cui l'azienda e i relativi contratti con i dipendenti cambino titolarità. In caso di fusione, outsourcing di ramo d'azienda il lavoratore, che si trova a dipendere dall'acquirente perde il superminimo in retribuzione e può eventualmente contrattarne uno differente con il nuovo datore di lavoro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tratto da www.professionisti24.ilsole24ore.com pag. 4.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bellomo, Retribuzione sufficiente e autonomia collettiva, Torino, Giappichelli Editore, 2002.
  • Fargnoli, La retribuzione, Milano, 2002.