Sugata Sanshiro

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Sugata Sanshiro
Sugata Sanshiro poster.jpg
Il poster del film
Titolo originale Sugata Sanshiro
Paese di produzione Giappone
Anno 1943
Durata 80 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere biografico, storico
Regia Akira Kurosawa
Soggetto Tsuneo Tomita (racconto)
Sceneggiatura Akira Kurosawa
Produttore Keiji Matsuzaki
Fotografia Akira Mimura
Montaggio Akira Kurosawa e Toshio Goto
Musiche Seichi Suzuki
Scenografia Masao Totsuka
Interpreti e personaggi
Premi

Sugata Sanshiro è un film del 1943, diretto da Akira Kurosawa

È il primo film diretto dal regista giapponese. L'autore aveva in precedenza lavorato come assistente alla regia e sceneggiatore per registi come Kajiro Yamamoto e Naruse.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'opera narra la vicenda di un mitico campione di Jūdō vissuto alla fine dell'Ottocento: il Sugata Sanshiro che dà il titolo all'opera. Il romanzo da cui è stato tratto il film è ispirato alla storia di un judoka realmente esistito: Saigo Shiro.

1882, il giovane Sanshiro si reca in una palestra di jujitsu per apprendere le arti marziali; ma rimane colpito dalla mancanza di moralità e di valore negli uomini che vi incontra. Viene invitato ad assistere ad un evento: il maestro Monma vuole dimostrare la superiorità della loro disciplina sul Jūdō sconfiggendo il maestro Yano Shogoro. Tuttavia, quella notte, Yano sconfigge uno dopo l'altro tutti gli sfidanti.

Il giovane è colpito dall'eleganza e dalla forza interiore che traspare dall'uomo e decide di diventare suo apprendista. Superando i difetti della propria personalità, attraverso un continuo e sofferto miglioramento interiore, Sanshiro riesce a rendersi degno degli insegnamenti del maestro (fondamentale la scena in cui, in seguito ad un giusto rimprovero, il giovane trascorre la notte in un lago gelato per dimostrare di essere pronto anche a morire per guadagnarsi la stima di Yano).

In seguito vengono presentati una serie di duelli vinti dal giovane campione contro i maestri della disciplina rivale, fino all'esito finale, in una sfida mortale contro il nobile Higaki nello scenario di una collina squassata dalla tempesta.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

La prima opera di Kurosawa, anche se realizzata in tempo di guerra e quindi soggetta al rigido controllo della censura, è genuinamente autentica e personale. Lo stesso tema delle arti marziali (certo utile in chiave propagandistica per rinvigorire il patriottismo nazionale) è in realtà preso dall'autore da una sua personale passione (era campione e appassionato di kendo); egli inoltre ben conosceva la fatica e l'impegno degli allenamenti che aveva sostenuto quotidianamente nell'infanzia. L'evoluzione personale del protagonista è una tematica che sarà cara a Kurosawa per tutta la sua vita.

Queste qualità non nascondono però la sostanziale ingenuità del film; una critica che sfuma decisamente se si considera che, quando altri autori contemporanei producevano opere di propaganda, un regista alle prime armi riusciva a costruire sulla vita di una gloria nazionale un film quasi intimista (che infatti fu amato dal pubblico ma non dai militari: fu il regista Yasujiro Ozu ad impedire tagli maggiori all'opera).

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