Sudafrica

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Sudafrica
Sudafrica – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
'!ke e: ǀxarra ǁke
(Unità nella diversità)
Sudafrica - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica del Sudafrica
Nome ufficiale Republiek van Suid-Afrika (afrikaans)
Republic of South Africa (inglese)
iRiphabliki yeSewula Afrika (ndebele)
Repabliki ya Afrika-Borwa (sesotho del nord)
Rephaboliki ya Afrika Borwa (sesotho)
iRiphabhulikhi yeNingizimu Afrika (swati)
Riphabliki ra Afrika Dzonga (tsonga)
Rephaboliki ya Aforika Borwa (tswana)
Riphabuḽiki ya Afurika Tshipembe (venda)
iRiphabliki yomZantsi Afrika (xhosa)
iRiphabhuliki yaseNingizimu Afrika (zulu)
Lingue ufficiali Afrikaans, inglese, ndebele, sesotho del nord, sesotho, swati, tsonga, tswana, venda, xhosa, zulu[1]
Capitale Pretoria (amministrativa)
Città del Capo (legislativa)
Bloemfontein (giudiziaria)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente Jacob Zuma
Indipendenza 15 maggio 1961
dal Regno Unito
Ingresso nell'ONU 7 novembre 1945 1
Superficie
Totale 1.219.090 km² (25º)
 % delle acque 0 %
Popolazione
Totale 54 002 000[2] ab. (2014) (24º)
Densità 44 ab./km²
Tasso di crescita -0,412% (2012)[3]
Geografia
Continente Africa
Confini Namibia, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Swaziland, Lesotho
Fuso orario UTC+2
Economia
Valuta Rand
PIL (nominale) 384 315[4] milioni di $ (2012) (29º)
PIL pro capite (nominale) 7 525 $ (2012) (75º)
PIL (PPA) 576 119 milioni di $ (2012) (25º)
PIL pro capite (PPA) 11 281 $ (2012) (83º)
ISU (2011) 0,619 (medio) (123º)
Fecondità 2,5 (2010)[5]
Varie
Codici ISO 3166 ZA, ZAF, 710
TLD .za
Prefisso tel. +27
Sigla autom. ZA
Inno nazionale Nkosi Sikelel' iAfrika/Die Stem van Suid-Afrika
Festa nazionale 27 aprile
Sudafrica - Mappa
1 è uno dei 51 Stati membri che nel 1945 diedero vita all’ONU.

È inoltre membro del Commonwealth, dell'Organizzazione dei Paesi Non Allineati, dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, dell'OAU (dal 2002 UA) e del Comitato per lo Sviluppo dell'Africa del Sud.

Evoluzione storica
Stato precedente bandiera Unione Sudafricana
 

Coordinate: 29°S 24°E / 29°S 24°E-29; 24

La Repubblica Sudafricana (af. Republiek van Suid-Afrika, ingl. Republic of South Africa), o Sudafrica, è uno Stato indipendente dell'Africa australe. È situato nella punta meridionale del continente africano e confina a nord con la Namibia, il Botswana e lo Zimbabwe, a nord-est con il Mozambico e lo Swaziland; comprende nei suoi confini il Lesotho. Inoltre al Sudafrica appartengono le Isole del Principe Edoardo che si trovano a 1.770 km a sud-est di Port Elizabeth quasi a metà strada tra il Sudafrica e l'Antartide. Si affaccia inoltre sull'oceano Atlantico e su quello Indiano. Capo Agulhas, il punto più meridionale del continente africano, delimita convenzionalmente il confine fra i due oceani.

Dalla fine del regime di apartheid – vigente fino ai primi anni novanta – il Paese ha acquisito la denominazione informale di Rainbow Nation ("nazione arcobaleno", ovvero "abitato da persone di diversi colori").

Il Sudafrica è inoltre l'unico Paese al mondo con tre capitali: Pretoria, sede del Governo, Città del Capo, dove si trova il Parlamento, e Bloemfontein, sede del potere giudiziario. Ai fini internazionali, tuttavia, è Pretoria a essere identificata come capitale in quanto sede della Presidenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Sudafrica e Cronologia storica del Sudafrica.

Secondo la moderna paleoantropologia, il Sudafrica fu probabilmente la "culla dell'umanità"; qui (soprattutto nella zona del Transvaal) si sono infatti trovati fossili di australopitechi, Homo habilis, Homo erectus e Homo sapiens sapiens.

Circa 10.000 anni fa l'odierno Sudafrica, come tutta l'Africa del Sud, era abitata dai boscimani, cui si aggiunsero successivamente popolazioni affini di etnia khoikhoi (ottentotti). Boscimani e ottentotti (collettivamente noti come khoisan) erano cacciatori-raccoglitori nomadi, che non diedero mai luogo a insediamenti popolosi o strutture politiche complesse.

Successivamente (fra il III e il V secolo) da nordest iniziarono ad affluire in Africa meridionale gruppi bantu, soprattutto zulu e xhosa. I movimenti migratori bantu si svilupparono nell'arco di numerosi secoli, giungendo al pieno compimento solo nella prima metà del secondo millennio.[6] Buoni agricoltori e allevatori, i bantu si insediarono prima nell'odierno KwaZulu-Natal e poi più a sud; gli xhosa si spinsero fino all'odierna Provincia del Capo Orientale, respingendo i khoisan nelle regioni più aride e inospitali dell'area.

Colonizzazione europea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1487, l'esploratore portoghese Bartolomeo Diaz oltrepassò il Capo di Buona Speranza, aprendo la via marittima alle Indie. Furono però gli olandesi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali i primi a creare un insediamento stabile in Sudafrica, nel 1652, fondando quella che sarebbe poi diventata Città del Capo. Questa fu il punto di partenza di un vasto processo di colonizzazione a cui presero parte europei di diverse origini (soprattutto olandesi, francesi ugonotti, bavaresi e scandinavi) che sciolti i legami con la Compagnia diedero vita a una comunità autonoma, e svilupparono una propria cultura e una propria lingua (l'afrikaans). Noti come "boeri" (dall'olandese per "contadino"), i coloni si espansero verso est e verso nord.

I rapporti fra i boeri e le popolazioni indigene della zona del Capo (di etnia khoikhoi) furono relativamente buoni; i khoikhoi, già nomadi, non fecero che ritrarsi gradualmente di fronte all'espansione boera. Quando i boeri giunsero nei pressi dell'odierna Port Elizabeth, però, essi entrarono in attrito con gli xhosa, che si stavano espandendo in direzione opposta. Ne derivarono una serie di conflitti noti con il nome di Guerre della Frontiera del Capo.

