Suite inglesi
Le Suite inglesi sono sei suite per clavicembalo composte da Johann Sebastian Bach e corrispondono ai numeri dall'806 all'811 del Bach-Werke-Verzeichnis, il catalogo bachiano. Bach iniziò a comporle intorno al 1715, durante il suo soggiorno alla corte di Weimar, mentre si pensa che furono concluse tra il 1717 e il 1723 a Köthen.
Queste suite ci sono pervenute attraverso delle copie fatte dagli allievi di Johann Sebastian Bach.
L'attributo inglesi non è dovuto a Bach, bensì al suo biografo Johann Nikolaus Forkel, secondo cui tali suite furono forse composte per un nobile inglese. Su una copia fatta da Johann Christian Bach (il figlio più giovane), il quale abitava a Londra, si legge "Faites pour les Anglois" (trad: fatte per gli inglesi).
Altre ipotesi sul nome possono essere spiegate dallo stile e dalla struttura di ogni opera che ricalca una sequenza tipica delle suite: un preludio iniziale e altri movimenti in forma di danza. Ciò era tipico dei compositori francesi residenti in Inghilterra; questo stile fu usato anche da Georg Friedrich Händel per le sue Suite per clavicembalo pubblicate a Londra nel 1720.
Johann Sebastian Bach le chiamò inizialmente "Préludes avec leurs Suites" (trad: Preludi con le loro Suite) e poi "Suites avec Prélude" (trad: Suite con Preludio).
Una caratteristica di queste suite è la presenza di due danze consecutive dello stesso genere e la presenza di "Doubles", cioè variazioni sul pezzo precedente.
Ciascuna delle Suite inglesi inizia con un preludio, ognuno dei quali (a eccezione del primo) è in forma di ritornello. La struttura a grande scala ricorda il movimento d'apertura di un concerto barocco, il quale a sua volta trova le proprie radici nell'aria lirica italiana. In quest'ultimo genere musicale un paragrafo orchestrale, o ritornello, esponeva il materiale tematico principale nella tonica: il solista quindi entrava, o con una versione abbreviata dello stesso materiale, o con un'idea del tutto nuova. L'orchestra rispondeva citando una parte del ritornello e incoraggiando in tal modo il solista a prendere l'involo in maniera più definitiva. Indi l'aria lirica proseguiva con un alternarsi o un amalgamarsi delle due parti, mentre il ritornello orchestrale riappariva in varie tonalità, fungendo da pilastro per il pezzo intero. Infine, veniva ripresa la tonica, e un ultimo recupero del ritornello (completo o parziale) portava a chiusura il movimento. In ciascuno dei preludi il ritornello è scritto in stile fugato e il primo assolo inizia con materiale fresco. Uno schema del genere si prestava perfettamente al clavicembalo a due tastiere, poiché quella inferiore (vigorosa) poteva benissimo rappresentare l'orchestra, e quella superiore (più leggera) il solista - come del resto indicava lo stesso Bach nel Concerto Italiano per clavicembalo solo, con le indicazioni forte e piano. Un simile contrasto strutturale può essere riprodotto anche sul moderno pianoforte. Ma la forma stessa è così ben delineata che questa trasposizione poteva effettuarsi anche su un clavicembalo a tastiera unica, sul quale non era possibile compiere cambiamenti di registro veloci.
Le Suite inglesi presentano dopo il preludio quattro danze nazionali: un'allemanda (tedesca, come indica il nome); una corrente francese o italiana; una sarabanda spagnola; e una giga inglese. Alle quattro danze di base sono qui aggiunte delle altre, prima della giga. Queste danze supplementari sono conosciute in Francia come galanteries, cioè cortesie. Le galanteries delle Suite inglesi sono in forma di gavotta, bourrée, minuetto e passepied. Qualsiasi di queste danze può essere accompagnata da una gemella, la quale appare o in forma di variazione della prima (chiamata in questo caso double o agréments), o in forma di contrasto (alternative). La coppia alternative viene curata come il classico abbinamento di minuetto e trio: per esempio gavotta I - gavotta II - gavotta I (ma questa volta senza ripresa). Per quel che riguarda la coppia double (o doppia) la più plausibile delle combinazioni è che a ciascuna metà delle danza faccia seguito la corrispondente metà della sua double - rispecchiando la convenzione dei suonatori dell'epoca, che spesso aggiungevano qualche abbellimento improvvisato a una ripetizione.
[modifica] Struttura
- BWV 806 - Suite inglese n. 1 in La maggiore
- BWV 807 - Suite inglese n. 2 in La minore
- BWV 808 - Suite inglese n. 3 in Sol minore
- BWV 809 - Suite inglese n. 4 in Fa maggiore
- BWV 810 - Suite inglese n. 5 in Mi minore
- BWV 811 - Suite inglese n. 6 in Re minore
[modifica] Voci correlate
- BWV (catalogo delle opere di J.S.Bach)
- Johann Sebastian Bach
- Suites francesi
[modifica] Fonti
- "Englishe Suiten", Johann Sebastian Bach, Urtext Edizioni Carisch, 2004, Milano.
[modifica] Collegamenti esterni
Commons contiene file multimediali su Suite inglesi- Suite inglesi: Spartiti liberi su International Music Score Library Project.
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