Sukhoi Su-47

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sukhoi Su-47 Berkut
Su-47 Berkut
Su-47 Berkut
Descrizione
Tipo caccia multiruolo
Equipaggio 1
Costruttore Russia Sukhoi
Data primo volo 25 settembre 1997
Esemplari 1
Dimensioni e pesi
Lunghezza 22,60 m
Apertura alare 15,50 m
Altezza 5,20 m
Superficie alare 62
Peso a vuoto kg
Peso carico 26.000 kg
Peso max al decollo 34.000 kg
Propulsione
Motore 2 turbofan Aviadvigatel D-30F6
Spinta 303,8 kN
Prestazioni
Velocità max 2 500 km/h (circa 2,34 Mach)
Velocità di salita 233 m/s
Autonomia 3 880 km
Tangenza 18 800 m
Armamento
Cannoni 1 cannone da 30 mm GSh-30 (150 colpi)

Thaitechnics.com[1]

voci di aeroplani sperimentali presenti su Wikipedia

Sukhoi Su-47 Berkut (Беркут, aquila chrysaetos, aquila reale una specie di aquila europea che si trova anche nella regione russa della Kirghisia) o 1234 nella prima designazione del progetto, è un aeromobile da combattimento sperimentale e dimostratore tecnologico costruito nell'ambito del programma di aggiornamento e sviluppo del Su 27 "Flanker". Il lancio del progetto del Berkut si inseriva nello sviluppo del caccia russo di quinta generazione, nonché banco prova di varie tecnologie, quali nuove architetture e materiali. Il primo volo risale al 25 settembre del 1997, ma il programma per ragioni di costo è stato sospeso nel dicembre del 2001 dopo il completamento della prima fase dello studio dell'inviluppo di volo. [2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il progetto, per motivi di costo e tempi di sviluppo, ha copiato molto dal programma del Su-27, ne sono un esempio i carrelli, la parte anteriore della fusoliera, gli impennaggi verticali e parte dell'avionica i quali sono gli stessi del Flanker. Il prototipo è un caccia bombardiere monoposto ognitempo studiato per consentire ipermanovrabilità in un ampio intervallo di velocità. La caratteristica più evidente del progetto è la sperimentazione dall'ala a freccia negativa, banco prova di un'architettura che punta ad una grandissima agilità a bassa velocità, come pure a velocità supersoniche. Sono presenti inoltre tre piani di superfici portanti: le alette canard, l'ala ed il piano di coda. Inoltre, benché non montati sull'unico prototipo costruito, probabilmente avrebbero dovuto essere installati anche ugelli direzionabili su due assi, evoluzioni di quelli sperimentati sul Su-37 "Terminator". Meno visibili, ma ugualmente importanti nel progetto, sono la sperimentazione di un sofisticato sistema di controllo fly-by-wire, l'impiego di un sofisticato radar e di materiali compositi nella costruzione del 90% dell'ala.

Il Su-47 in volo al Moscow Air Show, a Zhukovskiy, nel 2001. Ben visibili le ali a freccia inversa.

L'uso dell'ala a freccia negativa, già sperimentata sull'americano X-29, e sul bireattore HBF-320 Hansa Jet, permette una serie non piccola di vantaggi rispetto all'ala a freccia tradizionale. Il primo è la possibilità di operare con completo controllo del velivolo ad angoli d'attacco superiori ai 45º, ritardando l'insorgere dello stallo aerodinamico alle estremità. In una configurazione tradizionale gli alettoni posti in prossimità delle estremità alari, subiscono una fortissima riduzione di efficacia a causa dell'insorgere di turbolenza anche con angoli d'attacco di molto inferiori a quelli indicati. Nella freccia negativa, la prima parte dell'ala ad andare in stallo è quella centrale, in cui non sono presenti le superfici mobili dei controlli primari; un ulteriore vantaggio è la riduzione del momento picchiante dell'ala. Dal punto di vista funzionale, tale configurazione permette di avere un più lungo tratto di fusoliera non interrotta da longheroni passanti, come dimostra la presenza sul velivolo di un capiente vano dedicato al trasporto di armamenti. Per quel che riguarda l'ipermanovrabilità ed i vantaggi aerodinamici dati dalla particolare configurazione, questi riguardano oltre ad una minor velocità di insorgenza dello stallo, i conseguenti minori ratei di virata, i maggiori ratei di salita e l'impiego di piste più corte per il decollo e l'atterraggio, maggiore e minore limite di velocità per l'impiego di armamento, maggiore capacità di manovra nel combattimento aereo il tutto con il mantenimento di una elevata stabilità.

Schema dello Su-47

Per contro questa architettura presenta sollecitazioni piuttosto elevate ai materiali con cui è costruita l'ala, dovute soprattutto ai momenti torcenti, ed una minore rigidità della stessa. Per questo è stato necessario l'impiego massiccio di materiali compositi attentamente studiati per ridurre gli effetti dell'affaticamento delle strutture. Questi materiali, oltre a fornire un valido supporto strutturale, sono stati concepiti per dare la minore traccia radar possibile. Uno dei difetti maggiori dell'ala a freccia negativa è la difficoltà del far rientrare il velivolo nel cono di Mach ad elevate velocità, infatti l'ala a freccia positiva tende a ritardare il fenomeno, mentre su una configurazione quale quella del Berkut avviene l'opposto. Ciò limita di fatto la velocità massima effettiva del Su-47 a M 1,6 circa. Rispetto all'X-29 le dimensioni del Berkut sono decisamente maggiori, anche perché non si trattava solamente di una sperimentazione aerodinamica, ma di una soluzione costruttiva vera e propria che mirava a gettare le basi per una produzione di serie, al momento abbandonata. Da segnalare inoltre che per la produzione di serie è prevista una rimotorizzazione con 2 turboventole Saturn/Lyul'ka Al-37 FU con postbruciatore; da 166,7 kN a secco e 284,4 kN con postbruciatore.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Su-47. URL consultato il 25 giugno 2013.
  2. ^ Su-47 (S-37 Berkut) Golden Eagle Fighter, Russian Federation. URL consultato il 25 giugno 2013.
  3. ^ Sukhoi Su-47 (formerly known as the S-37 Berkut). URL consultato il 25 giugno 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]