Il conflitto con gli inglesi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi guerre boere.

In seguito all'avanzata di Napoleone Bonaparte in Europa e la successiva caduta dei Paesi Bassi, i britannici occuparono la Colonia del Capo alla fine del XVIII secolo.

Nella prima metà del XIX secolo i boeri, oppressi dal dominio britannico, diedero via a una grande migrazione verso nord alla ricerca di nuove terre, passata alla storia col nome di Grande Trek. I voortrekker si stabilirono in varie zone del nord, fondando una serie di piccole repubbliche boere, in seguito unitesi nello Stato Libero di Orange, nella Repubblica di Natalia e nella Repubblica del Transvaal, e nello Stellaland, che, insieme al Capo, costituirono l'embrione delle future province sudafricane. Le personalità più eminenti di questa fase furono Paul Kruger e Marthinus Wessel Pretorius.

L'esistenza delle repubbliche era d'ostacolo all'espansione dell'Impero Britannico, e la scoperta di diamanti e oro nel nordest del Sudafrica contribuì ad alimentare l'interesse degli inglesi per la completa annessione del paese. Fra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, inglesi e boeri si scontrarono in una serie di sanguinosi conflitti noti come guerre anglo-boere. Il conflitto contrappose anche i popoli bantu del Sudafrica; gli zulu si schierarono infatti con i boeri, mentre xhosa e swazi combatterono a fianco degli inglesi. Questi ultimi ebbero alfine la meglio e unificarono tutto l'odierno Sudafrica (1902), che nel 1910 fu formalmente costituito come dominion unitario all'interno del Commonwealth, col nome di Unione Sudafricana.

1ª e 2ª guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione Sudafricana prese parte alla prima guerra mondiale a fianco del Regno Unito. Nel 1920 ottenne il mandato della Società delle Nazioni per il controllo dell'Africa del Sud-Ovest (Namibia), strappata ai tedeschi. Nonostante l'aumento del suo prestigio internazionale, l'Unione attraversò un periodo di forte crisi interna, con attriti sempre più violenti fra i nazionalisti boeri e la rappresentanza inglese. Nel 1931, con l'approvazione dello Statuto di Westminster da parte del parlamento britannico, il Sudafrica ottenne una parziale autonomia.

In occasione della Seconda guerra mondiale, i contrasti mai sopiti fra britannici e boeri tornarono a emergere. Una parte dei boeri, rappresentata da alcune correnti del Partito Nazionale come la Ossewabrandwag, simpatizzava infatti apertamente per la Germania. Ciò nonostante, il Paese prese parte al conflitto sul fronte Alleato. Il boero James Hertzog, che governava il paese dal 1924 e pretendeva almeno la neutralità del paese, fu costretto a dimettersi.

L'apartheid[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera della Repubblica Sudafricana dal 1961 al 1994

Dopo la fine della guerra, il Partito Nazionale vinse le elezioni, e iniziò ad attuare nel paese la politica segregazionista nota come apartheid. L'ideologia dell'apartheid fu elaborata dai primi ministri boeri che si succedettero dal 1948 in poi, e soprattutto da Hendrik Frensch Verwoerd (in carica dal 1956 al 1966). Concettualmente, l'obiettivo dell'apartheid era quello di isolare i diversi gruppi etnici del Sudafrica, lasciando che ognuno di essi si sviluppasse in un proprio contesto sociale, economico e territoriale.[7] Verwoerd spiegò anche che il ruolo predominante dei bianchi nei processi politici che avrebbero portato all'autonomia delle diverse etnie era giustificato dalle circostanze storiche, ovvero dal ruolo fondamentale che i boeri avevano avuto nella nascita del Sudafrica.

Nell'ottica dell'isolamento delle etnie vennero formati i bantustan, territori riservati alle popolazioni nere delle diverse etnie. Complessivamente, circa il 13% del territorio del Sudafrica venne riservato alla popolazione bantu.[8] Contemporaneamente, il Sudafrica venne inteso sempre più nettamente come paese esclusivamente di bianchi, e i neri che continuavano a vivere nelle aree "bianche" (circa il 50%) persero gradualmente i propri diritti civili, come conseguenza del fatto che fosse stato avviato un processo la cui finalità era trasferirne la cittadinanza ai bantustan. Per esempio, ai neri fu vietato di frequentare le scuole e le università dei bianchi; Verwoerd giustificò questa misura osservando che l'istruzione di un nero deve svolgersi completamente nella tribù ed avere le radici nello spirito e nell’essenza stessa della società bantu.

L'applicazione di una politica sempre più apertamente razzista, causò gravi contrasti interni e alienò al paese il sostegno della comunità internazionale. Nel 1973 l'ONU dichiarò che l'apartheid era un crimine contro l'umanità; a partire dal 1961 era già iniziata una campagna di sanzioni economiche contro il Sudafrica. Nello stesso anno il Sudafrica ebbe la piena indipendenza dal Regno Unito e fu proclamata la repubblica; a causa delle sanzioni dell'ONU il Sudafrica venne poi espulso dal Commonwealth Britannico. Cinque anni dopo venne revocato il suo mandato all'amministrazione della Namibia. Il governo sudafricano si rifiutò di ottemperare alle richieste dell'ONU, e di fatto procedette all'annessione della Namibia come propria provincia.

Balthazar Johannes Vorster (primo ministro dal 1966 al 1978) e i suoi successori Marais Viljoen (in carica dal 1979 al 1984) e Pieter Willem Botha (dal 1984 al 1989) dovettero fronteggiare sia l'isolamento internazionale sia l'emergere di importanti movimenti di opposizione nella comunità nera, fra cui l'African National Congress di Nelson Mandela. Botha fu l'ultimo strenuo difensore dell'apartheid, e cercò di convincere l'intero paese che questo regime era stato un elemento chiave della crescita economica del Sudafrica fra gli anni sessanta e anni novanta, superiore a quella di qualsiasi altro paese africano, e delle migliori condizioni di vita dei neri sudafricani rispetto a quelle della popolazione nera nel resto del continente.

