Suore maestre di Santa Dorotea, figlie dei Sacri Cuori

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Le Suore Maestre di Santa Dorotea, figlie dei Sacri Cuori sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione, dette popolarmente Dorotee di Vicenza, pospongono al loro nome la sigla S.D.VI.[1]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Giovanni A. Farina, fondatore della congregazione

La congregazione venne fondata dal sacerdote italiano Giovanni Antonio Farina (1803-1888), futuro vescovo di Treviso e di Vicenza, che l'11 novembre 1836 affidò la scuola di carità della parrocchia di San Pietro a Vicenza a una comunità di tre giovani donne dell'opera di Santa Dorotea, promossa da Luca Passi, intenzionate ad abbracciare la vita religiosa.[2]

L'istituto ricevette il pontificio decreto di lode da papa Gregorio XVI il 1º marzo 1839; le sue costituzioni, già approvate il 2 maggio 1905,[2] sono state riviste dopo il Concilio Vaticano II e nuovamente approvate il 18 giugno 1982.

Tra i suoi membri illustri va ricordata Maria Bertilla Boscardin, canonizzata nel 1961 da papa Giovanni XXIII; nel 2001 il fondatore è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II.[3]

Attività e diffusione[modifica | modifica sorgente]

Le Dorotee di Vicenza di dedicano all'istruzione e all'educazione cristiana della gioventù; prestano servizio anche negli ospedali e nel seminario vescovile di Vicenza.

Oltre che in Italia, sono presenti in America del Sud (Brasile, Colombia, Ecuador, Messico), in Africa (Costa d'Avorio), in Asia (Giordania, Israele, India, Palestina, Siria), e in altri paesi d'Europa (Polonia, Spagna, Svizzera, Ucraina);[4] la sede generalizia è a Vicenza.[1]

Al 31 dicembre 2005, la congregazione contava 1.541 religiose in 179 case.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Ann. Pont. 2007, p. 1697.
  2. ^ a b DIP, vol. V (1978), coll. 841-843, voce a cura di C. Vianelli.
  3. ^ Tabella riassuntiva delle beatificazioni avvenute nel corso del pontificato di Giovanni Paolo II. URL consultato il 21-7-2009.
  4. ^ La nostra Famiglia nel Mondo. URL consultato il 21-7-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]