Suore di carità di Sant'Elisabetta

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Le Suore di Carità di Santa Elisabetta (in inglese Sisters of Charity of St. Elizabeth) sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla S.C.[1]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Nel 1853 il vescovo della neocostituita diocesi di Newark, James Roosevelt Bayley, per l'insegnamento nelle scuole parrocchiali e l'assistenza agli orfani e agli ammalati della su città, chiese alle Suore della Carità di New York di aprire filiali a Newark e di inviare religiose: l'istituto di New York derivava direttamente dalla congregazione di Emmitsburg, fondata nel 1809 da Elizabeth Ann Bayley Seton (1774-1821), zia del vescovo.[2]

Le suore di New York non furono in grado di fornire un numero sufficiente di religiose ma nel 1859 inviarono due professe, Mary Xavier Mehegan (1825-1915) e Mary Catherine Nevin, e cinque novizie, che vennero inviate a formarsi dalle Suore della Carità di Cincinnati presso suor Margaret George, compagna della Bayley Seton a Emmitsburg. Le suore della diocesi di Newark furono autonome da New York sin dalla fondazione: in onore della Bayley Seton, adottarono il nome di Suore di Carità di Sant'Elisabetta.[2]

La congregazione ricevette il pontificio decreto di lode il 30 settembre 1957.[2]

Attività e diffusione[modifica | modifica sorgente]

Le Suore di Carità di Santa Elisabetta dirigono scuole elementari e medie e lavorano negli orfanotrofi, nelle case di riposo e nelle case di accoglienza per ragazze madri.[2]

Oltre che negli Stati Uniti d'America, sono presenti in El Salvador, Haiti e Messico:[3] nel 1880 la sede generalizia venne trasferita da Newark a Convent Station, presso Morristown.[1]

Al 31 dicembre 2005 l'istituto contava 497 religiose in 157 case.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Ann. Pont. 2007, p. 1697.
  2. ^ a b c d DIP, vol. II (1975), coll. 382-383, voce a cura di B.M. McEnry.
  3. ^ Sisters of Charity of St. Elizabrth: locations. URL consultato il 22-7-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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