In questa fase Botha trovò alleati neri che lo sostennero, in particolare gli swazi; tra l'altro il Re dello Swaziland Sobhuza II aveva già collaborato in passato nella caccia ai ribelli più violenti dell'ala oltranzista dell'ANC[9]. Botha riuscì perfino a stringere un patto di amicizia e buon vicinato[10] col presidente del Mozambico Samora Machel, nero e comunista. Gli xhosa rimasero invece il gruppo più ostile al governo bianco. In questa fase furono organizzate altresì assemblee legislative autonome per coloured e asiatici. Tuttavia il sistema si mostrò sempre più fragile e vicino al collasso, accentuando il carattere repressivo, ma anche gli Stati Uniti d'America, tradizionali alleati dei bianchi sostenitori dell'apartheid, comiciarono ad unirsi alle richieste di democrazia.[11] L'apartheid durò sinché il successore di Botha, Frederik Willem de Klerk, che governò fino al 1994, intraprese la via della riforma, liberando e chiamando al suo fianco il capo dell'ANC Nelson Mandela e smantellando l'intero sistema della segregazione razziale nel 1991. Gravi scontri avvennero però tra gli zulu dell'Inkatha Freedom Party guidati dal Re Zwelithini e dal segretario del partito Mangosuthu Buthelezi, che desideravano essere gli unici interlocutori di De Klerk, e gli xhosa dell'ANC, che alla fine ebbero la meglio. Gli zulu si dovettero accontentare dell'istituzione di un loro regno autonomo (il Kwazulu-Natal) nell'ambito della riforma amministrativa del paese (1994), che riunì le vecchie quattro province e i dieci bantustan nelle attuali 9 province.

Il Sudafrica del post-apartheid[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 aprile 1994 si tennero le prime elezioni democratiche con suffragio esteso a tutte le etnie, in cui venne eletto presidente il capo dell'ANC Nelson Mandela, cui successe poi Thabo Mbeki nel 1999. Il periodo di transizione dal regime dell'apartheid al nuovo corso politico fu gestito da un tribunale speciale istituito nel 1995 a Città del Capo, la Commissione per la Verità e la Riconciliazione (Truth and Reconciliation Commission, TRC). Le condizioni di vita per i neri tuttavia restano molto difficili. Il governo sudafricano ha dovuto accettare le politiche neoliberiste del Fondo Monetario internazionale: si è fatto carico di pagare il debito internazionale creato dai precedenti governi[senza fonte] anche privatizzando molte imprese nazionali. I servizi sociali (acqua, istruzione, sanità) non sono riconosciuti a tutti. Nelle periferie urbane i poveri non sono ancora cittadini a tutti gli effetti.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Sudafrica.

La Repubblica del Sudafrica si trova all'estremità meridionale dell'Africa, e comprende un tratto di costa sia a est, sull'Oceano Indiano, che a ovest sull'Oceano Atlantico.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Immagine satellitare del Sudafrica
Immagine satellitare del Sudafrica
I Monti dei Draghi

Il territorio sudafricano è in gran parte formato da altopiani, il cosiddetto Alto Veld, che in si innalza verso ovest, raggiungendo quote comprese fra i 900 e i 1.800 m s.l.m. Verso le coste l'altopiano presenta un orlo rialzato, detto Grande Scarpata, che si articola in diverse catene montuose separate da aree livellate dall'erosione (il principale agente modellatore del territorio, che non fu più interessato da ingressioni marine importanti dopo il Paleozoico). La Scarpata include a sud-ovest massicci isolati, come Table Mountain (1.914 m), un massiccio di arenaria che incombe su Città del Capo; a est e a nord si sviluppa invece in catene montuose importanti; le principali sono i monti Drakensberg (Monti dei Draghi), caratterizzati da effusioni basaltiche e cime che toccano altezze superiori ai 3000 m (la più alta è il Njesuthi, 3.408 m), da cui si dipartono catene minori (Stormberg, Nieuwveld e Sneeuwberg). Sempre nella zona nordorientale si trovano anche i sistemi montuosi Swartberg e Langeberg. Al di là della Scarpata si estende la pianura alluvionale costiera detta Basso Veld, salvo nella zona della Penisola del Capo, dove le formazioni rocciose giungono direttamente all'Oceano in una successione di promontori con coste a falesia. Il centro del paese è in gran parte occupato dai bacini semi-desertici del Grande e Piccolo Karoo, che sfumano a nord-ovest nel deserto del Kalahari, condiviso da Sudafrica e Namibia.

Da un punto di vista geologico, il territorio del Paese poggia su uno zoccolo di rocce cristalline del Precambriano, venate da importanti filoni auriferi e uraniferi (concentrati nella regione del Witwatersrand, in Transvaal). Il Karoo ricopre questo zoccolo con sedimenti di età paleozoica e mesozoica in alcuni punti fino a 7.000 m di profondità; anche questi sedimenti hanno un'importanza economica, essendo non raramente ricchi di carbone e di petrolio.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fiumi del Sudafrica.
Il fiume Orange

Idrograficamente, il Sudafrica è diviso in diversi bacini, ma quello principale è nell'Oceano Atlantico. Il fiume più importante è l'Orange (1860 km) a ovest, che nasce dal Lesotho e il cui vasto bacino (1.020.000 km²) corrisponde a buona parte degli altopiani; il fiume segna anche un tratto del confine con la Namibia. Il corso del fiume è però accidentato da rapide e cascate che ne rendono difficile la navigazione. Tra gli affluenti dell'Orange hanno una certa importanza il Vaal (1.200 km) e il Molopo (circa 1.000 km) che segna per lungo tratto il confine col Botswana ma è quasi sempre asciutto.

Nell'Oceano Indiano sfocia invece il Limpopo (1600 km), che divide il Paese dal Botswana; anch'esso impossibile da navigare. Gli altri fiumi nascono in genere nella Grande Scarpata e presentano un andamento normale alla costa; fra i molti è celebre il Tugela che si origina sulle Drakensberg, ai confini col Lesotho, e forma le cascate omonime.

Tra i laghi del Sudafrica vi sono il lago Sibhayi, nel Kwazulu-Natal, il Grootvloer, formato dal fiume Sak (che però è pressoché asciutto per gran parte dell'anno), e il lago Santa Lucia, nei pressi di Durban.

