Suintila

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Suintila
Statua di Suintila di Felipe de Castro (1750-1753), a Madrid[1]
Statua di Suintila di Felipe de Castro (1750-1753), a Madrid[1]
Re dei Visigoti
In carica 621 - 631
Predecessore Recaredo II
Successore Sisenando
Nascita ca. 594
Morte ca. 634
Figli Recimiro
Liuvigoto o Liuvigotona

Suintila dei Visigoti, Suintila, anche in spagnolo, in catalano ed in portoghese (594 circa – 634 circa), fu re dei visigoti dal 621 al 631.

Nobile visigoto[2], era un generale del suo predecessore, il re Sisebuto.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu il generale che, con il re Sisebuto, condusse le campagne militari contro i Bizantini, sino al 620.

L'anno seguente, 621, dopo la morte prima di Sisebuto e poi di Recaredo II, fu eletto re dei Visigoti.

Appena eletto riprese con forza la lotta contro i Bizantini, che ancora occupavano la zona costiera atlantica della provincia Betica; dapprima portò la guerra nel sud del dominio bizantino, che andava da Gibilterra a Cadice, e poi con un'ultima campagna, terminata nel 629, riuscì a batterli anche nell'Algarve e a ricacciarli in Nordafrica portando a termine la riunificazione della penisola iberica (salvo qualche distretto settentrionale del nord, in Biscaglia e nei Pirenei), il sogno dei re visigoti che lo precedettero. Dal 629, Suintila fu il primo re di totius Spaniae (in questo periodo il termine Spania cominciò a sostituirsi al latino Hispania).

Dedicatosi alla politica interna, Suintila cercò di rendere ereditaria la successione sul trono ed inoltre si dette il compito di rinforzare l'autorità reale di fronte ai nobili ed agli ecclesiastici che continuavano a rinforzare il loro potere a scapito di quello reale. Per fare ciò divise il governo coi membri della propria famiglia, il figlio Recimiro, la moglie Toodora ed il fratello Geila. Ma la reazione sia della nobiltà che dell'alto clero fu negativa ed iniziarono le cospirazioni che Suintila represse molto severamente; questa situazione segnò l'inizio della fine del regno di Suintila.

Nel 631, Sisenando, governatore della provincia Narbonense, Settimania, nel sud della Gallia, organizzò una congiura che pose fine al regno di Suintila. Alla guida di un esercito di Franchi, arrivò sino a Saragozza; dopo di che Suintila venne tradito dai suoi, ma non si arrese e continuò a lottare e non fu mai sconfitto in modo definitivo.

Sisenando, già re effettivo dal 631, venne ufficialmente confermato nel IV Concilio di Toledo dell'anno 633, presieduto da Isidoro, arcivescovo di Siviglia, mentre Suintila fu esautorato, scomunicato ed ebbe confiscati tutti i suoi beni. Nello stesso concilio fu ufficialmente stabilito il sistema elettivo della monarchia visigota: il re doveva essere eletto da un'assemblea di nobili e vescovi.

Suintila sembra che morì poco dopo la conclusione del IV concilio di Toledo, nel 634. Un'altra fonte, invece asserisce che fosse ancora in vita, nel 638, dopo il V concilio di Toledo.

Sul Suintila generale i giudizi dei cronisti furono tutti positivi, tanto che nel 629 Sant'Isidoro di Siviglia coniò per lui l'appellativo di «padre dei poveri». Ma da quando si mise a trattare i problemi di politica interna, forse per il suo nepotismo e la sua prepotenza, i giudizi dei cronisti dell'epoca mutarono sino a definirlo come un tiranno malvagio e sensuale.

Matrimonio e figli[3][modifica | modifica sorgente]

Verso il 620 Suintila aveva sposato Teodora dei Visigoti, figlia del re dei visigoti, Sisebuto, e da lei aveva avuto due figli:

  • Recimiro (ca. 621-631), associato al padre come re dei Visigoti
  • Liuvigoto o Liuvigotona, che nel 662 sposò il re dei visigoti Ervige.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La statua di Suintila è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del Palazzo Reale di Madrid durante il regno di Ferdinando VI. L'idea iniziale era stata di adornare la cornice del palazzo; scolpite da Olivieri e Filippo de Castro, non furono mai poste nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: piazza d'Oriente, parco del Retiro, porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
  2. ^ Alcune fonti sostengono che Suintila era figlio del re dei visigoti Recaredo I e della sua seconda moglie, di cui non si conoscono né gli ascendenti né il nome.
  3. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 743-779

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sovrani visigoti Successore
Recaredo II 621 - 631 Sisenando