Succisa pratensis

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Succisa pratensis
Succisa pratensis20090914 026.jpg
Infiorescenza
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Dipsacales
Famiglia Dipsacaceae
Genere Succisa
Specie S. pratensis
Nomenclatura binomiale
Succisa pratensis
Moench, 1794

Succisa pratensis Moench, 1794 è una pianta erbacea perenne della famiglia Dipsacaceae nota anche come "succisa di prato" o "morso del diavolo".

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La radice è un fittone da rizoma, il fusto ipogeo è un rizoma obliquo breve che si stacca dal fittone in modo netto e caratteristico.
Le foglie basali sono lanceolate.
L'infiorescenza è un capolino di 1,5–3 cm, composto da fiori tubolosi ermafroditi blu-rosa a 4 lobi lunghi circa 7 mm e lungamente peduncolati, che fioriscono da giugno ad ottobre.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È presente in tutta Europa, in Africa settentrionale, nel Caucaso e in Siberia.[senza fonte] In Italia è diffusa in tutto il nord, nel centro ad esclusione delle Marche, nel sud solo in Calabria; predilige i prati umidi non sopra i 1600 metri di altitudine.[senza fonte]

Ecologia[modifica | modifica sorgente]

Succisa pratensis è la pianta nutrice delle farfalle Euphydryas aurinia e Hemaris tityus.[senza fonte] Il suo nettare è apprezzato da specie in pericolo d'estinzione come Maniola jurtina e Phengaris alcon.[senza fonte]

Superstizioni[modifica | modifica sorgente]

Nella medicina popolare è ritenuta efficace contro la calcolosi (si ritiene soprattutto se raccolta nella notte di San Giovanni Battista, cioè il 24 giugno). Se la radice viene staccata con un morso, avrebbe un effetto antidemoniaco. Come amuleto, portata al collo, proteggerebbe contro gl'incantesimi. Appesa all'interno di una stalla, garantirebbe il bestiame contro le stregonerie.[1]

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (DE) Manfred Boksch, Das praktische Buch der Heilpflanzen, BLV-Verlag, 2003, S. 155 ISBN 3-405-14937-1

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