Fanno parte del Sudafrica anche diverse isole, tra cui le Isole del Principe Edoardo, circa 1.770 km a sud-est di Port Elizabeth, e numerose minori lungo la costa.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima del Sudafrica è notevolmente vario in rapporto sia alla grande estensione territoriale, sia all'altitudine, sia all'esposizione al mare. La latitudine subtropicale e il profondo influsso marittimo sono all'origine del clima mediterraneo che caratterizza la parte meridionale del territorio, dove le temperature sono miti e le precipitazioni superano i 600 mm; le piogge sono legate all'avanzata di fronti freddi di origine antartica durante l'inverno, mentre quasi tutto il resto dell'Africa australe nello stesso periodo è sovrastato da un'area anticiclonica che impedisce l'afflusso di masse d'aria umida degli oceani circostanti. Al contrario, d'estate, quando in ambito continentale si instaurano condizioni di bassa pressione, le masse d'aria umida provenienti dall'Oceano Indiano al seguito dell'aliseo di sud-est investono le coste orientali e la Grande Scarpata irrorandole di abbondanti precipitazioni (1000–1500 mm). In particolare il KwaZulu-Natal gode di un clima caldo umido, che fa di questa provincia l'area più favorevole alla coltivazione di colture tropicali. Man mano che si prosegue verso l'interno le precipitazioni diminuiscono: sugli altopiani si aggirano sui 500–800  mm annui. In modo più netto si riducono proseguendo verso ovest fino a toccare i 60  mm a Port Nolloth, sull'Atlantico. Le escursioni termiche, sensibili sugli altopiani, sono alquanto contenute sulle coste.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Entità amministrative del Sudafrica.

Il Sudafrica ha circa 51.19 milioni di abitanti che si concentrano nelle città principali dando una distribuzione irregolare nel paese (stima del 2012).

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Crescita demografica del Sudafrica dal 1961 al 2005

Il Sudafrica è un paese fortemente multietnico; convivono, spesso con difficoltà, etnie bianche, nere, asiatiche e miste. La legge sudafricana riconosce formalmente quattro macro-categorie etniche: neri, bianchi, "coloured" (gruppi etnici di origine mista), e asiatici.

Al censimento dell'ottobre 1996 la popolazione del Sudafrica ammontava a 40.583.611 persone, con una densità di popolazione di 36 per km². La stima del 2014 conta 54 002 000 abitanti.

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

I neri bantu formano circa il 75% della popolazione, e sono suddivisi ufficialmente in 9 "nazioni": zulu 23%; xhosa 18%; sotho (del nord e del sud) 16%; tswana 7%; tsonga 4%; swazi 2,5%; venda 2%; ndebele 1,5%; pedi 1%. I bianchi formano circa il 13% della popolazione, e si suddividono in tre gruppi: boeri (afrikaner) 6,5%, anglosassoni 5,5%, altri (ascendenza principalmente portoghese, tedesca e italiana) 1%.

Gli asiatici formano circa il 3% della popolazione e si suddividono in due gruppi: indiani 2,5%, cinesi 0,5%. Le persone a sangue misto (coloureds) formano circa il 9% della popolazione. Boscimani e ottentotti non raggiungono lo 0,1% della popolazione.

Gruppi etnici dominanti in Sudafrica.

██ Neri africani

██ Coloured

██ Indiano o asiatici

██ Bianchi

██ Non dominanti

ETNIA PERC.
Zulu 23%
Xhosa 18%
Sotho 16%
Bianchi 13%
Coloured 9%
Tswana 7%
Tsonga 4%
Swazi 2,5%
Venda 2%
Pedi 1%
Indiani 2,5%
Cinesi 0,5%
Boscimani e
Ottentotti
0,1%

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Le religioni più diffuse sono quelle cristiane: protestantesimo della chiesa riformata sudafricana (circa 35%); cattolicesimo (10%); anglicanesimo (10%); metodismo, luteranesimo e altre fedi cristiane (nel complesso circa 30%). Si hanno poi animisti 12%; induisti (1,5%); islamici (1%) ed ebrei (0,5%).

Ecco il quadro completo secondo il censimento del 2001:

Cattedrale Anglicana presso George.
RELIGIONE PERC.
Chiesa di Zion 11,1%
Pentecostali 8,2%
Cattolici 7,1%
Metodisti 6,8%
Chiesa Riformata Olandese 6,7%
Anglicani 3,8%
altri Cristiani 36%
Musulmani 1,5%
Induisti 1,2%
Ebrei 0,3%
altro (animisti e buddisti) 2%
non specificata 1,4%
nessuna (atei e agnostici) 14,9%

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Le lingue ufficiali sono 11 e corrispondono alle varie etnie.[1] I coloreds parlano in maggioranza l'afrikaans, mentre gli asiatici usano soprattutto l'inglese.

Ecco il quadro completo secondo il censimento del 2001:

Lingue principali in Sudafrica.

██ Afrikaans

██ Inglese

██ isiNdebele

██ isiXhosa

██ isiZulu

██ Sesotho sa Leboa

██ Sesotho

██ Setswana

██ siSwati

██ Tshivenda

██ Xitsonga

██ Lingue secondarie

LINGUA PERC. AB.
Zulu 23,8% 10.677.000
Xhosa 17,6% 7.907.000
Afrikaans 13,3% 5.983.000
Sesotho del Nord 9,4% 4.209.000
Tswana 8,2% 3.677.000
Inglese 8,2% 3.673.000
Sesotho 7,9% 3.555.000
Tsonga 4,4% 1.992.000
Swati 2,7% 1.194.000
Venda 2,3% 1.022.000
Ndebele 1,6% 712.000
Altre lingue 0,5% 217.000
TOTALE 100,0% 44.820.000

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisione amministrativa del Sudafrica, Province del Sudafrica e Distretti del Sudafrica.

Fino al 1994, il Sudafrica era suddiviso nelle tradizionali quattro repubbliche boere (Capo, Transvaal, Orange e Natal) e in 10 bantustan. Questa suddivisione venne sostituita con una più aderente alla distribuzione demografica, che conta nove province autonome. Il Kwazulu-Natal ha una struttura amministrativa diversa dalle altre province, di tipo monarchico; l'attuale sovrano (re degli zulu) è Zwelithini.

Province del Sudafrica
Provincia Capoluogo Abitanti capoluogo Superficie (km²) Abitanti[12] Densità (ab./km²)
Provincia del Capo Occidentale Città del Capo 3.569.359 129.370 5.018.906 37,82
Provincia del Capo Settentrionale Kimberley 182.937 361.830 1.144. 535 2,25
Provincia del Capo Orientale Bisho 147.593 169.580 6.977.948 38,41
KwaZulu-Natal Pietermaritzburg 891.607 92.100 10.226.814 109,46
Free State Bloemfontein 583.253 129.480 3.004.846 21,23
Provincia del Nordovest Mafikeng 74.165 116.320 3.405.933 29,28
Gauteng Johannesburg 3.888.180 17.010 10.043.168 578,77
Mpumalanga Nelspruit 116.705 79.490 3.632.837 45,70
Limpopo Polokwane 136.107 123.910 5.477.449 44,20

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007, in Sudafrica vi erano 6 municipalità con oltre 1 milione di abitanti e 8 che contavano tra i 500.000 e 1 milione di abitanti (nel 2001 erano 6). Alcuni di essi sono costituiti da centinaia di minuscoli insediamenti molto vicini l'uno all'altro.

Johannesburg
Johannesburg
Cape Town
Cape Town
Durban
Durban
Germiston
Germiston

Posizione Municipalità Città principale Provincia Pop.

Pretoria
Pretoria
Port Elizabeth
Port Elizabeth
Bloemfontein
Bloemfontein
East London
East London

1 Municipalità di Johannesburg Johannesburg Gauteng 3,888,180
2 Municipalità di Città del Capo Città del Capo Western Cape 3,497,097
3 eThekwini Durban KwaZulu-Natal 3,468,086
4 Ekurhuleni Germiston Gauteng 2,724,229
5 Municipalità di Tshwane Pretoria Gauteng 2,345,908
6 Municipalità di Nelson Mandela Bay Port Elizabeth Eastern Cape 1,050,930
7 Mangaung Bloemfontein Free State 752,906
8 Buffalo City East London Eastern Cape 724,312
9 Emfuleni Vanderbijlpark Gauteng 650,867
10 Msunduzi Pietermaritzburg KwaZulu-Natal 616,730
11 Thulamela Thohoyandou Limpopo 602,819
12 Polokwane Polokwane (Pietersburg) Limpopo 561,772
13 Mbombela Nelspruit Mpumalanga 527,203
14 Bushbuckridge Bushbuckridge Mpumalanga 509,970
15 Makhado Louis Trichardt Limpopo 471,805
16 Rustenburg Rustenburg Nordovest 449,776
17 King Sabata Dalindyebo Mthatha (Umtata) Eastern Cape 444,830
18 Emalahleni Witbank Mpumalanga 435,217
19 Matjhabeng Welkom Free State 405,031
20 City of Motlosana Klerksdorp Nordovest 385,782
Statistiche del 2007[13]

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo del Parlamento a Città del Capo.

La Costituzione in vigore è stata emanata il 10 dicembre 1996. Il presidente della Repubblica è anche Capo del Governo, dunque ha poteri molto ampi. Egli è eletto dall'assemblea nazionale ed esercita il potere esecutivo direttamente.

Il potere legislativo spetta al parlamento bicamerale, composto di Consiglio Nazionale delle Province, già Senato (90 membri eletti in ognuna delle province per la durata di 5 anni), e Assemblea Nazionale (440 membri eletti dal popolo con il sistema proporzionale, senza sbarramento, allo scopo di rappresentare anche le etnie minoritarie, per la durata di 5 anni).

Per legge devono partecipare al governo attraverso la nomina di vicepresidenti tutti i partiti che superano il 20% dei suffragi.

Il sistema giudiziario si basa sulla Common Law britannica e sul diritto olandese.

Le forze armate sono state riorganizzate nel 1994 e ora sono racchiuse nella SANDF, organo cui fanno capo tutte le armi dell'esercito e della polizia. La SANDF ha assorbito tutte le precedenti strutture militari ufficiali e non, ivi comprese la vecchia SADF, i servizi segreti sudafricani e l'ala militare dell'ANC.

Ordinamento scolastico[modifica | modifica wikitesto]

L'istruzione è obbligatoria tra i 7 e gli 11 anni. L'istruzione primaria dura 7 anni; essa è divisa in una sezione inferiore (due anni) e una superiore; l'istruzione secondaria è quadriennale e comprende una sezione inferiore triennale che termina con un esame (Junior Certificate) e una sezione superiore, che si conclude con un esame di ammissione universitaria (Matriculation).

Università:

Sistema sanitario[modifica | modifica wikitesto]

L'Ospedale Groote Schuur dove avvenne il primo trapianto di cuore.

Il sistema sanitario e di sicurezza sociale sono da sempre molto sviluppati e fortemente integrati, sia nel settore pubblico che in quello privato. Essi assicurano benefici o sussidi ai disoccupati, agli invalidi civili e militari, agli anziani, ai malati cronici. L'assistenza medica è gratuita per i bambini fino al compimento del sesto anno di età e per le donne incinte. La legge sudafricana impone un basso costo per i medicinali contro l'AIDS sin dal 1999. Dopo un'iniziale opposizione, nel 2001 le case farmaceutiche hanno accettato questa legge. La prima operazione di trapianto cardiaco al mondo avvenne in Sudafrica nel 1967 ad opera del chirurgo Christiaan Barnard, presso l'ospedale Groote Schuur.

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fine dell'apartheid e il suffragio universale all'inizio degli anni 90, la forza politica dominante è l'African National Congress (ANC), peraltro diviso in correnti.

Le elezioni generali del 27 aprile 1994 videro prevalere l'ANC (62,65% e 252 seggi) sul National Party (NP: 20,39% e 82 seggi), ex-partito guida dei bianchi, e sul Inkatha Freedom Party (IFP: 10,54% e 43 seggi), partito degli zulu. Solo altri 4 partiti entrarono in Assemblea Nazionale, con 23 seggi in totale. L'ANC optò per un governo sostenuto dai tre maggiori partiti. L'Assemblea Nazionale elesse presidente Nelson Mandela (ANC).

Nelle elezioni generali del 2 giugno 1999 si rafforzò l'ANC (66,35% e 266 seggi) e crollò il NNP (ex-NP: 6,87% e 28 seggi), superato dal Democratic Party (DP: 9,56% e 38 seggi), ex-opposizione durante l'apartheid, e dal IFP (8,58% e 34 seggi), mentre si affermò l'interrazziale United Democratic Movement (UDM: 3,42% e 14 seggi). Altri 8 partiti entrarono in Assemblea Nazionale, con 20 seggi in totale. L'ANC confermò l'alleanza di governo con il NNP e l'IFP. Thabo Mbeki (ANC) fu eletto presidente.

L'Union building, sede dell'esecutivo del Sudafrica

Le elezioni generali del 14 aprile 2004 videro l'ulteriore rafforzamento dell'ANC (69,69% e 279 seggi) e della Democratic Alliance (DA, ex-DP: 12,37% e 50 seggi) e l'indebolimento dell'IFP (6,97% e 28 seggi) e dell'UDM (2,28% e 9 seggi) e soprattutto del NNP (che confluì nell'ANC nel 2005). Altre 8 liste entrarono in Assemblea Nazionale, con 34 seggi in totale. L'ANC decise di governare da solo. Thabo Mbeki (ANC) fu rieletto presidente.

Dalle elezioni del 2004 il governo dell'ANC gode di una vasta maggioranza e di un appoggio da parte di altri partiti minori, come ad esempio il Partito Comunista del Sudafrica e dalla Confederazione sindacale più importante nel paese, il Congress of South African Trade Unions (COSATU). I punti di disaccordo interni ai movimenti sindacali relativi alle politiche del lavoro e della distribuzione del reddito sono passati in secondo piano al momento delle elezioni, per poi riaccendersi nel periodo post-elettorale. Il governo è stato accusato di non tener fede a quanto annunciato durante la vasta campagna elettorale con lo slogan “crescita, impiego e ridistribuzione (growth, employment and redistribution – GEAR), che di fatto ha lasciato indietro la redistribuzione, eccezion fatta che per la élite legata al Governo a livello provinciale e nazionale.

Jacob Zuma, attuale presidente del Sudafrica.

Nelle elezioni generali del 22 aprile 2009 si è avuta la vittoria dell'ANC, anche se indebolita dalla recente scissione del Congress of the People (CoPe), e il rafforzamento della DA. Jacob Zuma (ANC) è stato eletto presidente.

L'attuale politica interna è volta soprattutto alla lotta all'AIDS e alla criminalità, che ha raggiunto, specie nelle grandi città, livelli insostenibili. Altro punto delicato che il governo si trova costantemente ad affrontare è quello della tutela delle diverse etnie, tutte molto gelose della propria autonomia. Anche il problema della corruzione ai vertici dell'ANC, che ha il monopolio del potere politico, ha causato notevoli dissidi.

Sebbene vari analisti siano d’accordo nel predire un futuro relativamente roseo per il paese, sono ancora molti i problemi che il Sudafrica si trova a affrontare, e molti di questi (soprattutto la violenza, il divario sociale ricchi-poveri e l’AIDS) rischiano di destabilizzarlo fatalmente. La riequilibratura tra lo standard di vita della minoranza bianca e quello della maggioranza nera è ancora un’utopia, con metà della ricchezza concentrata nelle mani del 10% della popolazione. Le leggi di “discriminazione positiva” per garantire delle quote ai neri non hanno prodotto i risultati sperati (il differenziale tra i più ricchi e i più poveri continua ad aumentare), così come la riforma agraria che continua a essere la questione più dibattuta.

Il periodo di assestamento successivo alla fine del potere bianco dura ancora oggi, e i risultati si fanno sentire: in 12 anni il paese ha perso 29 posizioni nell'indice di sviluppo umano, il 40% della popolazione vive ancora sotto la soglia di povertà, il lavoro nero e la criminalità fioriscono soprattutto nelle townships di periferia.

Il Sudafrica presenta una società ancora troppo divisa lungo le linee di appartenenza razziale ove, se la parte nera della popolazione dispone di gran parte del potere politico, quella bianca (integrata dalla élite che ha consentito il mantenimento dello status quo) esercita un notevole controllo su quello economico. L'ANC ha in cantiere una serie di provvedimenti legislativi che dovrebbero consentire alla popolazione di colore di disporre di una considerevole parte del potere economico e finanziario, secondo il cosiddetto Black Economic Empowerment (BEE), che prevede il possesso di quote azionarie e la presenza nei Consigli di amministrazione da parte della popolazione di colore. I principali problemi del Sudafrica sono, al momento attuale, un elevatissimo tasso di disoccupazione, il 26,7% al settembre 2005, una criminalità violenta e dilagante ed un costante aumento della diffusione dell'HIV/AIDS. L'AIDS rappresenta una vera piaga sociale, che colpisce quasi il 30% dei Sudafricani. Vedi anche Diffusione dell'HIV in Sudafrica. Dal 2009, grazie al governo di Zuma, la situazione sanitaria è in miglioramento. Il trattamento dell'AIDS con farmaci anti-evirali è aumentato dal 40% al 60%, e la trasmissione dell'infezione da HIV tra madre e feto si è dimezzata. Il nuovo piano si propone di arrivare all'80% di copertura terapeutica dei pazienti e di dimezzare la mortalità per tubercolosi, malattia fortemente associata all'AIDS. Dal 2012 il governo sudafricano ha istituto l'assicurazione sanitaria nazionale (National Health Insurance) per garantire a tutti i cittadini sudafricani l'assistenza sanitaria essenziale. L'iniziativa è partita con 10 distretti e prevede di estendersi in tutto il paese per il 2018.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Il Sudafrica del post-apartheid ambisce, in quanto stato più sviluppato, ad assumere il ruolo di guida degli Stati del continente, e in particolare dell'Africa australe, nonché di mediatore super partes dei vari conflitti. La sua azione nell'ambito della SADC, dell'Organizzazione dell'Unità Africana (OUA) e dell'ONU è stata in questi anni molto incisiva. Il paese è altresì rientrato nell'orbita britannica, aderendo al Commonwealth e instaurando ottimi rapporti anche con gli altri paesi economicamente più sviluppati. Nel 2010, il Sudafrica è entrato a far parte dell'associazione di Paesi emergenti nota come BRICS (con Brasile, Russia, India e Cina).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Johannesburg, capitale economica del paese.

Nonostante i gravi problemi sociali ereditati dall'apartheid, l'economia del Sudafrica è la più importante del continente africano. Il Paese produce da solo oltre un terzo del reddito continentale, grazie soprattutto alle risorse minerarie (oro, diamanti, platino, ferro, cromo, carbone) e alle industrie collegate.

L'agricoltura è tra le più sviluppate dell'Africa, anche se con forti squilibri: alle efficienti e produttive aziende agricole che attuano un'agricoltura di piantagione altamente specializzata si affiancano le agricolture di sussistenza, praticate nei villaggi con metodi tradizionali. L'agricoltura e la pesca non solo soddisfano l'intero fabbisogno nazionale, ma producono anche prodotti di esportazione. La produzione di cereali è concentrata nel cosiddetto "triangolo del mais", cioè l'area compresa fra la città di Mafikeng, il Lesotho e lo Swaziland. Il 69% del terreno agricolo del paese è comunque destinato all'allevamento: il Sudafrica è uno dei principali produttori di lana di pecora e di pellicce di karakul.

Per quanto riguarda la silvicoltura, il paese ha messo a punto programmi di rimboschimento di pini ed eucalipti, specie che sono alla base delle esportazioni di legno grezzo e dello sviluppo d'importanti attività industriali. Le aree dove tale settore è più sviluppato sono il Mpumalanga e la zona di George.

Contadini sudafricani.

L'attività mineraria e l'industria rappresentano i settori più importanti dell'economia sudafricana. Ai giacimenti di oro e diamanti, iniziale richiamo per i colonizzatori, si affiancano altre risorse presenti in maniera diversificata e in grande quantità nel sottosuolo, come argento, platino, uranio e carbone. Grazie a ciò si è sviluppata anche un'importante industria pesante, che va a sommarsi a quelle che producono beni di consumo (meccaniche, tessili e alimentari) o di lavorazione dei prodotti agricoli e della pesca.

All'incirca il 93% dell'energia è di origine termica.

Da circa un decennio le industrie metallurgiche italiane collaborano con quelle sudafricane, questo ha permesso ad entrambe le nazioni un miglioramento economico notevole.

Il livello relativamente alto di sviluppo economico del paese non impedisce una larga diffusione della povertà: circa il 40% della popolazione del paese vive con meno di due dollari statunitensi al giorno.[14]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade: 33.800 km (la guida è a sinistra)
Autostrade: 1.142 km
Ferrovie: 22.916 km
Porti: Città del Capo, Durban, East London, Mosselbaii, Port Elizabeth, Richards Bay, Saldanha
Marina mercantile: 8 navi per 371.000 tsl

  • portacontainer 6
  • petroliere 2

Aeroporti: 740 (2001)

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Il 5% del territorio è protetto (il 4% è parzialmente protetto).

Trattati ambientali:

Parchi nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Giraffe al Kruger National Park

Le caratteristiche climatiche si riflettono fedelmente nella copertura vegetale, che si presenta abbondante e rigogliosa nelle regioni meglio irrorate, povera e rada nelle zone dove le precipitazioni scarseggiano. Dal punto di vista floristico si può dividere il Paese in sei principali zone vegetali: la foresta, la savana, la steppa, la macchia di tipo mediterraneo, la steppa desertica e il deserto.

La foresta, che si stende solo su zone che ricevono una quantità copiosa di precipitazioni, ricopre appena lo 0,25% dell'intero territorio ed è di tipo temperato, subtropicale e montano: la foresta temperata è diffusa prevalentemente nella fascia collinare compresa tra i rilievi del Langeberge e la costa meridionale e in aree più modeste del Natal centrale; la foresta subtropicale si estende lungo la fascia costiera del Natal e della sezione orientale della Provincia del Capo; la foresta montana nelle medesime regioni di quella subtropicale, ma in aree più ristrette e prevalentemente sui versanti più esposti ai venti umidi.

La savana è diffusa principalmente nel Transvaal settentrionale e orientale, nella porzione settentrionale e sud-orientale della Provincia del Capo e nella fascia costiera del Natal; spesso è associata a piante d'alto fusto, quali l'acacia, l'euforbia e il baobab.

Alla savana succede gradualmente, procedendo verso l'interno, la steppa, che si stende a coprire una vasta sezione dell'altopiano, delimitata a ovest dall'isoieta di 375 mm, e precisamente il Transvaal centrale e meridionale, l'Orange Free State, gran parte del Natal e la sezione più orientale della Provincia del Capo.

Campo di fiori al West Coast National Park

La copertura vegetale tipica della cuspide sud-occidentale del Paese che gode di clima mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni miti e piovosi, è la macchia di tipo mediterraneo, che costituisce un'associazione mista, erbacea ed arbustiva, con caratteri spesso accentuatamente xerofili.

Dalla macchia e dalla steppa si trapassa gradualmente nella steppa desertica, che è caratterizzata da piante succulente e da arbusti spinosi e che si estende prevalentemente sull'Hoë Karroo; più a ovest, nel Namakwaland sudafricano e nel Bosmanland, la vegetazione s'impoverisce e il paesaggio assume l'aspetto del deserto, ravvivato qua e là da pochi arbusti spinosi.

Per le caratteristiche della sua fauna, il territorio della Repubblica Sudafricana è considerato parte della regione etiopica, di cui però costituisce una subregione particolare per certe peculiarità, quali l'assenza degli scimpanzé, dei gorilla e di vari tipi di pappagalli e la presenza di springboks (antilopi del Sudafrica) e di altri animali, fra i quali una grande varietà di insetti. La diffusione dei bantu e la colonizzazione dei bianchi hanno ridotto notevolmente il numero dei grandi carnivori e degli erbivori che nei secoli passati popolavano queste terre: il rinoceronte bianco è rappresentato da pochi esemplari in una riserva dello Zululand; l'elefante sopravvive solo nella foresta temperata di Knysna e nel Kruger National Park; qui si trovano anche numerosi leoni, che vivono liberamente anche nel Trasvaal settentrionale. Numerosi sono i roditori (circa 150 specie) ed i felini, come il gatto selvatico, la lince, il leopardo e il gattopardo. Ci sono ben 350 specie di rettili, di cui 125 di serpenti, quali il cobra, il pitone e la vipera; la diffusione dei coccodrilli è limitata alla sezione nord-orientale del Paese. Numerosi sono i ragni, gli scorpioni e così pure gli insetti, dei quali si calcola esistano nell'Africa del Sud almeno 40.000 specie. Gli uccelli sono rappresentati da oltre un migliaio di specie: numerosi sono i pappagalli ed i rapaci, quali l'aquila, il falco, il nibbio, il gufo, la civetta e il serpentario, che gode della reputazione di uccisore di serpenti e come tale è rispettato e protetto; gli struzzi vivono prevalentemente nelle savane e nelle steppe. I pesci, di cui si conoscono almeno 200 specie, abbondano nelle acque dei fiumi; le anguille vivono solo nei corsi d'acqua che tributano all'Oceano Indiano.

Cultura e arte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arte contemporanea sudafricana.

In Sudafrica coesistono numerose culture, e di conseguenza anche numerose tradizioni artistiche. La cultura boera (caratterizzata da valori come il pionierismo, la frugalità, la famiglia patriarcale e i vincoli di sangue, il patriottismo, nonché dalla lingua afrikaans e la religione calvinista riformata) si esprime in numerosi settori, dall'architettura (tipico del Sudafrica è lo stile coloniale noto come Cape Dutch) alla letteratura. Quest'ultima ebbe il suo periodo d'oro nel XIX secolo, in cui la creazione di una letteratura boera era interpretata come affermazione dell'indipendenza culturale dei pionieri rispetto all'Europa e agli inglesi. Un genere letterario tipico di quest'epoca è il pamphlet accusatorio, spesso rivolto contro gli inglesi, considerati i nemici del popolo boero. Negli anni venti, all'antianglicismo si affiancarono progressivamente altri temi politici, come l'anticomunismo. Negli anni trenta una nuova generazione di scrittori boeri (tra cui Van Wyk Louw, Krige ed Eybers) iniziarono ad allargare i propri orizzonti e trattare temi di carattere più universale. Durante l'apartheid, parte della letteratura boera si pone in posizioni di antagonismo rispetto al governo e al segregazionismo (per esempio Opperman, Breytenbach e Brink).

Le culture aborigene delle etnie bantu comprendono anch'esse una propria letteratura, tramandata oralmente da generazioni. In tempi recenti le forme letterarie occidentali sono state acquisite anche dai neri; importanti scrittori di origine bantu sono per esempio lo xhosa Jordan e lo zulu Dhlomo. Di etnia bantu è anche Mphahlele, a cui si deve una delle principali opere della letteratura sudafricana moderna, The African Image (1962).

La letteratura in lingua inglese è piuttosto tarda e si sviluppa appieno solo nel XX secolo. Essa è caratterizzata dall'approfondimento sociale, dall'opposizione ai boeri, dalla visione romanticheggiante dell'Africa. La principale autrice sudafricana in lingua inglese è certamente Nadine Gordimer, vincitrice nel 1991 del Premio Nobel per la letteratura.

In Sudafrica visse per nove anni (1896-1905) il poeta portoghese Fernando Pessoa. La cultura britannica e la lingua inglese, con cui entrò in contatto durante la sua permanenza a Durban, si rivelarono fondamentali per la sua formazione e per la costruzione della sua opera letteraria[15].

Anche gli indiani hanno un discreto repertorio letterario, spesso in lingua inglese, più raramente in hindi. Le tematiche affrontate sono spesso di natura filosofico-religiosa.

Un residuo della colonizzazione olandese e dei loro discendenti boeri lo troviamo tuttora nella sigla automobilistica internazionale: ZA, nel codice ufficiale a due lettere dello standard ISO 3166-1 alpha-2: ZA e nel dominio Internet di primo livello nazionale (country-code top-level domain o ccTLD): .za che sono conseguenti alla denominazione dello Stato in lingua olandese: Zuid-Afrika.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del mondo di rugby - Suid-Afrika '95

Lo sport nazionale del Sudafrica è il rugby. La Nazionale sudafricana ha infatti vinto i mondiali di rugby 1995 (che ha anche ospitato) e quelli in Francia nel 2007 e tre edizioni del Tri Nations (1998, 2004 e 2009).

Altri sport in cui il Sudafrica eccelle sono il rugby a 7, l'hockey su prato, il cricket e il polo.

Anche nell'automobilismo il Sudafrica ha ottenuto diversi risultati positivi. Il pilota più rappresentativo rimane senza dubbio Jody Scheckter campione mondiale di Formula 1 nel 1979 alla guida della Ferrari. Il Sudafrica partecipa inoltre con successo alla A1 Grand Prix, la Coppa del Mondo di automobilismo per nazioni. Il pilota convocato attualmente è Adrian Zaugg. Ha ospitato gare di Formula 1, MotoGP e Superbike sui circuiti di Kyalami e di Welkom, e fino allo scorso anno la A1 Grand Prix su quello cittadino di Durban.

Tyla Rattray ha vinto il Campionato Mondiale di Motocross classe MX2 (125 cm³ due tempi e 250 cm³ quattro tempi), in sella alla sua KTM SXF 250.

Nel calcio il Sudafrica eccelle nei tornei continentali come la Coppa d'Africa, di cui ha vinto l'edizione del 1996 giocata proprio in terra sudafricana. Stenta invece nei campionati del mondo, cui ha partecipato nel 1998, nel 2002 e nel 2010 (come paese ospitante) senza mai raggiungere gli ottavi di finale.

Nel giugno 2009 ha ospitato l'8a edizione della FIFA Confederations Cup e nel 2010 è divenuto il primo paese africano ad ospitare un'edizione della Coppa del Mondo FIFA, vinta dalla Spagna. Alcuni famosi giocatori sono Steven Pienaar, Tsepo Masilela e Siphiwe Tshabalala.

La possibilità di ospitare i Mondiali di calcio del 2010 ha permesso alla nazione di poter affermare al mondo la propria rinascita economica.

FIFA Sokker-Wêreldbekertoernooi in 2010

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b South Africa in The World Factbook, Central Intelligence Agency. URL consultato il 18-12-2012.
  2. ^ Mid-year population estimates. URL consultato l'8 novembre 2014.
  3. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28-2-2013.
  4. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  5. ^ Tasso di fertilità nel 2010. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  6. ^ Valsecchi P., Sudafrica, in Dizionario di Storia, il Saggiatore–B-Mondadori, Milano 1993.
  7. ^ Bantu Education, «Policy for the Immediate Future», Dichiarazione del Dr. Verwoerd, 1954
  8. ^ Bantustan, «Britannica Online»
  9. ^ A. Booth, Swaziland (1984)
  10. ^ Nkomati Accord del 1984.
  11. ^ Vittoria Calvani, Il gusto della storia - L'età del "disordine mondiale", 2004
  12. ^ World Gazetteer (stima 2009). URL consultato il 22-03-2009.
  13. ^ Statistics South Africa, Community Survey, 2007, Basic Results Municipalities (pdf-file) Retrieved on 2008-03-23.
  14. ^ Human development indices
  15. ^ Sulla vita di Pessoa in Sudafrica, si veda Alexandrino E. Severino, Fernando Pessoa na África do Sul, Lisboa, D. Quixote, 1969

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La Geografia - dizionario enciclopedico - Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano (1984)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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